Acqua in Veneto
Il Veneto è una regione di grande importanza idrica, con la pianura veneta solcata da numerosi fiumi (Adige, Brenta, Piave, Sile, Bacchiglione, Livenza) e da una zona di risorgive che alimenta storicamente l'approvvigionamento di buona parte della pianura. La presenza dei Colli Berici e dei Colli Euganei aggiunge specificità idrogeologica.
Contaminanti e criticità note
- Contaminazione da PFAS storicamente accertata nella zona "rossa" tra Vicenza, Padova e Verona
- Nitrati nelle aree zootecniche e cerealicole della pianura
- Arsenico in alcune sorgenti dei Colli Euganei
- Cloruri in alcune zone costiere per intrusione marina
Caratteristiche idrogeologiche
La pianura veneta presenta acquiferi multistrato comunicanti con le risorgive: la fascia delle risorgive si estende da Verona a Pordenone ed è una delle aree di maggiore valore idrogeologico d'Europa. La pianura bassa, prossima alla costa, è caratterizzata da acquiferi confinati con possibile intrusione salina.
I Colli Berici ed Euganei presentano acquiferi carsici di pregio, ma con specificità geochimiche legate al vulcanismo (arsenico, fluoro). La fascia montana e prealpina ha sorgenti di buona qualità, alimentate dalle Prealpi venete.
Contaminanti più frequenti
Il caso PFAS della zona rossa veneta è stato uno dei più importanti d'Europa: la contaminazione, originata dallo stabilimento Miteni di Trissino, ha interessato 30 comuni tra Vicenza, Padova e Verona. Sono in atto da anni filtri a carbone attivo sui pozzi degli acquedotti e biomonitoraggi sulla popolazione.
Altri parametri critici: nitrati nelle aree agricole intensive (Padova, Rovigo), arsenico nei Colli Euganei, cloruri e sodio nelle aree di intrusione marina del basso Polesine.
Normative regionali specifiche
Il Veneto ha anticipato i limiti europei sui PFAS imponendo già dal 2017 valori obiettivo molto restrittivi e l'installazione di filtri sui campi pozzi. I gestori (Acque Veronesi, Viacqua, Acque del Chiampo, Etra, AcegasApsAmga, Acquevenete) sono soggetti a monitoraggi mensili in zona rossa.
Sono in vigore piani di gestione delle aree salvaguardia delle captazioni e protocolli specifici per la pianura zootecnica padovana, con limiti più restrittivi su nitrati per le aree vulnerabili (ZVN).
ARPA e enti competenti
ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) ha sede a Padova e svolge i controlli ufficiali sulle acque, in coordinamento con le Aziende ULSS. ULSS 8 Berica, ULSS 6 Euganea e ULSS 9 Scaligera sono direttamente coinvolte nella gestione del caso PFAS.
I gestori principali sono Acque Veronesi, Viacqua, Etra, AcegasApsAmga, Acque del Chiampo, Acquevenete e Alto Trevigiano Servizi.
Consigli per cittadini e imprese
In Veneto è opportuno pianificare almeno una verifica annuale dell'acqua potabile, sia per chi attinge da pozzo privato sia per le strutture ricettive, gli studi medici e le attività alimentari. Se vivi nella zona rossa PFAS o hai un pozzo privato in pianura, l'analisi PFAS in LC-MS/MS è prioritaria; per le aree zootecniche, controllo annuale nitrati e microbiologia.
Conserva i referti per almeno cinque anni: in caso di controlli ASL, contenziosi condominiali o vendita dell'immobile, la storia analitica dell'impianto è una garanzia oggettiva. Se hai installato un trattamento (addolcitore, osmosi inversa, UV) ripeti l'analisi a valle del dispositivo per verificarne l'efficacia.
Servizi 123Acqua nella regione
123Acqua opera in tutta Veneto attraverso il kit di autoprelievo spedito a domicilio: ricevi il contenitore sterile, prelevi il campione seguendo le istruzioni illustrate e lo restituisci con corriere prepagato. Il laboratorio è accreditato ISO/IEC 17025 e i referti hanno valore legale per ASL, condomini, attività HACCP e procedimenti civili.
Per imprese, condomini e amministratori offriamo pacchetti pluriennali con calendario dei prelievi e archiviazione documentale. È possibile richiedere un sopralluogo tecnico per legionella o per la mappatura dei punti di prelievo, oltre a consulenza sulla scelta dei pacchetti analitici previsti dal D.Lgs. 18/2023 e dal D.Lgs. 31/2001 ancora applicabile per gli scarichi e per le acque non destinate al consumo umano.
Normativa regionale
La Regione Veneto ha emanato linee guida specifiche per la sorveglianza PFAS (DGR 1590/2017 e successive) e ha imposto ai gestori l'installazione di filtri a carbone attivo nelle aree contaminate. Il D.Lgs. 18/2023 ha rafforzato l'obbligo di monitoraggio.
Ente di riferimento: ARPA Veneto (ARPAV)
Domande frequenti correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03