Di(2-etilesil)ftalato (DEHP)
CAS: 117-81-7
Il di(2-etilesil)ftalato (DEHP) è il plastificante più utilizzato al mondo per il PVC flessibile, presente in moltissimi prodotti industriali e di consumo. Inserito nella watch list UE per le acque superficiali con la Direttiva 2013/39/UE, è un interferente endocrino classificato e oggetto di restrizioni REACH.
Quadro Watch list UE
- Inserimento
- Watch list acque superficiali 2013/39/UE; sorveglianza acque potabili
- Frequenza di monitoraggio
- Annuale per gestori >10.000 abitanti.
- Soglia di azione
- 8,0 µg/L (limite cogente D.Lgs. 31/2001 confermato come riferimento UE; SQA-MA acque superficiali 1,3 µg/L).
Riferimenti: Regolamento (UE) 2020/2184, Decisione di esecuzione (UE) 2020/1161, Decisione di esecuzione (UE) 2022/1307. Recepimento italiano: D.Lgs. 18/2023.
Cos'è il DEHP
Il di(2-etilesil)ftalato (DEHP, denominato anche DOP nel passato) è un estere ftalico utilizzato come plastificante per rendere flessibile il polivinilcloruro (PVC). È stato per decenni il plastificante più prodotto al mondo, con oltre 2 milioni di tonnellate annue.
Si trova in PVC flessibile (tubazioni, pavimentazioni, rivestimenti per cavi, tessuti rivestiti, dispositivi medici come sacche per sangue e tubi flebo), giocattoli (vietato dal 2005 per giocattoli destinati ai bambini sotto 3 anni), articoli sanitari, cosmetici, vernici, inchiostri.
Per le sue proprietà di interferente endocrino è stato inserito nella lista REACH SVHC (Substance of Very High Concern) e dal 2015 il suo uso negli articoli importati o prodotti in UE richiede autorizzazione preventiva (allegato XIV REACH). Sono in corso restrizioni progressive in tutti gli usi.
Origine della contaminazione idrica
Il DEHP non è chimicamente legato alla matrice polimerica del PVC, per cui migra facilmente nei contatti con liquidi (acqua, oli, grassi). Le fonti principali di contaminazione idrica sono migrazione da tubazioni in PVC plastificato e da rivestimenti delle reti acquedottistiche, scarichi industriali della filiera plastica, dilavamento di rifiuti plastici dispersi, sedimenti contaminati storici.
Il DEHP è poco solubile in acqua (0,27 mg/L a 25 °C) e si lega fortemente al particolato e ai sedimenti, dove può accumularsi a concentrazioni elevate. La biodegradazione in acqua è lenta (DT50 30-100 giorni) ma significativa, mentre nei sedimenti è molto persistente.
Le concentrazioni rilevate nelle acque superficiali italiane sono tipicamente 0,2-3 µg/L, con picchi fino a 10 µg/L in zone fortemente industrializzate. Nelle acque sotterranee 0,05-0,5 µg/L. Nelle acque potabili dopo trattamento generalmente <0,5 µg/L.
Effetti documentati
Il DEHP è classificato CLP come tossico per la riproduzione (Repr. 1B) ed è un interferente endocrino ben caratterizzato (azione anti-androgenica, alterazione dello sviluppo sessuale maschile). È anche riconosciuto come probabile cancerogeno per l'uomo (gruppo 2B IARC) per evidenze di carcinomi epatici nei roditori.
L'esposizione umana avviene prevalentemente per via alimentare (migrazione da imballaggi e dispositivi medici) e cutanea (cosmetici, articoli in PVC). L'esposizione idrica è una via aggiuntiva ma generalmente minoritaria, eccetto per chi utilizza tubazioni in PVC plastificato.
I gruppi più vulnerabili sono feti, neonati, bambini in fase prepuberale (effetti sullo sviluppo sessuale), donne in gravidanza, pazienti sottoposti a terapie con dispositivi medici in PVC (dialisi, trasfusioni multiple).
Inserimento nella sorveglianza UE
Il DEHP è stato inserito nella watch list per le acque superficiali con la Direttiva 2013/39/UE (modifica della 2008/105/CE) come sostanza prioritaria pericolosa, con SQA-MA per acque interne di 1,3 µg/L. È inoltre soggetto a sorveglianza nei piani di sicurezza dell'acqua per le captazioni a contatto con tubazioni in PVC.
Nonostante le restrizioni REACH e la riduzione progressiva dell'uso, il DEHP resta uno dei plastificanti più rilevati nelle matrici ambientali per il legacy delle applicazioni storiche e per la persistenza nei sedimenti.
Metodi analitici
L'analisi avviene tipicamente mediante GC-MS dopo estrazione liquido-liquido con n-esano o SPE su cartucce C18. In alternativa LC-MS/MS con sorgente APCI. I metodi di riferimento sono ISO 18856:2004 e EPA 525.3:2012. Il LOQ tipico è 0,1-0,5 µg/L.
Particolare attenzione va posta alla contaminazione di fondo: tutta la vetreria, le tubature di campionamento, le cartucce SPE devono essere certificate phthalate-free; bianchi di campo e di laboratorio sono indispensabili. La contaminazione del laboratorio stesso può falsare i risultati.
Limiti normativi attuali
In Italia il D.Lgs. 18/2023 non ha mantenuto un limite cogente specifico per il DEHP nelle acque destinate al consumo umano (era invece previsto dal precedente D.Lgs. 31/2001 con valore di 8 µg/L), ma la sostanza è soggetta a sorveglianza nei piani di sicurezza dell'acqua. Per le acque superficiali si applica l'SQA-MA 1,3 µg/L (Direttiva 2013/39/UE).
Il limite di migrazione specifica dai materiali a contatto con acqua potabile è disciplinato dal Reg. UE 2016/1416 e norme nazionali. In USA la US-EPA ha fissato un MCL di 6 µg/L.
Tendenze normative
L'orientamento UE è di sostituire progressivamente il DEHP con plastificanti meno pericolosi (DINP, DEHA, citrati, oligomeri). Le restrizioni REACH si stanno estendendo a tutti gli usi non essenziali, con l'obiettivo di phase-out completo entro il 2030 per applicazioni non mediche.
L'ECHA sta valutando l'inserimento del DEHP e altri ftalati nella restrizione 'PFAS-style' (regolamentazione di gruppo) data la similitudine di profili tossicologici e ambientali.
Cosa fare
Per i cittadini: preferire acqua dal rubinetto rispetto a quella in bottiglie di PVC; non riutilizzare bottiglie di plastica monouso; evitare giocattoli e articoli in PVC flessibile soprattutto per i bambini; preferire dispositivi medici alternativi quando possibile.
Per i gestori idrici: monitoraggio del DEHP nelle reti con tubazioni in PVC plastificato (in particolare quelle posate prima del 2010). I trattamenti efficaci sono carbone attivo granulare (>85%), nanofiltrazione e osmosi inversa (>95%).
Domande correlate
Altre sostanze nella Watch list UE
Bisfenolo A (BPA)
Il bisfenolo A è un plastificante utilizzato nella produzione di policarbonati e resine epossidiche, tra cui i rivestimenti interni di tubazioni, serbatoi e lattine. Riconosciuto come interferente endocrino, è stato inserito nella prima watch list UE 2020/1161 e oggi è soggetto a limite vincolante di 2,5 µg/L nelle acque destinate al consumo umano.
17-beta-estradiolo (E2)
Il 17-beta-estradiolo è il principale ormone steroideo estrogeno naturale, escreto dall'organismo umano e animale. Inserito nella watch list UE 2020/1161 e confermato nella 2022/1307, è considerato uno dei più potenti interferenti endocrini idrici, attivo a concentrazioni dell'ordine del nanogrammo per litro.
17-alfa-etinilestradiolo (EE2)
Il 17-alfa-etinilestradiolo è l'estrogeno sintetico utilizzato nella maggior parte dei contraccettivi orali combinati. Inserito nelle watch list UE 2020/1161 e 2022/1307, è circa 50-100 volte più potente dell'estradiolo naturale e biologicamente attivo a concentrazioni di pochi picogrammi per litro.
Diclofenac
Il diclofenac è un antinfiammatorio non steroideo (FANS) tra i più consumati al mondo. Inserito nella watch list acque superficiali dalla Direttiva 2013/39/UE e nella watch list acque potabili 2020/1161, è uno dei farmaci più frequentemente rilevati negli effluenti degli impianti di depurazione e nelle acque dolci europee.
Scheda aggiornata al 2026-05-03. Redazione tecnica laboratorio accreditato ISO/IEC 17025.