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Il cromo esavalente è uno dei contaminanti più tossici delle acque industriali. In Italia il limite è 10 µg/L: ecco le aree di attenzione e quando vale la pena testarlo.
Il cromo è un elemento naturalmente presente nell'ambiente in due forme principali: il cromo trivalente (Cr III), oligoelemento con ruolo metabolico, e il cromo esavalente (Cr VI), forma artificiale e altamente tossica utilizzata in galvanica, concerie, produzione di pigmenti e leghe. Il film "Erin Brockovich" raccontò la contaminazione di Hinkley, California, e da allora il Cr VI è diventato sinonimo di rischio idrico industriale.
Il D.Lgs. 18/2023, in attuazione della direttiva UE 2020/2184, ha introdotto in Italia un limite specifico per il cromo VI nelle acque destinate al consumo umano: 10 µg/L (microgrammi per litro), ovvero 0,01 mg/L. Si tratta di un limite molto più severo del precedente cromo totale (50 µg/L), e applicabile dal 12 gennaio 2026. Sopra questa soglia il gestore deve adottare misure correttive immediate.
L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica il cromo VI nel Gruppo 1: cancerogeno certo per l'uomo per inalazione, e con evidenze di cancerogenicità anche per ingestione orale. Le evidenze più solide riguardano cancro al polmone (esposizione professionale per inalazione) e alterazioni del tratto digerente in caso di esposizione prolungata via acqua potabile. Approfondisci proprietà, limiti normativi e metodi analitici nella scheda cromo esavalente.
A differenza del Cr III, il Cr VI passa più facilmente le membrane cellulari e all'interno della cellula viene ridotto a Cr III generando radicali liberi e danni al DNA.
Le criticità note in Italia riguardano in particolare:
L'analisi del Cr VI richiede una metodica specifica (in genere cromatografia ionica con rivelazione UV o post-colonna): non è inclusa nel parametro "cromo totale" misurato per ICP-MS, che restituisce la somma di tutte le forme di cromo. Quindi: se un referto riporta solo "cromo totale" e il valore è basso, non è automatico che il Cr VI sia conforme. Per un dato sicuro va richiesto esplicitamente il parametro Cr VI.
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