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Arsenico nell'acqua del Lazio: zone interessate e cosa fare
Il Lazio è una delle regioni italiane più colpite dall'arsenico naturale di origine vulcanica. Vediamo le zone, i limiti, i rischi e come ridurre l'esposizione.
L'arsenico nell'acqua potabile del Lazio è un tema sanitario serio, che da oltre vent'anni interessa decine di comuni — soprattutto nella provincia di Viterbo e nell'alto Lazio. La presenza non è dovuta a inquinamento industriale ma all'origine geologica vulcanica del territorio: gli acquiferi attraversano rocce dell'apparato vulcanico Vicano-Cimino e dei Vulsini, ricche di arsenico naturale che si solubilizza nelle falde. Capire dove l'arsenico è un problema, qual è il limite di legge, quali rischi comporta e come ridurlo è essenziale per chi vive nell'area o gestisce attività con acqua di pozzo.
Perché il Lazio ha così tanto arsenico nell'acqua
Le acque sotterranee dell'alto Lazio attraversano formazioni vulcaniche tardo-pleistoceniche con elevato contenuto di arsenico. Quando la falda incontra rocce trachitiche e tufitiche, l'arsenico passa lentamente in soluzione sotto forma di arseniato (As V) e arsenito (As III), entrambi tossici. È il classico fenomeno di geogenicità descritto da ISS e ISPRA: l'arsenico non è introdotto dall'uomo, è già nel territorio.
- Acquiferi vulcanici del distretto Vicano-Cimino, Vulsini, Sabatini
- Forme prevalenti: arseniato (V) — più stabile in acque ossidate
- Concentrazioni storiche: da 5 a oltre 50 µg/L in alcuni pozzi
- Distribuzione geografica: maggiore nelle province di Viterbo, parte di Roma nord, Latina nord
I comuni storicamente in deroga
L'Italia ha richiesto e ottenuto dalla Commissione Europea diverse deroghe al limite di 10 µg/L (Direttiva 98/83/CE recepita dal D.Lgs 31/2001, ora D.Lgs 18/2023), valide per il periodo 2010-2012. Dal 2013 le deroghe si sono progressivamente esaurite e i gestori hanno installato dearsenificatori. I comuni storicamente più interessati nel Lazio sono:
- Viterbo e gran parte della provincia (Bagnoregio, Bolsena, Capodimonte, Civita Castellana, Marta, Montefiascone, Tuscania, Vetralla)
- Comuni dell'area Cimina (Soriano nel Cimino, Vignanello, Caprarola, Ronciglione)
- Comuni della Tuscia romana (Bracciano, Anguillara, Manziana, Trevignano)
- Alcuni comuni della provincia di Latina (zona Aurunci) con deroghe minori
- Frazioni servite da pozzi privati — non monitorate dal gestore pubblico
Il limite di 10 µg/L e la deroga
Il limite per l'arsenico è 10 µg/L (microgrammi per litro), recepito dal D.Lgs 18/2023 in coerenza con la Direttiva UE 2020/2184 e con le Guidelines OMS 2017. Le deroghe — quando concesse — alzavano temporaneamente il limite a 20 µg/L, con l'obbligo del gestore di:
- Informare la popolazione (comunicazioni in bolletta, manifesti)
- Sconsigliare l'uso per neonati, donne in gravidanza, nutrizione
- Installare entro tempi definiti impianti di dearsenificazione (ad ossidazione + adsorbimento su ossidi di ferro)
- Monitorare con frequenza maggiore
Effetti sulla salute: cancerogeno IARC 1
L'arsenico inorganico è classificato dallo IARC dal 1987 come Gruppo 1 — cancerogeno certo per l'uomo. L'esposizione cronica anche a basse dosi (acqua potabile) è associata a:
- Tumore della pelle, vescica, polmone, fegato, rene
- Lesioni cutanee non tumorali (iperpigmentazione, cheratosi)
- Malattie cardiovascolari e ipertensione
- Diabete mellito di tipo 2 — evidenze EFSA 2009 e successive
- Effetti neurologici e cognitivi sul bambino in fase di sviluppo
- Aumentato rischio di nascite premature e basso peso alla nascita
Come ridurre l'arsenico in casa
Far bollire l'acqua NON elimina l'arsenico: anzi, lo concentra. Le tecnologie efficaci sono poche e ben documentate (ISS, EPA USA, OMS):
- Osmosi inversa domestica sotto-lavello: rimozione 95-99% se ben manutenuta
- Adsorbimento su ossidi di ferro granulari (GFH, Bayoxide): 95%+, ma richiede installazione professionale
- Distillazione: efficace ma costosa in termini energetici
- Filtri a carbone attivo standard: NON efficaci sull'arsenico
- Addolcitori a scambio ionico: NON efficaci sull'arsenico
- Acqua minerale in bottiglia certificata < 10 µg/L: soluzione tampone
Perché analizzare ogni anno
Anche se vivi in un comune dove il gestore ha installato impianti di dearsenificazione, due ragioni rendono utile un'analisi annuale del rubinetto:
- I dearsenificatori si esauriscono: senza manutenzione possono rilasciare arsenico oltre il limite
- I pozzi privati non sono monitorati: chi attinge da pozzo deve fare in proprio
- Le tubazioni interne del condominio possono modificare il quadro
- Per famiglie con neonati o donne in gravidanza la conferma annuale è una buona pratica raccomandata
- Per attività turistico-ricettive l'analisi è obbligatoria nell'autocontrollo
Conclusione e CTA
Se vivi nell'alto Lazio o gestisci una struttura nella Tuscia, far analizzare l'acqua del rubinetto o del tuo pozzo non è un eccesso di cautela: è una scelta di buonsenso, soprattutto per la presenza in famiglia di soggetti vulnerabili. Il nostro pacchetto Analisi Standard accreditato ISO 17025 include arsenico in spettrometria ICP-MS con limite di quantificazione 0,5 µg/L. Richiedi il kit o un piano annuale 123Acqua Care per monitorare nel tempo l'arsenico e gli altri metalli.
Termini del glossario
Domande frequenti
Il mio comune è ancora in deroga arsenico?
L'arsenico si sente nel sapore o nell'odore dell'acqua?
Posso usare l'acqua col limite superato per lavarmi?
Le caraffe filtranti rimuovono l'arsenico?
Quanto costa un'analisi che includa arsenico?
Devo informare l'inquilino se affitto in un comune con deroga?
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