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Blog · Contaminanti specifici

Cromo esavalente nell'acqua: il caso Brescia e Valle Sangone

Il cromo esavalente è uno dei contaminanti emergenti più discussi. Vediamo i casi italiani più gravi, i limiti aggiornati e come testarlo.

Dott. Chimica Analitica4 min lettura

Il cromo esavalente — Cr(VI) o cromo VI — è uno dei contaminanti più studiati e temuti negli acquedotti italiani. A differenza del cromo trivalente (essenziale a basse dosi nella nutrizione), il cromo VI è classificato dallo IARC come Gruppo 1, cancerogeno certo per via inalatoria, e probabile per ingestione (Gruppo 2A in studi più recenti, EPA 2024). In Italia esistono due casi storici di portata nazionale: la contaminazione Caffaro a Brescia e il SIN della Valle Sangone in Piemonte. Capirli aiuta a leggere le notizie di cronaca e a sapere quando far analizzare la propria acqua.

Cosa è il cromo VI e perché preoccupa

Il cromo VI è un composto del cromo in stato di ossidazione +6, presente come ione cromato (CrO4 2-) e bicromato. Ha origine quasi esclusivamente antropica:

  • Galvanotecnica e cromatura
  • Concerie e tintoria di pelli
  • Industria del legno (impregnanti CCA)
  • Produzione di pigmenti e inchiostri
  • Lavorazione cemento e laterizi
  • Vernici antiruggine industriali
  • Scarichi di alcune produzioni siderurgiche

Il caso Caffaro a Brescia

L'area Caffaro di Brescia è uno dei SIN (Siti di Interesse Nazionale) più estesi d'Italia, riconosciuto dalla L. 388/2000. La storica fabbrica chimica Caffaro ha contaminato suoli e falde con PCB, diossine, mercurio e cromo esavalente per oltre un secolo (1906-2010). Le falde sotto la pianura bresciana risultano contaminate fino a profondità rilevanti, e le bonifiche sono in corso da oltre 20 anni con costi pubblici ingenti.

  • Estensione SIN: oltre 260 ettari area industriale + 600 ettari fascia agricola
  • Cromo VI rilevato in falda fino a centinaia di µg/L (limite 10 µg/L cromo totale)
  • Acquedotto bresciano: gestore A2A monitora costantemente, valori al rubinetto sotto i limiti grazie a captazione da pozzi non contaminati
  • Sentenze e accordi: condanne penali per disastro ambientale, accordi di bonifica con ministero

Il SIN Valle Sangone (Torino)

Il SIN Basse di Stura e Valle Sangone, in provincia di Torino, è interessato dalla contaminazione storica della galvanica Embraco-Riv-Skf e da decenni di attività di trattamento superfici metalliche. Nei pozzi industriali e in alcune falde superficiali sono stati rilevati picchi importanti di cromo VI, oggi oggetto di bonifica condotta da ARPA Piemonte.

  • Comuni interessati: Rivalta, Orbassano, Beinasco, Borgaretto, Volvera
  • ARPA Piemonte monitora oltre 70 piezometri
  • Captazioni acquedottistiche SMAT spostate o filtrate per garantire conformità al rubinetto
  • I pozzi privati nell'area possono essere a rischio: analisi raccomandata

I limiti di legge 2026

Il D.Lgs 18/2023 recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e introduce per il cromo:

  • Limite cromo totale: 25 µg/L (in vigore fino al 12/01/2036, poi 5 µg/L per cromo VI)
  • Nuovo limite cromo VI specifico: 10 µg/L applicato in fase transitoria
  • OMS Guidelines 2017: provisional 50 µg/L cromo totale (in revisione)
  • EPA USA 2024: proposta MCL 10 µg/L cromo VI (storicamente rifiutata dall'industria)
  • California: già MCL 10 µg/L cromo VI dal 2014

Come testare il cromo VI

Il cromo VI richiede una metodica analitica specifica, distinta dal cromo totale. Le tecniche accreditate ISO 17025 più diffuse sono:

  • Cromatografia ionica con derivatizzazione post-colonna (IC-DPC, EPA 218.6)
  • Spettrofotometria UV-Vis con difenilcarbazide (EPA 7196A) — per concentrazioni > 5 µg/L
  • ICP-MS con specifica separazione cromatografica della specie esavalente
  • Importante: il campione va prelevato in flacone HDPE specifico, conservato refrigerato e analizzato entro 24-48 ore (Cr VI si riduce a Cr III nel tempo)

Trattamenti efficaci

Rimuovere il cromo VI dall'acqua potabile è tecnicamente possibile ma non banale. Le tecnologie validate sono:

  • Osmosi inversa domestica: 90-95% di abbattimento se membrana in buono stato
  • Resine a scambio anionico forte: efficaci ma richiedono manutenzione e gestione del rigenerante
  • Riduzione chimica con sali di ferro (II) seguita da filtrazione — impianti pubblici
  • Adsorbimento su zeolite o nanoparticelle di ferro zerovalente: emergente
  • Carbone attivo standard: NON efficace sul cromo VI
  • Bollitura: NON efficace

Quando vale la pena analizzare

Una analisi mirata di cromo VI è raccomandata se:

  • Vivi in un comune dentro o adiacente a un SIN (Brescia, Valle Sangone, Bagnoli, Crotone)
  • Hai un pozzo privato in area industriale storicamente attiva (galvaniche, concerie, cromature)
  • Il referto del gestore mostra cromo totale > 5 µg/L
  • Hai bambini piccoli e l'acqua proviene da un acquifero superficiale in area industriale
  • Gestisci un'attività alimentare in zona a rischio

Conclusione

Il cromo esavalente non è ovunque, ma dove è presente è un problema serio. Se vivi a Brescia, nella cintura sud-ovest di Torino o in altre aree industriali storiche, una verifica una tantum del cromo VI al rubinetto o nel tuo pozzo è una scelta prudente. Il pacchetto Analisi Completa di 123Acqua include cromo totale; il singolo parametro cromo VI può essere aggiunto su richiesta. Contattaci per un preventivo personalizzato.

Termini del glossario

Domande frequenti

Cromo totale e cromo VI sono la stessa cosa?

No. Il cromo totale è la somma di cromo III (essenziale, poco tossico) e cromo VI (cancerogeno). Un valore di cromo totale di 8 µg/L può essere innocuo (tutto Cr III) o pericoloso (prevalentemente Cr VI). Per certezza serve un'analisi speciativa di cromo VI.

L'acquedotto di Brescia è sicuro?

Sì. Il gestore A2A capta da pozzi e sorgenti collocati fuori dall'area contaminata e monitora costantemente. I valori al rubinetto sono storicamente sotto il limite. Tuttavia chi ha pozzi privati nell'area SIN dovrebbe far analizzare il proprio.

L'osmosi inversa domestica risolve il problema?

Sì, in larga misura: una membrana in buono stato abbatte il cromo VI del 90-95%. Importante: la membrana va sostituita ogni 2-3 anni e il sistema va analizzato a valle per verificarne l'efficacia.

I pozzi delle case di campagna in Piemonte sono a rischio?

Solo in alcune aree specifiche: Valle Sangone, Basse di Stura (Torino), aree con storiche industrie galvaniche o conciarie (cintura biellese, valli vercellesi). In Piemonte rurale agricolo il rischio è basso. Se hai dubbi, l'unica soluzione è analizzare.

Quanto costa l'analisi cromo VI?

Il parametro cromo VI in metodo accreditato (IC-DPC o spettrofotometria) ha un costo di 50-90 € se richiesto come parametro singolo, oppure può essere incluso in un pacchetto completo metalli pesanti.

Posso fidarmi dei test fai-da-te a strisce?

No. I test colorimetrici a strisce hanno limiti di rilevabilità tipicamente intorno a 50-100 µg/L, ben sopra il limite di legge di 10 µg/L. Per dati attendibili serve laboratorio accreditato con metodo strumentale.

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