Acido peracetico
Soluzione di equilibrio fra acido peracetico, acido acetico, perossido d'idrogeno e acqua. L'azione disinfettante è dovuta all'ossigeno attivo del perossiacido, che ossida proteine e lipidi cellulari.
Dosaggio tipico
0,5–2 mg/L per disinfezione di acque depurate prima dello scarico; 5–15 mg/L per pretrattamento alimentare; non utilizzato in acqua potabile distribuita.
CT-value
CT 99 % E. coli a 20 °C: 0,1–0,5 mg·min/L. CT 99 % Salmonella: 0,3–1 mg·min/L. CT 99 % Cryptosporidium: 50–150 mg·min/L.
Residuo
Decomposizione completa in acqua, anidride carbonica e acido acetico entro 24 ore. Non lascia residuo persistente. Non utilizzato per mantenimento in rete.
Costo indicativo
Soluzione 15 % di acido peracetico: 2,50–4,00 €/kg. Costo per m³ trattato in depurazione: 0,01–0,04 €.
Sottoprodotti (DBP) generati
- Acido acetico residuo (innocuo, biodegradabile)
- Perossido d'idrogeno residuo (decomposizione spontanea)
- Nessun composto alogenato (assenza di trialometani e bromati)
- Possibili AOX in tracce se l'acqua contiene cloruri elevati
Efficacia microbiologica
| Categoria | Efficacia |
|---|---|
| Batteri (E. coli, coliformi, Pseudomonas, Legionella) | Eccellente |
| Virus (rotavirus, norovirus, adenovirus, enterovirus) | Buona |
| Protozoi (Giardia, Cryptosporidium) | Media |
| Biofilm consolidati | Eccellente |
Eccellente su batteri e biofilm, anche in acque ricche di sostanza organica. Largamente usato per disinfezione di reflui depurati e nell'industria alimentare.
Principio chimico
L'acido peracetico è un perossiacido organico in equilibrio chimico con acido acetico e perossido d'idrogeno secondo: CH3COOH + H2O2 ⇌ CH3CO3H + H2O. La specie attiva ossida proteine, lipidi e DNA dei microrganismi tramite trasferimento di ossigeno; è particolarmente efficace su biofilm grazie alla solubilità in matrici lipidiche.
Il prodotto commerciale è una miscela ternaria con titoli tipici di 5, 15 o 35 % di acido peracetico, percentuali analoghe di H2O2 e acido acetico, e acqua. La stabilità è limitata: il prodotto va conservato a temperature sotto 25 °C in contenitori HDPE ventilati, con perdita di titolo del 1–3 % al mese.
Modalità d'uso
L'impiego dominante è la disinfezione di acque reflue depurate in alternativa al cloro. Il dosaggio tipico è 1–3 mg/L con tempo di contatto 15–30 minuti in canale di clorazione. Il vantaggio è l'assenza di sottoprodotti alogenati negli scarichi, requisito sempre più frequente nelle autorizzazioni regionali.
Nelle linee di produzione alimentare e zootecnica il PAA è impiegato a concentrazioni di 80–200 mg/L per CIP (cleaning in place) di tubazioni e serbatoi, con tempi di contatto di 10–20 minuti seguiti da risciacquo finale.
- Materiali compatibili: PE, PP, PVC, PTFE, AISI 316L
- Materiali incompatibili: rame, ottone, acciai non passivati, gomme naturali
- DPI: occhiali, guanti EPDM, maschera FFP3 per concentrazioni >15 %
- Decantazione minima 24 ore prima dello scarico per residui H2O2
Efficacia microbiologica
Eccellente su batteri vegetativi anche in matrici organiche, dove il cloro perderebbe parte del titolo per ossidazione di sostanza organica. Buona su virus enterici e su Legionella in fase planctonica. Modesta su protozoi: per Cryptosporidium servono CT elevati, raramente realizzabili in continuo.
Su biofilm consolidati l'efficacia è superiore al cloro: il PAA penetra la matrice extracellulare grazie alla solubilità in lipidi e alla stabilità chimica del perossiacido.
Sottoprodotti e tossicologia
Sottoprodotti: acido acetico (innocuo, biodegradabile), residui di H2O2 (decomposizione spontanea), nessun composto alogenato. In acque ricche di cloruri non si formano trialometani; possibili tracce di AOX (composti organici alogenati) sono in genere ben sotto i limiti di scarico. La compatibilità ecotossicologica con i recettori (corsi d'acqua, mare) è uno dei punti di forza del PAA in depurazione.
Vantaggi e svantaggi
Il PAA è la scelta moderna per la disinfezione finale dei reflui in alternativa al cloro. Fuori dal mondo della depurazione e dell'alimentare, il suo impiego in acqua potabile è marginale: non è utilizzato per il mantenimento in rete e i costi materia prima lo penalizzano rispetto a cloro o ClO2.
Costi
Per un impianto di depurazione di 5.000 m³/giorno il costo annuo di PAA è 25.000–60.000 € contro 4.000–8.000 € del cloro. La scelta è giustificata dalla normativa locale che vieta o limita gli AOX nello scarico.
Quando usarlo
Indicato per disinfezione di acque depurate prima dello scarico, sanitizzazione di linee alimentari e zootecniche, sterilizzazione di impianti di imbottigliamento. Non è la scelta per la disinfezione di acqua potabile distribuita né per il mantenimento in rete.
Inquadramento normativo
Per la depurazione delle acque reflue il riferimento è il D.Lgs. 152/2006 e i regolamenti regionali sui limiti di scarico. Per i prodotti biocidi il quadro è il Regolamento (UE) 528/2012, tipo di prodotto PT01 (igiene umana) e PT04 (alimenti e mangimi). Per l'acqua potabile il D.Lgs. 18/2023 non lo include fra i disinfettanti standard del trattamento, e il suo uso in rete è di fatto residuale; la UNI EN 12931 ne disciplina i requisiti per gli usi ammessi.
Vantaggi
- Eccellente su biofilm e in acque organiche
- Sottoprodotti praticamente assenti
- Compatibile con plastiche e acciaio inox
- Efficace anche a basse temperature
- Tecnologia consolidata nel settore depurazione
Svantaggi
- Non utilizzato per acqua potabile distribuita
- Nessun residuo: solo trattamento finale puntuale
- Costo materia prima 8–15 volte superiore al cloro
- Concentrato 15–35 % classificato corrosivo (H314)
- Odore acetico percepibile a basse concentrazioni
Quando usarlo
- Disinfezione di acque reflue depurate prima dello scarico
- Settore alimentare e zootecnico (linee CIP)
- Sanitizzazione di impianti di imbottigliamento
- Trattamento finale in cartiere e tessili
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 152/2006 — disinfezione acque reflue
- Reg. (UE) 528/2012 — biocidi PT01, PT04
- D.Lgs. 18/2023 — non incluso fra i disinfettanti standard per uso potabile
- UNI EN 12931 — acido peracetico per il trattamento di acque destinate al consumo umano
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-01-15. Redazione tecnica 123Acqua — Laboratorio Accreditato ISO/IEC 17025.