Raggi UV (ultravioletto)
Radiazione ultravioletta a 254 nm (lampade a bassa pressione di mercurio) o spettro 200–300 nm (media pressione). Inattiva i microrganismi danneggiando il DNA con formazione di dimeri di pirimidina.
Dosaggio tipico
Dose 40 mJ/cm² per uso potabile (DVGW); 30 mJ/cm² per uso domestico; 100–186 mJ/cm² per inattivazione adenovirus; 22 mJ/cm² per Cryptosporidium 4 log.
CT-value
Non applicabile (tecnologia fisica). Equivalente energetico: dose tipica acqua potabile 40 mJ/cm² (dose USEPA per 4 log virus). Cryptosporidium 4 log: 22 mJ/cm².
Residuo
Nessun residuo. Richiede integrazione con disinfettante chimico per mantenimento in rete. Per uso domestico al punto d'uso (POU) il residuo non è necessario.
Costo indicativo
Reattore POU domestico 10 L/min: 200–500 €. Reattore civile 5 m³/h: 1.500–4.000 €. Industriale 50 m³/h: 8.000–25.000 €. OPEX: lampada 80–200 €/anno + energia 2–5 W/m³.
Sottoprodotti (DBP) generati
- Nessun sottoprodotto chimico in condizioni standard
- Possibile formazione di nitriti da nitrati ad alte dosi (UV media pressione)
- In presenza di TOC e cloro residuo: tracce di clorati e bromati
Efficacia microbiologica
| Categoria | Efficacia |
|---|---|
| Batteri (E. coli, coliformi, Pseudomonas, Legionella) | Eccellente |
| Virus (rotavirus, norovirus, adenovirus, enterovirus) | Media |
| Protozoi (Giardia, Cryptosporidium) | Eccellente |
| Biofilm consolidati | Limitata |
Eccellente su batteri e protozoi (incluso Cryptosporidium). Adenovirus richiedono dosi quattro-cinque volte superiori. Nessun effetto su biofilm a valle del reattore.
Principio fisico
La radiazione UV-C nella banda 200–280 nm viene assorbita dai legami delle basi azotate degli acidi nucleici. L'assorbimento da parte di timine adiacenti genera dimeri ciclobutanici di pirimidina che bloccano la trascrizione e replicazione del DNA. Una cellula irraggiata con dose adeguata non muore immediatamente ma perde la capacità di dividersi.
L'efficacia non dipende dalla chimica dell'acqua (pH, temperatura, alcalinità) ma dalla trasmissività UV (UVT a 254 nm), tipicamente 90–98 % per acque limpide e <70 % per acque torbide o ferruginose. La dose ricevuta è il prodotto fra intensità della lampada e tempo di esposizione del singolo elemento d'acqua.
Modalità d'uso
Il reattore UV è un cilindro in acciaio AISI 316L con una o più lampade germicide alloggiate in guaine al quarzo. L'acqua scorre nello spazio anulare tra guaina e parete a velocità tale da garantire la dose di progetto al peggior elemento di flusso. I reattori certificati DVGW o USEPA dispongono di sensore UV in continuo che misura la trasmissività e attiva un allarme se la dose scende sotto 40 mJ/cm².
A monte del reattore è obbligatoria una prefiltrazione (almeno 25 µm, idealmente 5 µm) per ridurre lo schermaggio da particelle. A valle, per uso in rete, è raccomandato un disinfettante secondario (cloro 0,1–0,2 mg/L) per il mantenimento.
- Lampade a bassa pressione: vita utile 8.000–12.000 h (~1 anno continuo)
- Lampade a media pressione: vita utile 4.000–8.000 h, dose maggiore
- Pulizia guaine: ogni 6 mesi (manuale) o automatica (wiper)
- Sensore UV calibrato e tarato annualmente
Efficacia microbiologica
L'UV è eccellente su batteri (E. coli, Salmonella, Vibrio cholerae, Legionella in fase planctonica) con dosi di 4–10 mJ/cm² per 4 log di abbattimento. Su protozoi è straordinariamente efficace: Giardia e Cryptosporidium richiedono dosi di 10–22 mJ/cm² per 4 log, a fronte di valori irrealistici per il cloro.
Il punto debole sono alcuni virus a DNA bicatenario e gli adenovirus, che per 4 log richiedono dosi di 124–186 mJ/cm². I reattori certificati USEPA per acque potabili sono dimensionati a 186 mJ/cm² come dose conservativa per copertura di tutti i patogeni.
Sottoprodotti e tossicologia
In condizioni standard l'UV non genera sottoprodotti chimici. Le lampade a media pressione, che emettono nella banda UV-B oltre alla UV-C, possono ridurre nitrati a nitriti se l'acqua ne contiene oltre 30 mg/L; per acque ricche di nitrati si privilegiano le lampade a bassa pressione monocromatiche.
Se a valle dell'UV viene dosato cloro su acque con bromuri, il cloro può attivarsi per fotolisi residua e generare clorati e bromati: la sequenza UV → cloro va sempre verificata in fase di commissioning.
Vantaggi e svantaggi
L'UV è la tecnologia di disinfezione più pulita: nessun reagente, nessun sottoprodotto, nessuna alterazione organolettica. Il limite resta la mancanza di residuo: per reti distributive serve sempre un secondo disinfettante. Per uso domestico al punto d'uso (sotto-lavello) il residuo non serve e l'UV è la prima scelta.
Costi
L'investimento è basso per impianti civili e industriali medi. Una lampada LP 30 W per reattore 5 m³/h costa 80–150 €/anno; il consumo energetico è di pochi watt per m³ trattato. Il costo totale per m³ disinfettato è inferiore a 0,01 € per uso potabile.
Quando usarlo
Prima scelta per pozzi privati con contaminazione microbiologica, finishing di osmosi inversa, disinfezione di acquedotti con Cryptosporidium, sistemi POU per ospedali e ambienti sensibili. Sconsigliato come unico trattamento se l'acqua è torbida, ricca di ferro o se non è possibile garantire una prefiltrazione efficace.
Inquadramento normativo
Il D.Lgs. 18/2023, art. 13, ammette i raggi UV come disinfezione fisica per acque destinate al consumo umano. La certificazione di riferimento per i reattori è la DVGW W-294 tedesca, richiamata anche dalle Linee Guida ISS. La UNI EN 14897 stabilisce requisiti e metodi di prova per gli apparecchi UV. La normativa USEPA UVDGM 2006 fornisce le dosi validate per i diversi obiettivi microbiologici.
Vantaggi
- Nessun sottoprodotto chimico
- Nessuna alterazione di sapore, odore, pH
- Eccellente su Cryptosporidium e Giardia
- Trattamento istantaneo, no tempi di contatto in serbatoio
- Manutenzione minima (cambio lampada annuale)
Svantaggi
- Nessun residuo: necessita disinfettante secondario in rete
- Adenovirus richiedono dosi elevate
- Efficacia ridotta da torbidità >5 NTU e da ferro/manganese
- Lampada al mercurio (smaltimento RAEE)
- Reattori UV richiedono prefiltrazione 5 µm o inferiore
Quando usarlo
- Pozzi privati con contaminazione microbiologica
- Acquedotti con presenza di Cryptosporidium
- Disinfezione finale a valle di osmosi inversa
- Acquacoltura, processi alimentari, ospedali (POU)
- Imbottigliamento di acque minerali (alternativa all'ozono)
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 18/2023 art. 13 — UV ammessa come disinfezione fisica
- DVGW W-294 — certificazione reattori UV per uso potabile
- USEPA UVDGM 2006 — dose validata per disinfezione
- UNI EN 14897 — apparecchi UV per il trattamento di acque potabili
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-01-15. Redazione tecnica 123Acqua — Laboratorio Accreditato ISO/IEC 17025.