Legionella
Legionella pneumophila
Batterio che vive nelle acque dolci e si moltiplica negli impianti idrici tra 25 e 45 °C, soprattutto nell'acqua calda sanitaria. Non fa male se bevuto: causa la legionellosi quando viene inalato con le goccioline d'acqua di docce, idromassaggi e torri di raffreddamento.
Dose infettante
Non definita: dipende dal ceppo, dalla quantità inalata e dalla persona. Il rischio è maggiore per anziani, fumatori, persone con malattie croniche o immunodepresse.
Resistenza al cloro
Sensibile in acqua libera, ma protetta dal biofilm e dalle amebe in cui si moltiplica: per questo le reti colonizzate richiedono interventi ripetuti.
Metodo analitico di riferimento
UNI EN ISO 11731
Quadro sintetico
- Reservoir
- Acque dolci naturali; negli edifici: boiler e accumuli di acqua calda, tubazioni poco usate, soffioni delle docce, vasche idromassaggio, torri di raffreddamento, fontane decorative.
- Trasmissione
- Inalazione di aerosol (goccioline sottili) contenente il batterio. Bere acqua contaminata non causa la malattia, salvo rari casi di aspirazione. Non si trasmette da persona a persona.
- Sintomi
- Polmonite (malattia dei legionari) con febbre alta, tosse, difficoltà respiratoria; oppure febbre di Pontiac, forma lieve simil-influenzale che guarisce da sola.
- Sensibilità a UV
- Inattivata dai raggi UV-C in acqua limpida; non agisce sul biofilm a valle della lampada.
- Sensibilità al calore
- Non si moltiplica sopra 50 °C circa; sopra 60 °C viene inattivata in tempi via via più brevi al crescere della temperatura.
- Limite normativo
- D.Lgs. 18/2023: valore di parametro inferiore a 1.000 UFC/L nei sistemi di distribuzione domestici (impianti interni degli edifici). Linee guida nazionali 2015: azioni correttive progressive in base alla concentrazione e al tipo di struttura.
In breve
La Legionella è normalmente presente, in piccole quantità, nelle acque naturali. Diventa un problema quando trova negli impianti degli edifici le condizioni per moltiplicarsi: acqua tiepida, ristagni, depositi e biofilm. Il rischio non è berla ma respirarla, quando l'acqua viene nebulizzata. Per questo i controlli si concentrano sull'acqua calda sanitaria di strutture ricettive, sanitarie, condomini con impianti centralizzati e impianti che producono aerosol.
Che batterio è
Legionella pneumophila è un bacillo Gram-negativo che ha bisogno di ossigeno e di nutrienti particolari: in laboratorio cresce solo su terreni arricchiti con cisteina e ferro. Il genere comprende oltre 60 specie, ma L. pneumophila causa la gran parte dei casi clinici, e tra i suoi sierogruppi il sierogruppo 1 è il più frequente.
Nell'ambiente la Legionella si moltiplica all'interno di amebe e si rifugia nel biofilm, la pellicola di microrganismi che riveste le superfici interne delle tubazioni. Entrambi la proteggono dai disinfettanti: è il motivo per cui un impianto colonizzato tende a ricontaminarsi dopo un singolo trattamento.
Dove cresce negli edifici
La temperatura è il fattore decisivo: la Legionella si moltiplica tra circa 25 e 45 °C, con un massimo intorno ai 35 °C, mentre sopra i 50 °C la crescita si arresta e sopra i 60 °C il batterio viene inattivato. Un boiler regolato a temperature basse, un ricircolo che non arriva in tutti i rami o un'acqua fredda che si scalda passando vicino a tubi caldi creano le condizioni ideali.
I punti critici tipici sono gli accumuli di acqua calda, i rami morti o poco usati (camere chiuse, bagni di servizio), i soffioni e i rompigetto incrostati, le vasche idromassaggio, le torri di raffreddamento e i condensatori evaporativi, gli umidificatori e le fontane decorative.
Come si trasmette
Ci si infetta respirando goccioline d'acqua abbastanza piccole da raggiungere i polmoni: docce, idromassaggi, nebulizzatori, torri evaporative anche a distanza. Bere acqua che contiene Legionella non provoca la malattia nelle persone sane; il rischio esiste per chi ha difficoltà a deglutire e può aspirare l'acqua nelle vie respiratorie. Non ci sono contagi da persona a persona.
Per la descrizione della malattia, dei sintomi e della diagnosi si rimanda alla scheda sulla legionellosi.
Cosa prevede la normativa
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, ha inserito la Legionella tra i parametri da considerare nella valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici, cioè gli impianti interni degli edifici, con un valore di parametro inferiore a 1.000 UFC/L. Le strutture prioritarie individuate dal decreto, come ospedali, strutture ricettive e residenziali, rientrano in questa valutazione.
Le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Conferenza Stato-Regioni, 7 maggio 2015) indicano come valutare il rischio, dove e con che frequenza campionare e quali azioni intraprendere: le soglie di intervento crescono con la concentrazione rilevata (fasce oltre 100, 1.000 e 10.000 UFC/L) e sono più severe nelle strutture sanitarie che ospitano pazienti a rischio.
Come si cerca
Il metodo di riferimento è la coltura secondo UNI EN ISO 11731: si concentra un volume d'acqua (di solito 1 litro) per filtrazione, si riduce la flora competitiva con trattamento al calore o all'acido, si semina su terreni selettivi e si incuba per 7-10 giorni, confermando poi le colonie sospette e identificando specie e sierogruppo. Il risultato è in UFC/L ed è quello da confrontare con le soglie.
Il campionamento per l'acqua calda si fa ai punti più lontani dal boiler e nei punti critici, sia al primo getto sia dopo scorrimento, secondo le indicazioni delle Linee guida. La PCR quantitativa dà risultati in giornata ed è utile come screening o nelle emergenze, ma misura anche DNA di cellule morte e non sostituisce la coltura.
Prevenzione e bonifica
La prevenzione si basa sulla gestione dell'impianto: acqua calda prodotta e mantenuta a temperature che impediscono la crescita, ricircolo efficiente fino ai terminali, acqua fredda mantenuta fredda, eliminazione dei rami morti, pulizia e disinfezione periodica di accumuli, soffioni e rompigetto, scorrimento regolare dell'acqua nei punti poco usati.
Quando le analisi superano le soglie si interviene con bonifiche termiche o chimiche (iperclorazione, biossido di cloro e altri sistemi), secondo le modalità indicate dalle Linee guida, e si ripetono i campionamenti per verificarne l'efficacia. Senza correggere le cause, temperature e ristagni, la contaminazione tende a ripresentarsi.
Metodi analitici
| Metodo | Norma | LOD | LOQ | Matrice |
|---|---|---|---|---|
| Coltura su terreni selettivi (BCYE, GVPC) | UNI EN ISO 11731 | decine di UFC/L (dipende dal volume filtrato) | decine di UFC/L | Acqua calda e fredda sanitaria, torri di raffreddamento |
| PCR quantitativa (screening) | ISO/TS 12869 | decine di unità genomiche/L | centinaia di unità genomiche/L | Acqua sanitaria |
Per approfondire
Riferimenti normativi e metodologici
- D.Lgs. 18/2023 — Allegato I, parametri per i sistemi di distribuzione domestici
- Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi — Conferenza Stato-Regioni, 7 maggio 2015
- UNI EN ISO 11731 — Ricerca e conta di Legionella
- ISO/TS 12869:2019 — Legionella mediante PCR quantitativa
Avvertenza
Contenuto divulgativo e tecnico-normativo: NON sostituisce un parere medico o microbiologico clinico. In caso di sospetta esposizione o sintomi rivolgersi al proprio medico curante o alla ASL di competenza.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-02