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Il 2026 segna il primo banco di prova del D.Lgs. 18/2023: i gestori del servizio idrico devono aver completato la valutazione del rischio della filiera e attivato i nuovi piani di campionamento.
Il 2026 è l'anno in cui i gestori del servizio idrico integrato devono presentarsi in regola con la prima fase di attuazione del D.Lgs. 18/2023, il decreto che ha recepito in Italia la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano. Le scadenze non riguardano più solo l'aggiornamento documentale: il legislatore chiede ora un cambio di approccio, dalla logica della verifica analitica a valle a quella della valutazione del rischio lungo l'intera filiera idrica.
Dalle prime ispezioni delle ASL e delle Autorità sanitarie regionali emergono alcune ricorrenze: piani di sicurezza dell'acqua poco integrati con i sistemi gestionali esistenti, mappature dei punti critici incomplete soprattutto nelle reti acquedottistiche di piccola dimensione, scarsa documentazione delle ispezioni alle captazioni. La conformità formale, da sola, non basta più.
I laboratori di prova devono essere in grado di coprire l'intero set di parametri previsti dal nuovo decreto e di garantire incertezze di misura coerenti con i nuovi limiti, particolarmente stringenti per piombo e PFAS. I committenti che si avvalgono di laboratori esterni devono verificare lo scope di prova e la coerenza dei metodi con quelli richiamati dal decreto. Il quadro completo degli adempimenti è ricostruito nella scheda normativa del D.Lgs. 18/2023; per gli obblighi specifici degli edifici prioritari come RSA e strutture sanitarie è utile l'hub di settore dedicato alle RSA.
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Il decreto recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 e introduce nuovi parametri, limiti più stringenti per il piombo e l'obbligo del Water Safety Plan.
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Il Water Safety Plan diventa lo strumento centrale della sorveglianza idrica: una valutazione del rischio integrata su captazione, trattamento, distribuzione e edifici prioritari.
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Il limite del piombo nelle acque potabili scende progressivamente da 10 a 5 µg/L entro il 2036. Una sfida soprattutto per i fabbricati storici con tubazioni datate.