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Blog · Contaminanti specifici

Arsenico nell'acqua del Lazio: zone interessate e cosa fare

Il Lazio è una delle regioni italiane più colpite dall'arsenico naturale di origine vulcanica. Vediamo le zone, i limiti, i rischi e come ridurre l'esposizione.

Dott. Chimica Analitica3 min lettura

L'arsenico nell'acqua potabile del Lazio è un tema sanitario serio, che da oltre vent'anni interessa decine di comuni — soprattutto nella provincia di Viterbo e nell'alto Lazio. La presenza non è dovuta a inquinamento industriale ma all'origine geologica vulcanica del territorio: gli acquiferi attraversano rocce dell'apparato vulcanico Vicano-Cimino e dei Vulsini, ricche di arsenico naturale che si solubilizza nelle falde. Capire dove l'arsenico è un problema, qual è il limite di legge, quali rischi comporta e come ridurlo è essenziale per chi vive nell'area o gestisce attività con acqua di pozzo.

Perché il Lazio ha così tanto arsenico nell'acqua

Le acque sotterranee dell'alto Lazio attraversano formazioni vulcaniche tardo-pleistoceniche con elevato contenuto di arsenico. Quando la falda incontra rocce trachitiche e tufitiche, l'arsenico passa lentamente in soluzione sotto forma di arseniato (As V) e arsenito (As III), entrambi tossici. È il classico fenomeno di geogenicità descritto da ISS e ISPRA: l'arsenico non è introdotto dall'uomo, è già nel territorio.

  • Acquiferi vulcanici del distretto Vicano-Cimino, Vulsini, Sabatini
  • Forme prevalenti: arseniato (V) — più stabile in acque ossidate
  • Concentrazioni storiche: da 5 a oltre 50 µg/L in alcuni pozzi
  • Distribuzione geografica: maggiore nelle province di Viterbo, parte di Roma nord, Latina nord

I comuni storicamente in deroga

L'Italia ha richiesto e ottenuto dalla Commissione Europea diverse deroghe al limite di 10 µg/L (Direttiva 98/83/CE recepita dal D.Lgs 31/2001, ora D.Lgs 18/2023), valide per il periodo 2010-2012. Dal 2013 le deroghe si sono progressivamente esaurite e i gestori hanno installato dearsenificatori. I comuni storicamente più interessati nel Lazio sono:

  • Viterbo e gran parte della provincia (Bagnoregio, Bolsena, Capodimonte, Civita Castellana, Marta, Montefiascone, Tuscania, Vetralla)
  • Comuni dell'area Cimina (Soriano nel Cimino, Vignanello, Caprarola, Ronciglione)
  • Comuni della Tuscia romana (Bracciano, Anguillara, Manziana, Trevignano)
  • Alcuni comuni della provincia di Latina (zona Aurunci) con deroghe minori
  • Frazioni servite da pozzi privati — non monitorate dal gestore pubblico

Il limite di 10 µg/L e la deroga

Il limite per l'arsenico è 10 µg/L (microgrammi per litro), recepito dal D.Lgs 18/2023 in coerenza con la Direttiva UE 2020/2184 e con le Guidelines OMS 2017. Le deroghe — quando concesse — alzavano temporaneamente il limite a 20 µg/L, con l'obbligo del gestore di:

  • Informare la popolazione (comunicazioni in bolletta, manifesti)
  • Sconsigliare l'uso per neonati, donne in gravidanza, nutrizione
  • Installare entro tempi definiti impianti di dearsenificazione (ad ossidazione + adsorbimento su ossidi di ferro)
  • Monitorare con frequenza maggiore

Effetti sulla salute: cancerogeno IARC 1

L'arsenico inorganico è classificato dallo IARC dal 1987 come Gruppo 1 — cancerogeno certo per l'uomo. L'esposizione cronica anche a basse dosi (acqua potabile) è associata a:

  • Tumore della pelle, vescica, polmone, fegato, rene
  • Lesioni cutanee non tumorali (iperpigmentazione, cheratosi)
  • Malattie cardiovascolari e ipertensione
  • Diabete mellito di tipo 2 — evidenze EFSA 2009 e successive
  • Effetti neurologici e cognitivi sul bambino in fase di sviluppo
  • Aumentato rischio di nascite premature e basso peso alla nascita

Come ridurre l'arsenico in casa

Far bollire l'acqua NON elimina l'arsenico: anzi, lo concentra. Le tecnologie efficaci sono poche e ben documentate (ISS, EPA USA, OMS):

  • Osmosi inversa domestica sotto-lavello: rimozione 95-99% se ben manutenuta
  • Adsorbimento su ossidi di ferro granulari (GFH, Bayoxide): 95%+, ma richiede installazione professionale
  • Distillazione: efficace ma costosa in termini energetici
  • Filtri a carbone attivo standard: NON efficaci sull'arsenico
  • Addolcitori a scambio ionico: NON efficaci sull'arsenico
  • Acqua minerale in bottiglia certificata < 10 µg/L: soluzione tampone

Perché analizzare ogni anno

Anche se vivi in un comune dove il gestore ha installato impianti di dearsenificazione, due ragioni rendono utile un'analisi annuale del rubinetto:

  • I dearsenificatori si esauriscono: senza manutenzione possono rilasciare arsenico oltre il limite
  • I pozzi privati non sono monitorati: chi attinge da pozzo deve fare in proprio
  • Le tubazioni interne del condominio possono modificare il quadro
  • Per famiglie con neonati o donne in gravidanza la conferma annuale è una buona pratica raccomandata
  • Per attività turistico-ricettive l'analisi è obbligatoria nell'autocontrollo

Conclusione e CTA

Se vivi nell'alto Lazio o gestisci una struttura nella Tuscia, far analizzare l'acqua del rubinetto o del tuo pozzo non è un eccesso di cautela: è una scelta di buonsenso, soprattutto per la presenza in famiglia di soggetti vulnerabili. Il nostro pacchetto Analisi Standard accreditato ISO 17025 include arsenico in spettrometria ICP-MS con limite di quantificazione 0,5 µg/L. Richiedi il kit o un piano annuale 123Acqua Care per monitorare nel tempo l'arsenico e gli altri metalli.

Termini del glossario

Domande frequenti

Il mio comune è ancora in deroga arsenico?

Le deroghe nazionali al limite arsenico si sono esaurite negli anni 2010-2013, ma alcuni gestori potrebbero ancora avere criticità localizzate. Verifica sempre sul sito del tuo Ente d'Ambito o nella relazione annuale del gestore (es. Talete S.p.A. per Viterbo). Per certezza, analizza il rubinetto: è il dato che conta.

L'arsenico si sente nel sapore o nell'odore dell'acqua?

No. L'arsenico è inodore e insapore anche a concentrazioni 5-10 volte superiori al limite. L'unico modo per saperlo è un'analisi di laboratorio in spettrometria ICP-MS o AAS-HG.

Posso usare l'acqua col limite superato per lavarmi?

L'esposizione dermica e da inalazione (doccia) è considerata trascurabile rispetto a quella per ingestione. Sì, puoi lavarti. Il problema è bere e cucinare con quell'acqua, e dare il biberon ai neonati.

Le caraffe filtranti rimuovono l'arsenico?

Le caraffe a carbone attivo standard non rimuovono l'arsenico. Esistono cartucce speciali con resine selettive ma le prestazioni sono limitate e dipendono dalla forma (As III vs As V) e dalla saturazione. Per l'arsenico la soluzione robusta è osmosi inversa o adsorbimento su GFH installato professionalmente.

Quanto costa un'analisi che includa arsenico?

Una Analisi Standard accreditata che include arsenico in ICP-MS parte da 120-180 €. Il singolo parametro arsenico costa 35-55 € accreditato. Conviene includerlo in un pacchetto chimico-microbiologico più ampio.

Devo informare l'inquilino se affitto in un comune con deroga?

Buona prassi: sì. Per gli affitti turistici (CIN, locazione breve) è raccomandato dichiarare nelle FAQ della struttura la qualità dell'acqua e mettere a disposizione l'ultima analisi. Per affitti residenziali la responsabilità del gestore è del fornitore pubblico, ma trasparenza e analisi recente proteggono entrambe le parti.

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