pH
Indice di acidità o basicità dell’acqua di vasca. Decide quanta parte del cloro libero è davvero attiva, oltre al comfort dei bagnanti e alla durata di rivestimenti e impianti.
Range Accordo Stato-Regioni 16/01/2003
6.5–7.5 —
Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR)
Range obbligatorio per piscine pubbliche; ottimale 7,2-7,4.
Frequenza di misurazione
Più volte al giorno insieme al cloro libero, con la frequenza fissata dal piano di autocontrollo e dalle norme regionali; in continuo dove c’è una sonda.
Unità di misura: —
Cos’è il pH
Il pH misura la concentrazione di ioni idrogeno in soluzione. Varia da 0 (molto acido) a 14 (molto basico); il valore neutro è 7. L’acqua di piscina deve restare leggermente alcalina per garantire il comfort dei bagnanti e la stabilità del cloro.
Il pH dell’acqua di piscina tende naturalmente a salire per via del CO₂ che evapora dal pelo libero, e per via dell’alcalinità introdotta con i prodotti chimici.
Limite normativo
L’Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 prescrive un range di pH compreso tra 6,5 e 7,5 per le piscine pubbliche. Il valore ottimale operativo è 7,2-7,4: un compromesso fra comfort dei bagnanti e quota di acido ipocloroso (HOCl), la forma più attiva del cloro.
A pH 7,5 circa il 50% del cloro libero è in forma di HOCl; a pH 8,0 solo il 22%; a pH 6,5 oltre il 90%. Il pH influenza inoltre la solubilità del calcio e la corrosività dell’acqua secondo l’indice di Langelier.
Come si misura
In bordo vasca si usa il metodo colorimetrico al rosso fenolo: il reattivo vira da giallo (pH 6,5) a rosso porpora (pH 8,2). Più preciso è il pHmetro elettrochimico con elettrodo a vetro, che richiede taratura a due punti (pH 4,01 e 7,00) settimanale.
I sistemi automatici dosano acido (cloridrico o solforico diluito) o bisolfato di sodio sulla base della lettura continua di una sonda pH compensata in temperatura. Le letture della sonda vanno confrontate periodicamente con una misura manuale.
Conseguenze fuori range
pH > 7,5: il cloro perde efficacia perché diminuisce la quota di acido ipocloroso, si formano depositi di carbonato di calcio sui rivestimenti, l’acqua diventa torbida e i bagnanti lamentano bruciore agli occhi.
pH < 6,5: aggressione di cementi, malte e parti metalliche, dissoluzione del rame con acqua verdognola, irritazione cutanea, degradazione del liner in PVC.
Correzione con prodotti chimici
Per abbassare il pH si dosa acido cloridrico diluito o bisolfato di sodio granulare. Per alzarlo si usa carbonato di sodio (soda Solvay) o bicarbonato di sodio, che alza anche l’alcalinità. La quantità dipende dal volume della vasca e soprattutto dall’alcalinità totale: con le tabelle del produttore conviene dosare per piccole aggiunte e rimisurare.
L’effetto del prodotto va sempre verificato dopo un ricircolo completo della vasca. Nelle piscine pubbliche lo standard è il dosaggio in continuo con pompa dosatrice comandata dalla sonda.
- Acido cloridrico 14% (correttore pH-) per dosaggio liquido.
- Bisolfato di sodio in granuli per piscine private.
- Carbonato di sodio (pH+) per innalzare il valore.
- CO₂ in bombola nelle piscine ad acqua salina.
Manutenzione e registro
Il pH va registrato sul registro dei controlli a ogni misura del cloro. La sonda elettrochimica si pulisce e si tara con la frequenza indicata dal costruttore e si sostituisce quando la taratura non rientra più nei valori accettabili.
L’alcalinità totale (vedi voce dedicata) va mantenuta tra 80 e 120 mg/L di CaCO₃ per stabilizzare il pH ed evitare oscillazioni rapide.
Errori comuni
Dosare correttori pH senza verificare prima l’alcalinità totale: con TA bassa il pH oscilla e ogni dosaggio dura poche ore.
- Tarare il pHmetro solo a pH 7 (serve anche pH 4 o 10).
- Aggiungere acido vicino allo skimmer senza diluire (corrosione).
- Misurare il pH subito dopo lo shock di cloro.
- Ignorare l’influenza della temperatura sulla lettura.
Cosa fa il laboratorio
Il laboratorio determina il pH con metodo elettrochimico secondo APAT-IRSA 2060 e, se nel referto ci sono anche alcalinità, durezza calcica e temperatura, si può calcolare l’indice di Langelier per stimare la tendenza incrostante o aggressiva dell’acqua.
Il pH misurato in laboratorio serve soprattutto a verificare il kit o la sonda di bordo vasca: se i due valori differiscono di qualche decimo, il problema è quasi sempre il reattivo scaduto o la sonda da tarare.
Come leggere il pH insieme agli altri parametri
Il pH non va letto da solo. Con cloro libero nella norma ma pH alto, l’acqua può comunque essere poco disinfettata, perché la quota attiva del cloro si riduce. Un cloro combinato alto con pH corretto indica invece troppa sostanza organica portata dai bagnanti e un ricambio d’acqua insufficiente.
Se il pH sale di continuo, controlla l’alcalinità totale e il tipo di cloro usato: le pastiglie di ipoclorito di calcio e l’ipoclorito di sodio tendono ad alzarlo, il tricloro tende ad abbassarlo.
Approfondimenti
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-10-20. Riferimenti: Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR), norma UNI 10637.