Blog · Contaminanti emergenti
I PFAS sono i 'forever chemicals' dell'acqua: persistenti, bioaccumulabili, regolamentati dal D.Lgs. 18/2023, modificato dal D.Lgs. 102/2025, con due limiti: 0,1 µg/L per la somma dei PFAS e 0,02 µg/L per i 4 PFAS prioritari. Dove sono stati rilevati in Italia, quali sono i rischi e come fare un'analisi affidabile.
I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono composti chimici di sintesi caratterizzati da legami carbonio-fluoro tra i più stabili in chimica organica, rendendoli virtualmente indistruttibili nell'ambiente e nelle catene alimentari — da qui il termine «forever chemicals». Sono stati prodotti su larga scala dagli anni '50 per le loro proprietà idrorepellenti: padelle antiaderenti, tessuti impermeabili, schiume antincendio AFFF, packaging alimentare. I più studiati sono PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS.
Con il D.Lgs. 18/2023, modificato dal correttivo D.Lgs. 19 giugno 2025, n. 102 (GU n. 153 del 4 luglio 2025), dal 12 gennaio 2026 i gestori del servizio idrico italiano devono rispettare il limite per la somma dei PFAS; dal 13 luglio 2026 si aggiunge quello per la somma dei 4 PFAS prioritari, dopo la proroga di sei mesi disposta dalla L. 30 dicembre 2025, n. 199. Questa guida spiega dove sono stati rilevati in Italia, quali sono i rischi per la salute e come fare un'analisi affidabile.
Il caso italiano più noto è la contaminazione delle falde tra Vicenza, Padova e Verona riconducibile allo stabilimento Miteni di Trissino (VI), emersa pubblicamente nel 2013 dopo un'indagine del CNR-IRSA su incarico del Ministero dell'Ambiente. L'area interessata coinvolge oltre 350.000 abitanti e ha portato alla creazione di una zona rossa con sorveglianza sanitaria della popolazione esposta da parte della Regione Veneto.
Più recentemente, ARPA Piemonte ha individuato livelli significativi di PFAS nelle acque del bacino del Bormida e in zone della provincia di Alessandria connesse al sito Solvay-Spinetta Marengo. Anche in Lombardia i monitoraggi di ARPA hanno trovato PFAS in diversi corpi idrici e acquiferi, di solito a concentrazioni basse. Il quadro che emerge è quello di una presenza diffusa sul territorio, legata sia a sorgenti industriali puntuali sia agli usi storici di questi composti, con poche aree di contaminazione elevata. Le situazioni regionali sono approfondite negli articoli su PFAS in Veneto e su PFAS in Piemonte e nell'Alessandrino.
Il D.Lgs. 18/2023, in attuazione della Direttiva (UE) 2020/2184 e modificato dal correttivo D.Lgs. 102/2025, fissa due valori di parametro vincolanti per l'acqua destinata al consumo umano: la somma dei PFAS (30 molecole, 24 fino al 13 luglio 2026, ADV escluse) dal 12 gennaio 2026 e la somma dei 4 PFAS prioritari dal 13 luglio 2026:
| Parametro | Limite | Applicabilità | Riferimento normativo |
|---|---|---|---|
| Somma dei PFAS — 30 molecole, 24 fino al 13/07/2026, ADV escluse (Allegato I, Parte B) | 0,10 µg/L (100 ng/L) | 12 gennaio 2026 | D.Lgs. 102/2025 / Dir. UE 2020/2184 |
| Somma 4 PFAS prioritari (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS) | 0,02 µg/L (20 ng/L) | 13 luglio 2026 | D.Lgs. 102/2025 |
| PFOA — classificazione cancerogena IARC | Gruppo 1 (cancerogeno per l'uomo) | Dal 2023 | IARC Monografia, 2023 |
| Dose settimanale tollerabile EFSA (PFOA+PFOS+PFNA+PFHxS) | 4,4 ng/kg peso corporeo/settimana | Dal 2020 | EFSA Opinion CONTAM, 2020 |
L'EFSA (European Food Safety Authority) nel 2020 ha pubblicato l'opinione scientifica che ha portato alla riduzione drastica della dose settimanale tollerabile per la somma di PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS, fissandola a 4,4 ng/kg di peso corporeo. Le evidenze tossicologiche e epidemiologiche associano l'esposizione cronica ai PFAS a:
L'analisi affidabile dei PFAS richiede tecniche di altissima sensibilità. Lo standard internazionale di riferimento è la cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS), con metodi tipo EPA 533, EPA 537.1 o ISO 21675. Solo questa tecnica permette di quantificare i PFAS a livelli di nanogrammi per litro (ng/L), molto al di sotto del limite di legge.
Diffidare di test "casalinghi" o strisce reattive: nessun test rapido è in grado di rilevare PFAS a livelli rilevanti. L'analisi va eseguita esclusivamente in laboratorio qualificato, con catena di custodia documentata, su campioni raccolti nei flaconi in polietilene (HDPE) forniti dal laboratorio: il vetro va evitato perché i PFAS tendono ad aderire alle sue pareti, falsando il risultato verso il basso.
Se l'analisi rivela presenza di PFAS sopra le soglie di attenzione, esistono trattamenti documentati efficaci, tutti ben caratterizzati nelle linee guida US EPA e nei pareri ISS:
Un risultato positivo non equivale automaticamente a un rischio acuto, ma richiede azioni proporzionate alla concentrazione rilevata. In linea generale: per acqua di rete, segnalare al gestore e all'ASL competente; per acqua di pozzo, sospendere il consumo umano fino all'installazione di un trattamento adeguato; per attività con somministrazione a terzi (ristoranti, B&B, aziende alimentari) sospendere l'uso dell'acqua per scopi alimentari, comunicare ad ASL e procedere con bonifica documentata.
In caso di esposizione prolungata documentata è opportuno parlarne con il proprio medico curante, soprattutto in famiglie con bambini piccoli o donne in gravidanza. Le Regioni con piani di sorveglianza PFAS attivi (in primis Veneto) prevedono controlli ematici gratuiti per la popolazione residente nelle aree rosse.
Chi è allacciato all'acquedotto può partire dai dati pubblicati dal gestore, che dal 2026 deve rispettare i nuovi limiti. L'analisi al proprio punto di prelievo è invece la verifica più utile per chi ha un pozzo privato, per le aziende agricole e alimentari e per chi vive vicino a siti industriali noti. Il nostro pacchetto PFAS 20 composti misura in LC-MS/MS 20 PFAS, tra cui i 4 PFAS prioritari del D.Lgs. 18/2023: permette quindi di verificare il limite sulla somma dei 4 PFAS, mentre per la somma dei PFAS di legge, calcolata su un elenco più ampio, il risultato va letto come stima parziale.
Il kit con il flacone dedicato e le istruzioni arriva a casa senza costi di spedizione e il ritiro del campione tramite corriere è gratuito. Il rapporto di prova, firmato dal Direttore tecnico, è utilizzabile come documentazione tecnica nei rapporti con ASL e autorità competenti, nei limiti delle prove eseguite e della modalità di campionamento. Per vedere dove sono state segnalate le contaminazioni più note c'è la mappa PFAS in Italia; per un quadro scaricabile, il prontuario PFAS Italia in ebook.
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