Atrazina e deetilatrazina
CAS: 1912-24-9 (atrazina) · 6190-65-4 (deetilatrazina)
L'atrazina è un erbicida triazinico vietato in UE dal 2004 ma ancora ampiamente presente nelle acque sotterranee italiane per la sua persistenza. La deetilatrazina, suo principale metabolita, è inserita nella watch list UE per il monitoraggio dei metaboliti pesticidi rilevanti.
Quadro Watch list UE
- Inserimento
- Watch list acque potabili 2020/1161 (per il metabolita deetilatrazina)
- Frequenza di monitoraggio
- Annuale (limite cogente già esistente per pesticidi).
- Soglia di azione
- 0,1 µg/L (limite cogente D.Lgs. 18/2023 per singolo pesticida e metaboliti rilevanti).
Riferimenti: Regolamento (UE) 2020/2184, Decisione di esecuzione (UE) 2020/1161, Decisione di esecuzione (UE) 2022/1307. Recepimento italiano: D.Lgs. 18/2023.
Cos'è l'atrazina
L'atrazina è un erbicida selettivo della famiglia delle clorotriazine, sintetizzato negli anni '50 e ampiamente utilizzato dagli anni '60 al 2004 in Europa per il diserbo del mais, sorgo, canna da zucchero, asparagi. Agisce inibendo il fotosistema II nelle piante non target.
È stata vietata nell'Unione Europea con la Decisione 2004/248/CE per i suoi effetti tossici cronici (interferente endocrino, tossico per la riproduzione, contaminante persistente delle falde acquifere). Resta autorizzata in molti paesi extra-UE (USA, Brasile, Cina, Australia).
La deetilatrazina (DEA) è il principale metabolita di degradazione dell'atrazina nell'ambiente, derivante dalla deetilazione operata da microrganismi del suolo. È quasi sempre più persistente e mobile dell'atrazina madre, ed è frequentemente l'unica sostanza ancora rilevabile decenni dopo l'ultima applicazione.
Origine della contaminazione idrica
L'atrazina e la deetilatrazina nelle acque italiane sono il risultato di decenni di applicazioni intensive in agricoltura cerealicola, in particolare nella Pianura Padana e in Pianura Pontina. Nonostante il divieto del 2004, la persistenza nei suoli (DT50 60-150 giorni per atrazina, fino a 300 giorni per DEA) e la lenta lisciviazione verso le falde mantengono livelli rilevabili in molte aree.
Studi ISPRA documentano la presenza di DEA nel 28% dei campioni di acque sotterranee italiane analizzati nel 2024, con concentrazioni tipicamente 0,02-0,15 µg/L e picchi fino a 0,5 µg/L in falde superficiali della Lombardia e Veneto. L'atrazina parente è ormai meno frequente (<10% dei campioni) ma ancora presente.
Una seconda fonte minore è l'uso illegale o non autorizzato di atrazina di origine extra-UE; episodi sporadici sono stati documentati negli anni recenti.
Effetti documentati
L'atrazina è un interferente endocrino ben caratterizzato: induce aromatasi (conversione testosterone-estrogeni), causa femminilizzazione di anfibi maschi a concentrazioni di pochi µg/L, è associata a difetti dello sviluppo sessuale e del sistema riproduttivo. È classificata dall'IARC in gruppo 3 (non classificabile per cancerogenicità sull'uomo) ma con sospetti su tumori prostata e ovaio.
La deetilatrazina condivide buona parte del profilo tossicologico dell'atrazina, con potenza endocrina ridotta ma persistenza ambientale superiore. È quindi considerata un metabolita rilevante secondo la guidance EFSA, soggetto allo stesso limite cogente del principio attivo madre.
I gruppi più vulnerabili sono donne in gravidanza (rischio di anomalie dello sviluppo fetale), bambini in fase prepuberale e popolazioni esposte cronicamente attraverso pozzi privati in zone agricole.
Inserimento nella Watch list UE
Sebbene atrazina e deetilatrazina siano già soggette al limite cogente del D.Lgs. 18/2023 per pesticidi (0,1 µg/L singolo, 0,5 µg/L somma), la deetilatrazina è stata inserita nella watch list per le acque potabili 2020/1161 come tracciante della pressione storica di atrazina e per la valutazione dell'esposizione a metaboliti rilevanti di pesticidi vietati.
L'inserimento ha lo scopo di standardizzare il monitoraggio in tutta UE e di raccogliere dati per valutare se i limiti attuali sono sufficienti a tutelare le popolazioni più esposte.
Metodi analitici
L'analisi avviene mediante LC-MS/MS con sorgente ESI in modalità positiva (atrazina m/z 216, deetilatrazina m/z 188), spesso in metodi multi-residuo per pesticidi triazinici. Il LOQ tipico è 0,005-0,02 µg/L. In alternativa GC-MS con derivatizzazione per matrici complesse.
Il monitoraggio deve includere l'atrazina madre, la deetilatrazina (DEA) e talora la deisopropilatrazina (DIA), per il quadro completo della contaminazione storica.
Limiti normativi attuali
Il limite cogente in Italia per atrazina e deetilatrazina nelle acque destinate al consumo umano è 0,1 µg/L per singola sostanza (D.Lgs. 18/2023, allegato I parte B, valore generico per pesticidi e metaboliti rilevanti) e 0,5 µg/L per la somma di tutti i pesticidi (incluse altre triazine e metaboliti).
Per le acque superficiali la Direttiva 2008/105/CE come modificata da 2013/39/UE indica per l'atrazina SQA-MA 0,6 µg/L e SQA-MAC 2,0 µg/L. La US-EPA ha fissato un MCL di 3 µg/L (valore meno conservativo del limite UE).
Tendenze normative
Il limite UE generico per pesticidi (0,1 µg/L) è stato confermato anche nella nuova Direttiva 2020/2184 e non sono previste revisioni a breve termine. È in corso a livello UE una revisione della guidance EFSA sui metaboliti rilevanti di pesticidi vietati, con possibile estensione del concetto di metabolita rilevante anche a sostanze di interesse non sanitario ma idrogeologico.
A livello internazionale alcuni paesi (USA, Australia) stanno valutando restrizioni più stringenti sull'atrazina, motivate dai nuovi dati sugli effetti endocrini.
Cosa fare
Per i privati con pozzo in zone storicamente agricole (Pianura Padana, Pianura Pontina, Tavoliere): è consigliata un'analisi multi-residuo di pesticidi che includa atrazina, deetilatrazina e altre triazine almeno una volta nella vita del pozzo, con ripetizione ogni 3-5 anni.
In caso di superamento, i trattamenti efficaci sono carbone attivo granulare (>90% rimozione), nanofiltrazione e osmosi inversa (>95%). Gli addolcitori e i filtri meccanici non sono efficaci.
Domande correlate
Altre sostanze nella Watch list UE
Bisfenolo A (BPA)
Il bisfenolo A è un plastificante utilizzato nella produzione di policarbonati e resine epossidiche, tra cui i rivestimenti interni di tubazioni, serbatoi e lattine. Riconosciuto come interferente endocrino, è stato inserito nella prima watch list UE 2020/1161 e oggi è soggetto a limite vincolante di 2,5 µg/L nelle acque destinate al consumo umano.
17-beta-estradiolo (E2)
Il 17-beta-estradiolo è il principale ormone steroideo estrogeno naturale, escreto dall'organismo umano e animale. Inserito nella watch list UE 2020/1161 e confermato nella 2022/1307, è considerato uno dei più potenti interferenti endocrini idrici, attivo a concentrazioni dell'ordine del nanogrammo per litro.
17-alfa-etinilestradiolo (EE2)
Il 17-alfa-etinilestradiolo è l'estrogeno sintetico utilizzato nella maggior parte dei contraccettivi orali combinati. Inserito nelle watch list UE 2020/1161 e 2022/1307, è circa 50-100 volte più potente dell'estradiolo naturale e biologicamente attivo a concentrazioni di pochi picogrammi per litro.
Diclofenac
Il diclofenac è un antinfiammatorio non steroideo (FANS) tra i più consumati al mondo. Inserito nella watch list acque superficiali dalla Direttiva 2013/39/UE e nella watch list acque potabili 2020/1161, è uno dei farmaci più frequentemente rilevati negli effluenti degli impianti di depurazione e nelle acque dolci europee.
Scheda aggiornata al 2026-05-03. Redazione tecnica laboratorio accreditato ISO/IEC 17025.