Legionella
Legionella pneumophila
Bacillo Gram-negativo aerobio responsabile della legionellosi, malattia respiratoria potenzialmente letale trasmessa per inalazione di aerosol contaminati.
Dose infettante
Non definita con precisione: dipende da virulenza del ceppo, suscettibilità individuale, dose inalata. Rischio elevato in immunodepressi, anziani, fumatori.
Resistenza al cloro
Sensibile in fase planctonica ma protetta da biofilm e amebe; CT 1–2 mg·min/L per 2 log.
Metodo analitico di riferimento
ISO 11731:2017
Quadro sintetico
- Reservoir
- Acque dolci naturali, biofilm di reti idriche calde sanitarie, torri di raffreddamento, vasche idromassaggio.
- Trasmissione
- Inalazione di aerosol contenenti il batterio (docce, idromassaggi, torri evaporative, fontane ornamentali).
- Sintomi
- Polmonite atipica grave (malattia dei legionari) con febbre alta, tosse, dispnea, sintomi sistemici; forma lieve simil-influenzale (febbre di Pontiac).
- Sensibilità a UV
- Inattivata a 6–10 mJ/cm² (4 log) in sospensione.
- Sensibilità al calore
- Inattivata a 60 °C entro 32 minuti, a 70 °C entro 1 minuto: base della disinfezione termica.
- Limite normativo
- Linee Guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Accordo Stato-Regioni 7/5/2015): soglie di azione 10²–10⁴ UFC/L in funzione del livello di rischio della struttura. Non ricompresa formalmente nel D.Lgs. 18/2023.
Identità microbica
Legionella pneumophila è un bacillo Gram-negativo, aerobio obbligato, mobile per flagello polare, fastidioso, intracellulare facoltativo. Il genere Legionella comprende oltre 60 specie; L. pneumophila è responsabile della maggioranza dei casi clinici, soprattutto i sierogruppi 1, 4 e 6.
La crescita richiede terreni speciali (BCYE) integrati con cisteina e ferro. In ambiente si replica all’interno di amebe (Acanthamoeba, Naegleria) che la proteggono dai disinfettanti.
Habitat e veicolo idrico
La Legionella è ubiquitaria nelle acque dolci a basse cariche. Nelle reti idriche calde sanitarie si moltiplica a temperature di 25–45 °C, con optimum 35 °C; viene inibita sopra i 50 °C e inattivata sopra i 60 °C.
Riservoir tipici sono: tubazioni in disuso, accumulatori, soffioni e diffusori, torri di raffreddamento, evaporatori, fontane ornamentali, vasche idromassaggio, impianti dentistici, umidificatori. Il biofilm e le amebe favoriscono la persistenza.
Trasmissione
La trasmissione avviene esclusivamente per via inalatoria (o microaspirazione) di aerosol contenenti il batterio. Non è documentata trasmissione interumana.
Strutture a rischio sono ospedali, RSA, hotel, terme, palestre, condomini con reti complesse, impianti di climatizzazione con torri evaporative.
Dose infettante e sintomi
La dose infettante non è definita con precisione e varia con virulenza, suscettibilità e dose inalata. Le forme cliniche sono due: febbre di Pontiac (forma lieve simil-influenzale, autolimitante) e malattia dei legionari (polmonite atipica con incubazione di 2–10 giorni, mortalità 10–15% nei pazienti ospedalizzati).
I sintomi della polmonite includono febbre alta (> 39 °C), tosse, dispnea, dolore toracico, manifestazioni gastrointestinali, segni neurologici. La diagnosi rapida si basa su antigene urinario per il sierogruppo 1 e PCR su espettorato.
Resistenza ai disinfettanti
Legionella in fase planctonica è sensibile al cloro (CT 1–2 mg·min/L per 2 log), ma all’interno di biofilm e amebe la resistenza apparente aumenta drasticamente. La disinfezione termica (60–70 °C) è efficace; richiede però adeguati flussi a tutti i terminali per garantire raggiungimento della temperatura.
Strategie alternative: clorazione continua (Cl libero ≥ 0,2 mg/L), biossido di cloro (0,1–0,5 mg/L residuo), ioni rame-argento, perossido di idrogeno e perossido attivato, UV-C. La gestione integrata è più efficace di un singolo trattamento.
Metodi analitici accreditati
Il riferimento è la norma ISO 11731:2017 — concentrazione del campione (filtrazione 1 L), trattamento termico/acido per inibire la flora competitiva, semina su terreno BCYE e MWY/GVPC, conferma di colonie sospette su BCYE con e senza cisteina, identificazione di specie e sierogruppo. Il laboratorio è accreditato ISO 17025 per questo metodo.
I metodi rapidi (PCR real-time, immunocromatografia) sono utili come screening ma il riscontro colturale rimane l’unico accreditato per la conferma e la conta.
Normativa
In Italia la prevenzione e il controllo della legionellosi sono regolati dalle Linee Guida approvate con Accordo Stato-Regioni del 7/5/2015. Le strutture a rischio devono adottare un Documento di Valutazione e Gestione del Rischio Legionella (DVR Legionella) e attuare monitoraggio periodico.
I valori di azione sono modulati per tipo di struttura: per gli ospedali sono richieste soglie più stringenti (10² UFC/L), per gli hotel e le strutture turistiche soglie crescenti fino a 10⁴ UFC/L con interventi correttivi obbligatori.
Prevenzione e controllo
La prevenzione si basa su corretta progettazione idraulica (no rami morti, dimensionamento adeguato), mantenimento delle temperature (acqua calda > 55 °C in distribuzione, ricircolo > 50 °C ai terminali; acqua fredda < 20 °C), pulizia e disinfezione periodica di serbatoi e accumulatori, sostituzione dei terminali rompigetto, monitoraggio analitico semestrale o annuale.
In caso di superamento delle soglie si attivano disinfezione shock termica (≥ 70 °C ai terminali per 30 minuti) o chimica (clorazione 50 mg/L per 12 ore), bonifica meccanica e revisione del DVR.
Metodi analitici
| Metodo | Norma | LOD | LOQ | Matrice |
|---|---|---|---|---|
| Coltura su BCYE/MWY/GVPC | ISO 11731:2017 | < 100 UFC/L | 100 UFC/L | Acqua sanitaria calda e fredda, torri raffreddamento |
| Real-time PCR (gene mip) | ISO/TS 12869:2019 | 10² GU/L | 10³ GU/L | Acqua, campioni clinici |
Riferimenti normativi e metodologici
- Accordo Stato-Regioni 7/5/2015 — Linee Guida prevenzione e controllo legionellosi
- ISO 11731:2017
- ISO/TS 12869:2019
Avvertenza
Contenuto divulgativo e tecnico-normativo: NON sostituisce un parere medico o microbiologico clinico. In caso di sospetta esposizione o sintomi rivolgersi al proprio medico curante o alla ASL di competenza.
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03