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PFAS nell'acqua potabile in Italia: rischi, normativa, come testare

I PFAS sono fra i contaminanti emergenti più discussi degli ultimi anni. Vediamo cosa sono, qual è il limite di legge in Italia, dove sono più diffusi e come testarli a casa propria.

Dott. Chimica Analitica2 min lettura

L'acronimo PFAS sta per sostanze poli- e perfluoroalchiliche: una famiglia di oltre 4.700 composti di sintesi nati negli anni '40 per impermeabilizzare tessuti, antiaderenti, schiume antincendio e migliaia di altre applicazioni industriali. Sono detti "forever chemicals" proprio perché i loro legami carbonio-fluoro li rendono praticamente indistruttibili nell'ambiente. In Italia il problema è diventato di interesse pubblico dopo la scoperta, nel 2013, di una contaminazione storica delle falde di Veneto (province di Vicenza, Verona e Padova) legata allo stabilimento Miteni di Trissino.

Cosa dice la normativa italiana

Il D.Lgs. 18/2023, in attuazione della direttiva UE 2020/2184, ha introdotto in Italia limiti vincolanti per i PFAS nelle acque destinate al consumo umano. I valori di parametro entrati in vigore sono:

  • Somma di 20 PFAS specifici: 0,1 µg/L (100 ng/L)
  • PFAS totali (parametro indicatore): 0,5 µg/L
  • Obbligo di monitoraggio dal 12 gennaio 2026 per tutti i gestori del servizio idrico

Quali sono i rischi sanitari

L'EFSA, nella valutazione del 2020, ha fissato una dose settimanale tollerabile (TWI) per la somma di quattro PFAS principali (PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS) pari a 4,4 ng per kg di peso corporeo. Le evidenze epidemiologiche più solide riguardano: alterazioni del colesterolo, riduzione della risposta anticorpale ai vaccini nei bambini, alterazioni del peso alla nascita, effetti sulla tiroide e — per PFOA — un aumento del rischio di cancro renale e testicolare.

Dove preoccuparsi in Italia

Le aree con criticità documentate sono diverse e non riguardano solo il Veneto:

  • Veneto: province di Vicenza, Verona, Padova (zona rossa A e B)
  • Piemonte: alessandrino (caso Spinetta Marengo)
  • Lombardia: alcune aree del bresciano e del milanese sud
  • Toscana: aree limitrofe a poli conciari e tessili
  • Aeroporti civili e militari: ovunque siano state usate schiume antincendio AFFF

Come testare l'acqua di casa

L'analisi PFAS richiede strumentazione di alto livello (cromatografia liquida con spettrometria di massa LC-MS/MS) e non può essere fatta con kit fai-da-te o strisce reattive. Per ottenere un dato affidabile serve un laboratorio accreditato con metodo validato per la matrice acqua potabile. 123Acqua include il profilo PFAS nei pacchetti di analisi avanzata e nel pacchetto Completa, con valori espressi in ng/L confrontabili direttamente con il limite di legge.

Termini del glossario

Domande frequenti

Posso bere acqua se i PFAS sono sotto 0,1 µg/L?

Sì: il valore di parametro fissato dal D.Lgs. 18/2023 è 0,1 µg/L per la somma dei 20 PFAS, ed è considerato compatibile con il consumo umano per tutta la vita. Sopra questa soglia il gestore deve intervenire e l'acqua non è considerata conforme.

I filtri a carbone attivo eliminano i PFAS?

I filtri a carbone attivo riducono i PFAS a catena lunga (PFOA, PFOS) ma sono meno efficaci sui PFAS a catena corta. Per una rimozione affidabile servono carbone attivo granulare di qualità o, meglio, sistemi a osmosi inversa con manutenzione regolare delle membrane.

Posso fidarmi del rapporto del gestore idrico?

I gestori sono obbligati a pubblicare i risultati delle analisi. Tuttavia il dato è una media di rete: la concentrazione al tuo rubinetto può differire per la specifica condotta o per impianti privati a valle. Un'analisi puntuale è l'unico modo per saperlo con certezza.

Quanto costa un test PFAS in laboratorio?

Un test mirato sulla somma dei 20 PFAS regolamentati costa indicativamente fra 120 e 220 € se acquistato come parametro singolo. Se compreso in un pacchetto di analisi completa il costo unitario è inferiore.

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