Da dove arriva e com'è l'acqua di Ascoli Piceno
Se ti chiedi se l'acqua di Ascoli sia «pesante», la risposta più utile arriva da ARPA Marche. Il suo libro bianco sulle acque potabili del Piceno descrive acque di ambiente montano con un residuo fisso indicativamente tra 130 e 154 mg/l: siamo nella fascia delle acque oligominerali, paragonabile a molte acque in bottiglia. Un valore di durezza in gradi francesi per la rete cittadina, invece, nelle fonti consultate non c'è: per quello servono il dato del gestore o una misura al tuo indirizzo. Un po' di calcare su rubinetti e bollitori, in ogni caso, non è un problema sanitario.
Quest'acqua scende in città per due strade. L'acquedotto del Pescara è alimentato dalle captazioni di Pescara del Tronto e Capodacqua, nel comune di Arquata del Tronto; l'acquedotto dei Sibillini capta, tra le altre, la sorgente di Foce a Montemonaco. CIIP, società pubblica dell'ambito Marche Sud, segue tutto il ciclo, dalla captazione alla distribuzione. Nell'impianto di soccorso di Castel Trosino, frazione del capoluogo, il gestore ha introdotto un trattamento a raggi ultravioletti per l'abbattimento dei batteri.
La fragilità del sistema riguarda la quantità più che la qualità. Le scosse del 2016-2017 hanno danneggiato diversi tratti della condotta principale del Pescara, riparati in modo provvisorio, e CIIP sta posando una variante in acciaio dalla sorgente di Capodacqua verso Arquata. Nell'estate 2024 il calo delle sorgenti ha portato a chiusure notturne dei serbatoi in molti comuni del Piceno, con l'obiettivo di salvaguardare capoluogo e costa, e il gestore ha invitato gli utenti a dotarsi di autoclave. Nel 2026 CIIP ha presentato l'Anello dei Sibillini, un progetto di interconnessione tra le reti delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata pensato per resistere a sismi e siccità.
Proprio l'autoclave ricorda un punto spesso trascurato: l'acqua che sosta in casa non è più esattamente quella della rete. In serbatoi e autoclavi poco usati il cloro residuo si riduce, per questo vanno puliti e fatti lavorare con regolarità; con tubazioni molto vecchie è prudente non bere l'acqua rimasta ferma a lungo nei tubi, e dopo un'interruzione conviene far scorrere finché torna limpida. Un'acqua ottima alla sorgente può cambiare negli ultimi metri, quelli dentro il tuo edificio. Per sapere cosa esce davvero dal tuo rubinetto serve un'analisi al punto d'uso: con l'analisi dell'acqua del rubinetto prelevi il campione a casa e il laboratorio qualificato ti restituisce il rapporto di prova.