Da dove arriva e com'è l'acqua di Cagliari
Se l'acqua di Cagliari sa un po' di cloro, c'è una ragione precisa: è acqua di lago artificiale. Viene raccolta negli invasi del sistema Flumendosa-Mulargia, gestiti dall'ente regionale ENAS, e consegnata ad Abbanoa, gestore unico del servizio idrico in Sardegna. Un'acqua di invaso richiede un trattamento completo, cioè chiarificazione, filtrazione e disinfezione, e una piccola quota di disinfettante resta in rete per proteggerla. Il leggero sapore di cloro è quindi normale: qualche minuto in una caraffa aperta in frigorifero di solito lo attenua.
I potabilizzatori principali sono Simbirizzi e San Michele, che riforniscono anche buona parte dell'area metropolitana, da Quartu Sant'Elena a Selargius e Monserrato. Per durezza, sodio o nitrati non esiste un valore unico per tutta la città: la composizione dipende dall'impianto che serve il quartiere, e il riferimento sono i dati diffusi dal gestore.
Il punto debole è dipendere da pochi impianti e da una fonte principale. Quando ENAS ferma per manutenzione il collegamento con il Mulargia, i potabilizzatori ricevono acqua del Rio Mannu/Cixerri, di qualità inferiore. In un episodio del genere la disinfezione più spinta ha fatto salire i cloriti e l'acqua di Cagliari e di diversi comuni vicini è stata dichiarata non potabile per circa un giorno, a scopo precauzionale: vietato berla o usarla per i brodi, consentiti lavaggio degli alimenti e igiene personale. Ad aprile 2026 un fermo elettrico a San Michele ha invece messo a rischio la fornitura nei quartieri occidentali. Quando il flusso riparte l'acqua può uscire torbida per qualche minuto: basta farla scorrere. E diffida delle catene su WhatsApp, perché Abbanoa ha già smentito un falso avviso di non potabilità.
Tra il contatore e il bicchiere c'è l'impianto di casa. Molti condomini usano serbatoi, cisterne e autoclavi per compensare cali di pressione e interruzioni: senza pulizia regolare accumulano sedimenti e perdono il disinfettante residuo. Negli edifici più datati pesano anche le tubazioni interne. Per sapere com'è davvero l'acqua che bevi bisogna misurarla al tuo rubinetto, non al potabilizzatore.
Se in famiglia ci sono neonati o hai dubbi sull'impianto, il passo successivo è l'analisi dell'acqua del rubinetto. Il kit arriva a casa in 24-48 ore; segui le istruzioni per il prelievo, spedisci il campione e il laboratorio qualificato ti manda il rapporto di prova entro 5-7 giorni. Se ti interessa soprattutto il calcare, puoi farti una prima idea con il calcolatore della durezza dell'acqua.