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Farmaci — analgesici e antipiretici

Paracetamolo (acetaminofene)

CAS: 103-90-2

Il paracetamolo (acetaminofene) è il farmaco analgesico-antipiretico più consumato al mondo. Inserito nella watch list UE 2022/1307 per le acque potabili, è uno dei farmaci più frequentemente rilevati nelle acque superficiali per gli enormi quantitativi consumati e l'escrezione parziale immodificata.

Quadro Watch list UE

Inserimento
Watch list acque potabili 2022/1307
Frequenza di monitoraggio
Annuale per gestori >10.000 abitanti.
Soglia di azione
0,3 µg/L (valore PNEC ecotossicologico).

Riferimenti: Regolamento (UE) 2020/2184, Decisione di esecuzione (UE) 2020/1161, Decisione di esecuzione (UE) 2022/1307. Recepimento italiano: D.Lgs. 18/2023.

Cos'è il paracetamolo

Il paracetamolo (acetaminofene) è un farmaco analgesico e antipiretico introdotto nella pratica clinica dagli anni '50, capostipite della categoria degli analgesici non oppioidi non-FANS. Marchi commerciali noti includono Tachipirina, Efferalgan, Panadol.

Agisce attraverso inibizione delle ciclo-ossigenasi prevalentemente nel sistema nervoso centrale, con scarso effetto antinfiammatorio periferico (a differenza dei FANS). Per la buona tollerabilità gastrica è il farmaco di prima scelta per dolore lieve-moderato e febbre, anche in pediatria e in gravidanza.

È uno dei farmaci più consumati al mondo, con consumo italiano stimato in oltre 2.500 tonnellate annue di principio attivo. È anche il farmaco più frequentemente coinvolto in intossicazioni acute (dose tossica >150 mg/kg, antidoto N-acetilcisteina).

Origine della contaminazione idrica

Il paracetamolo è metabolizzato prevalentemente dal fegato per glucuronazione e solfatazione (95% della dose), con escrezione urinaria dei metaboliti e di una piccola frazione (5-10%) di paracetamolo immodificato. I metaboliti coniugati possono essere idrolizzati negli impianti di depurazione e riconvertiti in paracetamolo attivo.

Le fonti principali sono il sistema fognario urbano (escrezioni dei pazienti, smaltimento improprio di farmaci scaduti) e in misura minore gli effluenti delle industrie farmaceutiche e ospedalieri. Il paracetamolo è poco utilizzato in zootecnia.

La rimozione negli impianti di depurazione è generalmente elevata (80-99%) per la buona biodegradabilità della molecola, ma data la massa enorme in entrata, le concentrazioni residue allo scarico restano significative (0,1-5 µg/L). Nelle acque superficiali italiane è uno dei farmaci più frequentemente rilevati con concentrazioni tipicamente 0,05-2 µg/L. Nelle acque potabili dopo trattamento generalmente <0,1 µg/L.

Effetti documentati

Il paracetamolo ha bassa tossicità acuta sugli organismi acquatici (LC50 >100 mg/L su pesci e dafnie), ma effetti cronici a basse dosi sono stati documentati: alterazioni epatiche e renali, stress ossidativo, alterazioni dello sviluppo embrionale in pesci e anfibi.

Studi recenti hanno evidenziato la formazione di sottoprodotti di clorazione del paracetamolo durante i trattamenti di potabilizzazione (clorammine, N-cloroparacetamolo, nitrosammine), alcuni dei quali con tossicità superiore al composto madre. Questo è un aspetto di crescente attenzione regolatoria.

Sulla salute umana l'esposizione cronica a basse dosi attraverso l'acqua non è un rischio significativo: la dose terapeutica è oltre 1 milione di volte superiore all'assunzione attraverso l'acqua. Il problema è quindi prevalentemente ecotossicologico e di formazione di sottoprodotti di disinfezione.

Inserimento nella Watch list UE

Il paracetamolo è stato inserito nella seconda watch list per le acque potabili (Decisione di esecuzione (UE) 2022/1307) come farmaco rappresentativo della pressione analgesica massiva sulle acque. Il valore di riferimento è 300 ng/L (PNEC ecotossicologico).

L'inserimento ha lo scopo di raccogliere dati sulla diffusione, sull'efficacia dei trattamenti di potabilizzazione e sulla formazione di sottoprodotti durante la disinfezione.

Metodi analitici

L'analisi avviene mediante LC-MS/MS con sorgente ESI in modalità positiva (ione molecolare [M+H]+ a m/z 152, transizioni 152→110 e 152→93). L'estrazione è SPE su cartucce HLB, oppure iniezione diretta dopo filtrazione per matrici poco complesse. Il LOQ tipico è 0,005-0,02 µg/L.

È spesso analizzato in metodi multi-residuo che includono altri analgesici e antinfiammatori (ibuprofene, diclofenac, naprossene, acido salicilico, codeina, tramadolo) per il quadro completo della pressione analgesica.

Limiti normativi attuali

Non esiste un limite cogente per il paracetamolo nelle acque destinate al consumo umano. Il valore di riferimento UE per la watch list 2022/1307 è 300 ng/L. Per le acque superficiali non sono ancora stati definiti SQA cogenti.

L'OMS non ha emesso valori guida specifici. La US-EPA ha incluso il paracetamolo nelle Contaminant Candidate List CCL5 ma senza limite federale.

Tendenze normative

Vista l'ubiquità del paracetamolo, il monitoraggio è destinato a diventare permanente nei piani di sicurezza dell'acqua. La nuova Direttiva UWWTD 2024 lo include tra gli indicatori di efficacia del trattamento quaternario obbligatorio per gli impianti di depurazione delle aree urbane più popolose.

L'attenzione si sta spostando dai composti madre ai sottoprodotti di trasformazione e di disinfezione, con possibili future regolamentazioni mirate.

Cosa fare

Per i cittadini: smaltire correttamente i farmaci scaduti tramite farmacie e isole ecologiche; uso responsabile (rispettare dosi e durate, evitare sovradosaggio).

Per i gestori idrici: il paracetamolo è un buon indicatore generico della pressione antropica. I trattamenti efficaci sono ozonizzazione (>95%), carbone attivo granulare (70-95%), osmosi inversa (>95%). Attenzione alla formazione di sottoprodotti di clorazione durante la disinfezione finale.

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Scheda aggiornata al 2026-05-03. Redazione tecnica laboratorio accreditato ISO/IEC 17025.