Ozono residuo
Concentrazione residua di ozono in vasca dopo il trattamento di ozonizzazione. Deve essere quasi nulla all’immissione per evitare tossicità ai bagnanti.
Range Accordo Stato-Regioni 16/01/2003
≤ 0.05 mg/L
Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR)
Limite massimo all’immissione in vasca per impianti con ozonizzazione.
Frequenza di misurazione
In continuo con sonda redox a valle del decloratore catalitico.
Unità di misura: mg/L
Cos’è l’ozono residuo
L’ozono (O₃) è un disinfettante e ossidante usato in alcuni impianti di piscina come trattamento complementare al cloro. Distrugge clorammine, sostanza organica e microrganismi resistenti.
Per legge l’ozono va eliminato prima dell’immissione in vasca, perché in concentrazioni superiori a 0,1 mg/L è tossico per le mucose respiratorie. La concentrazione residua all’ingresso vasca deve restare entro 0,05 mg/L.
Limite normativo
L’Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 prescrive un valore massimo di ozono residuo all’immissione in vasca pari a 0,05 mg/L. Tutto l’ozono in eccesso deve essere abbattuto da un decloratore catalitico (carbone attivo a letto profondo) prima del rientro in vasca.
La norma UNI 10637 stabilisce le caratteristiche tecniche dell’impianto di ozonizzazione, del reattore di contatto e del sistema di sicurezza con sonda redox.
Come si misura
Sonda elettrochimica (amperometrica o redox) installata a valle del decloratore, con allarme automatico di by-pass se la concentrazione supera 0,05 mg/L.
Verifica periodica con metodo colorimetrico DPD (DPD-4 specifico per ozono) o con metodo iodometrico in laboratorio.
Conseguenze fuori range
Ozono residuo > 0,05 mg/L: tossicità respiratoria, tosse, irritazione di occhi e gola dei bagnanti, soprattutto in piscine coperte. La vasca va isolata fino al ripristino del decloratore.
Ozono assente in impianto progettato per ozonizzazione: trattamento inefficace, accumulo di clorammine e di sottoprodotti organici.
Manutenzione decloratore
Il letto di carbone attivo del decloratore va contro-lavato settimanalmente e sostituito ogni 12-24 mesi a seconda del carico. La sonda redox si tara mensilmente.
Il quadro di controllo deve garantire blocco automatico del generatore di ozono in caso di guasto del decloratore o della sonda.
- Sonda redox in continuo con allarme su 0,05 mg/L.
- Decloratore catalitico a carbone attivo a valle del reattore.
- By-pass automatico in caso di superamento.
- Manutenzione documentata su registro tecnico.
Manutenzione e registro
Le verifiche di ozono residuo, lo stato del decloratore e gli interventi sulla sonda redox vanno annotati sul registro di gestione previsto dall’Accordo SR 16/01/2003 e dalla UNI 10637.
Errori comuni
Mantenere il generatore di ozono in funzione senza decloratore efficiente è il pericolo principale di questi impianti. Si confonde l’ossidante “potente” con un trattamento sicuro per default.
- Saltare la taratura periodica della sonda redox.
- Non sostituire il carbone attivo nei tempi previsti.
- Disabilitare gli allarmi di sicurezza.
Cosa fa il laboratorio
Il laboratorio verifica la conformità dell’impianto di ozonizzazione con campioni prelevati a monte e a valle del decloratore, certificando il rispetto del limite di 0,05 mg/L all’immissione.
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03. Riferimenti: Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR), norma UNI 10637.