Da dove arriva e com'è l'acqua di Verona
Se vivi a Verona e senti parlare di PFAS, la domanda è inevitabile: riguarda anche la mia acqua? I fatti sono questi. Nel 2017 i controlli dell'azienda sanitaria hanno evidenziato valori di PFOS oltre i limiti di riferimento in alcuni pozzi della centrale di Porta Palio, che Acque Veronesi ha chiuso dopo aver ricevuto gli esiti. Greenpeace ha presentato un esposto contestando i tempi della comunicazione ai cittadini; la Regione Veneto ha precisato che, grazie ai sistemi di filtrazione, l'acqua erogata rientrava nei parametri indicati dall'Istituto Superiore di Sanità. La contaminazione più estesa riguarda la bassa veronese e l'area al confine con le province di Vicenza e Padova, più che il capoluogo.
Acque Veronesi, costituita nel 2006, gestisce il servizio idrico integrato nel capoluogo e in gran parte della provincia: captazione, potabilizzazione, distribuzione, fognatura e depurazione. La città beve acqua di falda prelevata da circa quaranta pozzi comunali: niente lago, niente sorgenti di montagna. Le antiche sorgenti di Montorio, che in epoca romana alimentavano un acquedotto cittadino, oggi non sono usate a scopo potabile. Per buona parte dei prelievi basta la disinfezione con ipoclorito di sodio; dove la falda lo richiede, l'acqua passa da impianti dedicati. Secondo i dati del gestore riportati dalla stampa locale, nel 2020 ci è passato circa un terzo dei volumi estratti.
A est della città, verso Soave, le falde risentono dei nitrati di origine agricola e zootecnica. L'acqua di rete deve restare sotto il limite di legge di 50 mg/L, mentre i pozzi privati delle zone agricole non rientrano nei controlli del gestore e vanno verificati a parte, soprattutto se l'acqua serve per i neonati. Se bevi da un pozzo privato, verificarne la qualità spetta a te.
In centro il discorso cambia: negli edifici storici con tubature datate, e dove ci sono autoclavi o serbatoi condominiali, l'acqua al rubinetto può differire da quella in rete. Dopo periodi di inutilizzo fai scorrere l'acqua e usa solo acqua fredda per bere e cucinare. Se hai un pozzo, l'analisi dell'acqua del pozzo è il punto di partenza per controllare nitrati e, se necessario, PFAS; per l'acqua di rete trovi i kit e pacchetti di analisi. In entrambi i casi prelevi il campione a casa, lo invii al laboratorio qualificato e ricevi il rapporto di prova in 5-7 giorni.