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Bisfenolo A nell'acqua: il nuovo limite italiano
Il D.Lgs. 18/2023 introduce un limite specifico per il bisfenolo A nelle acque destinate al consumo umano: 2,5 µg/L. Una novità per la sorveglianza italiana.
Tra le novità del D.Lgs. 18/2023 rientra l'introduzione di un limite specifico per il bisfenolo A (BPA) nelle acque destinate al consumo umano. Il valore di parametro è fissato a 2,5 µg/L, in linea con quanto richiesto dalla direttiva europea, e si applica all'intera filiera, comprese le distribuzioni interne degli edifici.
Cos'è il bisfenolo A
Il bisfenolo A è una sostanza chimica utilizzata in molti polimeri (policarbonato, resine epossidiche). Può essere presente in alcuni materiali a contatto con l'acqua, ma le principali fonti di esposizione restano gli imballaggi alimentari e altri usi industriali. La sua introduzione tra i parametri delle acque potabili risponde a un principio di precauzione e di tutela complessiva del ciclo idrico.
Cosa significa per i gestori
- Inserimento del bisfenolo A nei piani di campionamento, almeno nei punti rappresentativi.
- Verifica dei materiali a contatto con l'acqua nelle reti di distribuzione.
- Aggiornamento dei capitolati per i materiali utilizzati in nuove opere o sostituzioni.
- Coordinamento con i fornitori di componenti per garantire idoneità al contatto.
Cosa può fare il cittadino
Per chi vuole verificare la qualità dell'acqua di casa, è possibile inserire il bisfenolo A in un'analisi di approfondimento. La rilevazione richiede metodi cromatografici dedicati e laboratori in grado di operare a livelli di concentrazione molto bassi, con incertezze di misura adeguate al limite di legge.
Termini del glossario
Domande frequenti
Il limite di 2,5 µg/L è severo?
Il bisfenolo A può essere presente in tubazioni o serbatoi domestici?
Il bisfenolo A è incluso nei pacchetti di analisi standard?
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