Diclofenac
CAS: 15307-86-5
Il diclofenac è un antinfiammatorio non steroideo (FANS) tra i più consumati al mondo. Inserito nella watch list acque superficiali dalla Direttiva 2013/39/UE e nella watch list acque potabili 2020/1161, è uno dei farmaci più frequentemente rilevati negli effluenti degli impianti di depurazione e nelle acque dolci europee.
Quadro normativo UE
- Elenco o norma di riferimento
- Watch list acque superficiali 2013/39/UE; watch list acque potabili 2020/1161
- Frequenza di monitoraggio
- Annuale per gestori >10.000 abitanti.
- Valori di riferimento
- 0,1 µg/L (valore guida WHO precauzionale).
Riferimenti: Direttiva (UE) 2020/2184 e Decisione di esecuzione (UE) 2022/679 (acque potabili, recepite con il D.Lgs. 18/2023); Direttiva 2008/105/CE e decisioni sugli elenchi di controllo delle acque superficiali (2020/1161, 2022/1307, 2025/439).
Cos'è il diclofenac
Il diclofenac è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) derivato dell'acido fenilacetico, scoperto negli anni '60 e commercializzato dal 1973 con marchi noti come Voltaren, Cataflam, Solaraze. Agisce inibendo le ciclo-ossigenasi COX-1 e COX-2, riducendo la produzione di prostaglandine pro-infiammatorie.
Viene utilizzato per via sistemica (compresse, fiale) e topica (gel, cerotti) per il trattamento di patologie infiammatorie acute e croniche, dolore osteoarticolare, mal di testa, dismenorrea. Il consumo italiano è stimato in oltre 100 tonnellate all'anno di principio attivo.
L'escrezione avviene prevalentemente per via urinaria sotto forma di metaboliti coniugati (4'-idrossi-diclofenac, 5-idrossi-diclofenac) che possono essere riconvertiti in diclofenac attivo durante il trattamento depurativo.
Origine della contaminazione idrica
Le fonti di contaminazione sono il sistema fognario urbano (escrezione fisiologica di pazienti in terapia, smaltimento improprio di farmaci scaduti) e in misura minore gli effluenti delle industrie farmaceutiche. L'uso veterinario è limitato in Europa dal 2008 a seguito della catastrofe degli avvoltoi indiani avvelenati da carcasse di bovini trattati con diclofenac.
Negli impianti di depurazione convenzionali la rimozione del diclofenac è bassa (10-30%), perché la molecola è poco biodegradabile e poco adsorbita sui fanghi. Le concentrazioni allo scarico WWTP sono tipicamente 0,5-3 µg/L, valori ampiamente superiori alle soglie ecotossicologiche.
Nelle acque superficiali europee il diclofenac è uno dei farmaci più frequentemente rilevati: nel Rapporto Acque ISPRA 2024 risulta presente nel 76% dei campioni superficiali analizzati con concentrazione mediana di 0,12 µg/L. Nelle acque sotterranee è meno frequente (12% dei campioni), nelle acque potabili dopo trattamento generalmente <0,05 µg/L.
Effetti documentati
Il diclofenac è stato classificato dall'EFSA come sostanza pericolosa per l'ambiente acquatico per i suoi effetti su pesci e uccelli. Concentrazioni di 1-5 µg/L nelle acque sono associate ad alterazioni renali, branchiali ed epatiche nei pesci (trota arcobaleno) con riduzione documentata della longevità.
Sull'uomo l'esposizione cronica a basse dosi attraverso l'acqua potabile non è considerata un rischio significativo: la dose terapeutica giornaliera è 100-150 mg, mentre l'assunzione attraverso 2 litri d'acqua a 0,1 µg/L sarebbe pari a 0,2 µg, sei ordini di grandezza inferiore. Il problema è quindi prevalentemente ecotossicologico.
Restano tuttavia preoccupazioni per: esposizione a miscele complesse di farmaci (effetto cocktail), popolazioni sensibili (bambini, gravidanza), possibile selezione di resistenze quando associato ad antibiotici.
Inserimento nella Watch list UE
Il diclofenac è stato il primo farmaco a essere inserito nella watch list per le acque superficiali con la Direttiva 2013/39/UE, con valore di riferimento (PNEC) di 100 ng/L per acque interne. È stato successivamente incluso nella watch list per le acque potabili 2020/1161 sempre con valore di riferimento di 100 ng/L.
I dati raccolti hanno confermato la diffusione capillare del contaminante, ma anche il sostanziale rispetto della soglia di riferimento nelle acque destinate al consumo umano dopo trattamento. Per questo motivo il diclofenac è uscito dalla watch list 2022/1307 (mantenendolo però nelle watch list nazionali di alcuni Stati membri).
Metodi analitici
L'analisi avviene mediante LC-MS/MS con sorgente ESI in modalità negativa (ione molecolare m/z 294, transizioni 250→214 e 250→179). L'estrazione è SPE su cartucce HLB con eluizione metanolica. Il LOQ tipico in laboratori qualificati è 0,005-0,01 µg/L.
Esistono anche metodi multi-residuo per analisi simultanea di decine di farmaci (diclofenac, ibuprofene, naprossene, ketoprofene, paracetamolo, carbamazepina, diazepam, ecc.) con un'unica iniezione, particolarmente utili per gli screening di sorveglianza watch list.
Limiti normativi attuali
Non esiste un limite cogente per il diclofenac nelle acque destinate al consumo umano. Il valore di riferimento per la watch list 2020/1161 era 0,1 µg/L, identico al valore PNEC indicato dalla Direttiva 2013/39/UE per le acque superficiali (SQA-MA per acque interne).
L'OMS nel 2017 ha confermato che le concentrazioni rilevate nelle acque potabili sono ordini di grandezza inferiori alle soglie sanitarie e ha ribadito che la priorità per la gestione dei farmaci nell'acqua è ecotossicologica e di prevenzione (corretto smaltimento, trattamento terziario degli effluenti WWTP).
Tendenze normative
La Direttiva UE 2024 sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD revisione) introduce per la prima volta l'obbligo di trattamento quaternario (rimozione micro-inquinanti) per impianti >150.000 AE entro il 2045 e >10.000 AE entro il 2049. Diclofenac, carbamazepina, ibuprofene e altri farmaci sono tra gli indicatori di efficacia del trattamento.
Questo orientamento sposta la responsabilità della rimozione dei farmaci dalle reti acquedottistiche (a valle) ai depuratori (a monte), con un approccio di prevenzione strutturale.
Cosa fare
Per i cittadini è fondamentale lo smaltimento corretto dei farmaci scaduti tramite gli appositi contenitori in farmacia o presso le isole ecologiche, evitando di gettarli nello scarico o nei rifiuti indifferenziati.
Per chi vuole una protezione individuale, l'osmosi inversa abbatte oltre il 95% del diclofenac, il carbone attivo granulare il 70-90%. Le caraffe filtranti hanno efficacia variabile e di breve durata.
Domande correlate
Altre sostanze emergenti sotto sorveglianza
17-beta-estradiolo (E2)
Il 17-beta-estradiolo è il principale ormone steroideo estrogeno naturale, escreto dall'organismo umano e animale. Inserito nella watch list UE 2020/1161 e confermato nella 2022/1307, è considerato uno dei più potenti interferenti endocrini idrici, attivo a concentrazioni dell'ordine del nanogrammo per litro.
17-alfa-etinilestradiolo (EE2)
Il 17-alfa-etinilestradiolo è l'estrogeno sintetico utilizzato nella maggior parte dei contraccettivi orali combinati. Inserito nelle watch list UE 2020/1161 e 2022/1307, è circa 50-100 volte più potente dell'estradiolo naturale e biologicamente attivo a concentrazioni di pochi picogrammi per litro.
Ciprofloxacina
La ciprofloxacina è un antibiotico fluorochinolonico di seconda generazione tra i più utilizzati al mondo. Inserita nella seconda watch list UE per le acque potabili 2022/1307, è considerata un contaminante prioritario per la diffusione di antibiotico-resistenza.
Sulfametossazolo
Il sulfametossazolo è un antibiotico sulfonamidico utilizzato principalmente in associazione con trimetoprim (cotrimossazolo). Inserito nelle watch list UE 2020/1161 e 2022/1307, è uno dei farmaci più persistenti nell'ambiente acquatico e tra i principali responsabili dell'antibiotico-resistenza.
Scheda aggiornata al 2026-05-03. Redazione tecnica del laboratorio.