Da dove arriva e com'è l'acqua di Nuoro
A Nuoro la domanda più frequente non riguarda il calcare ma l'affidabilità. L'acqua resterà limpida dopo un temporale? Ce ne sarà abbastanza nei mesi secchi? Entrambe le risposte dipendono da due laghi artificiali. L'acqua grezza arriva dal bacino di Govossai, nel territorio di Fonni, e dal lago di Olai, nel territorio di Orgosolo. Abbanoa S.p.A. la rende potabile nell'impianto di Jann'e Ferru, che rifornisce anche una quindicina di centri del Nuorese. Con un'unica filiera, qualità e disponibilità dell'acqua in città seguono lo stato dei due invasi.
Il primo punto critico è la torbidità. Dopo piogge intense nei bacini arrivano fango e sostanza organica. Nel marzo 2015 l'acqua di Nuoro fu dichiarata non potabile. Nel 2018, dopo forti piogge che resero molto torbida l'acqua del Govossai, l'aumento della disinfezione fece crescere i trialometani, sottoprodotti che si formano quando il disinfettante reagisce con la sostanza organica. A giugno 2018 l'acqua fu dichiarata di nuovo potabile. Il messaggio pratico è semplice: dopo eventi meteo estremi conviene leggere gli avvisi prima di riempire la caraffa.
Il secondo tema è la quantità. Nel gennaio 2025, con gli invasi sotto il 20% della disponibilità autorizzata, Abbanoa aveva annunciato un razionamento a giorni alterni dal 27 gennaio per Nuoro e i comuni serviti da Jann'e Ferru. Le piogge di metà mese hanno fatto tracimare il Govossai e il 20 gennaio le restrizioni sono state revocate prima di entrare in vigore. Dopo episodi così molte famiglie valutano serbatoi e autoclavi come scorta: una soluzione pratica, che però aggiunge un tratto in cui l'acqua può restare ferma a lungo.
È proprio lì che il rubinetto di casa può allontanarsi dai dati della rete. Tubazioni interne datate, cisterne poco pulite o acqua stagnante in autoclave possono alterare torbidità, odore, cloro residuo e carica batterica. Anche la durezza è un'incognita: non risultano valori medi pubblicati per la rete cittadina, quindi il riferimento sono i canali del gestore e dell'ASL. Le acque di invaso trattate sono spesso meno ricche di sali di quelle di falda calcaree, ma il dato reale va verificato. Con neonati in casa il riferimento resta il pediatra, insieme agli avvisi del gestore.
Se in casa hai una cisterna o un'autoclave, l'acqua che bevi dipende anche dal tuo impianto, non solo da Jann'e Ferru. Con un'analisi dell'acqua del rubinetto puoi controllare nel tuo punto d'uso parametri come torbidità, cloro residuo, carica batterica e durezza: ordini il kit, prelevi il campione seguendo le istruzioni e ricevi il rapporto di prova del laboratorio qualificato in 5-7 giorni.