Nitrati
Prodotto finale dell’ossidazione di urea, ammoniaca e clorammine. Indica l’età chimica dell’acqua e il fabbisogno di rinnovo idrico.
Range Accordo Stato-Regioni 16/01/2003
≤ 20 mg/L NO₃⁻ oltre il valore di rete
Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR)
Massima concentrazione tollerata oltre quella dell’acqua di approvvigionamento.
Frequenza di misurazione
Mensile (analisi di laboratorio).
Unità di misura: mg/L
Cos’è il nitrato in piscina
I nitrati (NO₃⁻) sono il prodotto finale dell’ossidazione delle sostanze azotate in vasca: urea, ammoniaca, clorammine vengono progressivamente trasformate in nitrato dal cloro libero. Sono inerti e si accumulano nel tempo, in quanto non eliminabili dai filtri tradizionali.
La concentrazione di nitrati è un buon indicatore dell’“età chimica” dell’acqua e segnala il fabbisogno di rinnovo idrico.
Limite normativo
L’Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 fissa un limite di 20 mg/L di nitrato oltre la concentrazione presente nell’acqua di approvvigionamento. Significa che un’acqua di rete con 10 mg/L di NO₃⁻ in vasca non dovrà superare 30 mg/L.
Per riferimento, il D.Lgs. 18/2023 fissa per l’acqua potabile il limite di nitrati a 50 mg/L.
Come si misura
Spettrofotometria UV diretta a 220 nm con correzione a 275 nm per la sostanza organica (APAT-IRSA 4040), o cromatografia ionica (UNI EN ISO 10304-1) per separare nitrati, nitriti e cloruri in un’unica corsa.
In bordo vasca esistono strisce reattive semiquantitative, utili come screening rapido ma non sufficienti per le verifiche normative.
Conseguenze fuori range
Nitrati > 20 mg/L oltre la rete: l’acqua è “vecchia”, ricca di sottoprodotti, crescita di alghe favorita, consumo di cloro elevato. Si rende necessario un rinnovo significativo (30-50%) o lo svuotamento parziale.
L’accumulo di nitrati è inevitabile e cronicamente segnala carenza di rinnovo idrico (UNI 10637 prevede 30 L/bagnante/giorno minimo).
Correzione
I nitrati non si abbattono con prodotti chimici né con i normali filtri a sabbia. L’unica strategia operativa è il rinnovo idrico.
Per piscine private si pratica lo svuotamento parziale stagionale (20-30%) e per piscine pubbliche il continuo rabbocco con acqua di rete a 30-50 L/bagnante. Sistemi a osmosi inversa per la riduzione dei nitrati esistono ma sono economicamente sostenibili solo per impianti di grandi dimensioni.
- Rinnovo idrico minimo 30 L/bagnante/giorno (UNI 10637).
- Svuotamento parziale stagionale 20-30%.
- Osmosi inversa per impianti termali e SPA.
Manutenzione e registro
Il dato di nitrati va annotato mensilmente sul registro di gestione assieme al consumo di acqua di rinnovo. Un trend in crescita continua segnala carenze gestionali da affrontare prima dell’ispezione ASL.
Errori comuni
Ignorare il dato dei nitrati pensando di poterlo correggere con la chimica. È un errore strutturale: serve un cambio di acqua.
- Confrontare il valore con il limite acqua potabile (50 mg/L) anziché con il limite piscina (+20 mg/L sulla rete).
- Non analizzare l’acqua di rete per il calcolo del delta.
- Trascurare la documentazione del rinnovo idrico.
Cosa fa il laboratorio
Il laboratorio determina nitrati, nitriti, ammoniaca e cloruri sull’acqua di vasca e di rete, calcola il delta sui nitrati e fornisce indicazioni quantitative per il rinnovo. Le analisi sono accreditate ISO/IEC 17025 e accettate da ASL e RSPP.
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03. Riferimenti: Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR), norma UNI 10637.