News · Normativa
Piombo nelle tubazioni: il limite scende a 5 µg/L entro il 2036
Il limite del piombo nelle acque potabili scende progressivamente da 10 a 5 µg/L entro il 2036. Una sfida soprattutto per i fabbricati storici con tubazioni datate.
Tra le scelte più impegnative del D.Lgs. 18/2023 rientra l'abbassamento progressivo del limite del piombo nelle acque destinate al consumo umano. Si passa da 10 µg/L a 5 µg/L, con un percorso graduale che si conclude entro il 2036. Una decisione coerente con le evidenze tossicologiche più recenti, ma che richiede interventi importanti, soprattutto sui fabbricati storici dotati di tubazioni di piombo o di leghe contenenti piombo.
Dove si trova ancora il piombo
- Tubazioni di adduzione interna in fabbricati costruiti prima degli anni '70.
- Saldature al piombo-stagno in vecchi raccordi.
- Componentistica in ottone con alta percentuale di piombo.
- Reti di distribuzione di edifici a uso pubblico non oggetto di ristrutturazione.
Edifici prioritari sotto i riflettori
Il decreto pone particolare attenzione agli edifici prioritari (scuole, ospedali, case di cura, RSA). In queste strutture la sorveglianza del piombo dovrà essere sistematica, anche con campionamenti tipo "first flush" per individuare il rilascio dalle tubazioni interne, e si dovranno pianificare interventi di sostituzione dove necessario.
Cosa può fare il cittadino
Per chi abita in edifici storici è opportuno procedere a un'analisi specifica del piombo, con campionamento da primo getto e da getto stabilizzato, in modo da distinguere tra rilascio dalle tubazioni interne e qualità dell'acqua di rete. Eventuali interventi di sostituzione delle tubazioni interne possono essere pianificati per fasi.
Termini del glossario
Domande frequenti
Perché il limite del piombo è stato abbassato?
Come si analizza il piombo nell'acqua di casa?
Devo sostituire le tubazioni se trovo piombo sopra il limite?
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