Ipoclorito di calcio
Solido granulare o in pastiglie che, sciolto in acqua, libera acido ipocloroso (HOCl) e idrossido di calcio. Stessa specie battericida dell'ipoclorito di sodio ma più stabile nel tempo.
Dosaggio tipico
0,2–1,0 mg/L di cloro libero per uso potabile; 0,5–3 mg/L per piscine pubbliche; 5–10 mg/L per disinfezione di emergenza in caso di alluvioni o calamità.
CT-value
Equivalente all'ipoclorito di sodio a parità di cloro libero rilasciato. CT 99,9 % E. coli ~ 0,04 mg·min/L a 5 °C, pH 7.
Residuo
Cloro libero residuo target 0,2 mg/L. Il prodotto rilascia anche Ca2+, contribuendo alla durezza dell'acqua.
Costo indicativo
Granulare al 65 % di cloro attivo: 3,50–5,50 €/kg. Costo per m³ di acqua trattata a 0,5 mg/L: circa 0,002–0,003 €.
Sottoprodotti (DBP) generati
- Trialometani (THM)
- Acidi aloacetici (HAA5)
- Aumento di durezza calcica (rilascio Ca2+)
- Eventuali residui di calce indisciolta
Efficacia microbiologica
| Categoria | Efficacia |
|---|---|
| Batteri (E. coli, coliformi, Pseudomonas, Legionella) | Eccellente |
| Virus (rotavirus, norovirus, adenovirus, enterovirus) | Buona |
| Protozoi (Giardia, Cryptosporidium) | Limitata |
| Biofilm consolidati | Media |
Stesso profilo dell'ipoclorito di sodio ma con maggiore facilità logistica per piccoli volumi e situazioni di emergenza.
Principio chimico
L'ipoclorito di calcio è un solido cristallino bianco contenente il 65–70 % di cloro attivo. Sciolto in acqua, dà luogo alla stessa chimica dell'ipoclorito di sodio: ione ipoclorito in equilibrio con acido ipocloroso, governato dal pH. La differenza pratica è il rilascio contemporaneo di idrossido di calcio, che alza leggermente il pH e introduce ioni Ca2+ nella soluzione.
Per acque già dure il contributo di calcio è in genere trascurabile; per acque addolcite o per piccoli volumi può essere significativo. Quando l'obiettivo è semplicemente disinfettare pochi metri cubi in un pozzo o in un serbatoio, la maggiore facilità di manipolazione del solido rende l'ipoclorito di calcio preferibile alla soluzione di NaClO.
Modalità d'uso
Per uso continuo si impiegano dosatori a erosione: il flusso d'acqua attraversa una camera contenente le pastiglie, sciogliendone una quantità proporzionale alla portata. Per uso discontinuo (shock-clorazione) si scioglie il granulare in un secchio plastico, si lascia decantare il solido residuo e si versa la soluzione limpida nel pozzo o nel serbatoio.
- Stoccaggio in fusti chiusi, asciutti, lontani da combustibili
- Non miscelare mai con acidi, ammoniaca o sostanze organiche
- Utilizzare DPI (guanti, occhiali, maschera FFP2) durante il dosaggio
- Filtrare a valle se si forma precipitato di calce o residui granulari
Efficacia microbiologica
A parità di cloro libero rilasciato, l'efficacia microbiologica è identica a quella dell'ipoclorito di sodio. La cinetica di inattivazione segue la legge di Chick-Watson e dipende da concentrazione, tempo di contatto, pH e temperatura. Sui protozoi resistenti vale lo stesso limite: Cryptosporidium non è inattivabile in condizioni potabili.
In situazioni post-emergenza la regola pratica è dosare 1 mg/L di cloro libero, mantenere 30 minuti di contatto e verificare il residuo prima della distribuzione.
Sottoprodotti e tossicologia
I sottoprodotti sono gli stessi della clorazione liquida: trialometani e acidi aloacetici, regolamentati dal D.Lgs. 18/2023. Il rilascio di calcio non è tossicologicamente rilevante ma può precipitare in carbonato di calcio se l'acqua è anche ricca di bicarbonati, riducendo la disponibilità di cloro libero.
Vantaggi e svantaggi
I vantaggi logistici si pagano in termini di pulizia: i residui solidi richiedono pozzetti di sedimentazione o filtri a valle. Il rischio incendio è reale se il solido viene a contatto con materia organica (segatura, stracci sporchi di olio). Per impianti fissi di media e grande dimensione l'ipoclorito liquido resta la scelta industriale standard.
Costi
Un fusto da 25 kg di ipoclorito di calcio in pastiglie copre il fabbisogno annuo di un piccolo acquedotto rurale (50 m³/giorno) a un costo materia prima inferiore a 100 €. L'investimento iniziale per un dosatore a erosione è di 400–800 € più la cella di by-pass.
Quando usarlo
Indicato per piccoli acquedotti, pozzi privati, sanitizzazione di emergenza e disinfezione di piscine pubbliche. Sconsigliato dove il contributo di calcio costituisce un problema (acque per dialisi, acque per laboratorio, processi industriali sensibili) e dove i volumi giustificano il dosaggio liquido.
Inquadramento normativo
Il D.Lgs. 18/2023 ammette l'ipoclorito di calcio fra i disinfettanti per acqua potabile. La UNI EN 900 ne fissa i requisiti di purezza. Le Linee Guida ISS includono la calce clorata e l'ipoclorito di calcio nei protocolli di emergenza per pozzi contaminati.
Vantaggi
- Stabile per oltre 12 mesi se conservato all'asciutto
- Trasporto e logistica più semplici rispetto alla soluzione liquida
- Adatto a interventi di emergenza (alluvioni, fuori rete)
- Titolo più alto per unità di peso (65–70 % di cloro attivo)
Svantaggi
- Aumenta la durezza dell'acqua (rilascio di Ca2+)
- Genera residui solidi che richiedono filtrazione a valle
- Reattivo con materiali organici: rischio incendio per stoccaggio improprio
- Innalzamento di pH dovuto al carattere basico (idrossido di calcio)
Quando usarlo
- Disinfezione di pozzi e serbatoi remoti
- Trattamento di emergenza in zone alluvionate
- Disinfezione di acque di piscina
- Sanitizzazione di reti idriche di piccoli acquedotti rurali
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 18/2023 art. 13 — disinfettanti ammessi
- Linee Guida ISS — interventi emergenziali su pozzi e reti
- UNI EN 900 — ipoclorito di calcio per il trattamento di acque destinate al consumo umano
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-01-15. Redazione tecnica 123Acqua — Laboratorio Accreditato ISO/IEC 17025.