Blog · Contaminanti specifici
Cromo esavalente nell'acqua: il caso Brescia e Valle Sangone
Il cromo esavalente è uno dei contaminanti emergenti più discussi. Vediamo i casi italiani più gravi, i limiti aggiornati e come testarlo.
Il cromo esavalente — Cr(VI) o cromo VI — è uno dei contaminanti più studiati e temuti negli acquedotti italiani. A differenza del cromo trivalente (essenziale a basse dosi nella nutrizione), il cromo VI è classificato dallo IARC come Gruppo 1, cancerogeno certo per via inalatoria, e probabile per ingestione (Gruppo 2A in studi più recenti, EPA 2024). In Italia esistono due casi storici di portata nazionale: la contaminazione Caffaro a Brescia e il SIN della Valle Sangone in Piemonte. Capirli aiuta a leggere le notizie di cronaca e a sapere quando far analizzare la propria acqua.
Cosa è il cromo VI e perché preoccupa
Il cromo VI è un composto del cromo in stato di ossidazione +6, presente come ione cromato (CrO4 2-) e bicromato. Ha origine quasi esclusivamente antropica:
- Galvanotecnica e cromatura
- Concerie e tintoria di pelli
- Industria del legno (impregnanti CCA)
- Produzione di pigmenti e inchiostri
- Lavorazione cemento e laterizi
- Vernici antiruggine industriali
- Scarichi di alcune produzioni siderurgiche
Il caso Caffaro a Brescia
L'area Caffaro di Brescia è uno dei SIN (Siti di Interesse Nazionale) più estesi d'Italia, riconosciuto dalla L. 388/2000. La storica fabbrica chimica Caffaro ha contaminato suoli e falde con PCB, diossine, mercurio e cromo esavalente per oltre un secolo (1906-2010). Le falde sotto la pianura bresciana risultano contaminate fino a profondità rilevanti, e le bonifiche sono in corso da oltre 20 anni con costi pubblici ingenti.
- Estensione SIN: oltre 260 ettari area industriale + 600 ettari fascia agricola
- Cromo VI rilevato in falda fino a centinaia di µg/L (limite 10 µg/L cromo totale)
- Acquedotto bresciano: gestore A2A monitora costantemente, valori al rubinetto sotto i limiti grazie a captazione da pozzi non contaminati
- Sentenze e accordi: condanne penali per disastro ambientale, accordi di bonifica con ministero
Il SIN Valle Sangone (Torino)
Il SIN Basse di Stura e Valle Sangone, in provincia di Torino, è interessato dalla contaminazione storica della galvanica Embraco-Riv-Skf e da decenni di attività di trattamento superfici metalliche. Nei pozzi industriali e in alcune falde superficiali sono stati rilevati picchi importanti di cromo VI, oggi oggetto di bonifica condotta da ARPA Piemonte.
- Comuni interessati: Rivalta, Orbassano, Beinasco, Borgaretto, Volvera
- ARPA Piemonte monitora oltre 70 piezometri
- Captazioni acquedottistiche SMAT spostate o filtrate per garantire conformità al rubinetto
- I pozzi privati nell'area possono essere a rischio: analisi raccomandata
I limiti di legge 2026
Il D.Lgs 18/2023 recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e introduce per il cromo:
- Limite cromo totale: 25 µg/L (in vigore fino al 12/01/2036, poi 5 µg/L per cromo VI)
- Nuovo limite cromo VI specifico: 10 µg/L applicato in fase transitoria
- OMS Guidelines 2017: provisional 50 µg/L cromo totale (in revisione)
- EPA USA 2024: proposta MCL 10 µg/L cromo VI (storicamente rifiutata dall'industria)
- California: già MCL 10 µg/L cromo VI dal 2014
Come testare il cromo VI
Il cromo VI richiede una metodica analitica specifica, distinta dal cromo totale. Le tecniche accreditate ISO 17025 più diffuse sono:
- Cromatografia ionica con derivatizzazione post-colonna (IC-DPC, EPA 218.6)
- Spettrofotometria UV-Vis con difenilcarbazide (EPA 7196A) — per concentrazioni > 5 µg/L
- ICP-MS con specifica separazione cromatografica della specie esavalente
- Importante: il campione va prelevato in flacone HDPE specifico, conservato refrigerato e analizzato entro 24-48 ore (Cr VI si riduce a Cr III nel tempo)
Trattamenti efficaci
Rimuovere il cromo VI dall'acqua potabile è tecnicamente possibile ma non banale. Le tecnologie validate sono:
- Osmosi inversa domestica: 90-95% di abbattimento se membrana in buono stato
- Resine a scambio anionico forte: efficaci ma richiedono manutenzione e gestione del rigenerante
- Riduzione chimica con sali di ferro (II) seguita da filtrazione — impianti pubblici
- Adsorbimento su zeolite o nanoparticelle di ferro zerovalente: emergente
- Carbone attivo standard: NON efficace sul cromo VI
- Bollitura: NON efficace
Quando vale la pena analizzare
Una analisi mirata di cromo VI è raccomandata se:
- Vivi in un comune dentro o adiacente a un SIN (Brescia, Valle Sangone, Bagnoli, Crotone)
- Hai un pozzo privato in area industriale storicamente attiva (galvaniche, concerie, cromature)
- Il referto del gestore mostra cromo totale > 5 µg/L
- Hai bambini piccoli e l'acqua proviene da un acquifero superficiale in area industriale
- Gestisci un'attività alimentare in zona a rischio
Conclusione
Il cromo esavalente non è ovunque, ma dove è presente è un problema serio. Se vivi a Brescia, nella cintura sud-ovest di Torino o in altre aree industriali storiche, una verifica una tantum del cromo VI al rubinetto o nel tuo pozzo è una scelta prudente. Il pacchetto Analisi Completa di 123Acqua include cromo totale; il singolo parametro cromo VI può essere aggiunto su richiesta. Contattaci per un preventivo personalizzato.
Termini del glossario
Domande frequenti
Cromo totale e cromo VI sono la stessa cosa?
L'acquedotto di Brescia è sicuro?
L'osmosi inversa domestica risolve il problema?
I pozzi delle case di campagna in Piemonte sono a rischio?
Quanto costa l'analisi cromo VI?
Posso fidarmi dei test fai-da-te a strisce?
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