Durezza calcica
Concentrazione di ioni calcio in soluzione. Determina la tendenza incrostante o aggressiva dell’acqua e protegge i rivestimenti se in range.
Range Accordo Stato-Regioni 16/01/2003
100–250 mg/L CaCO₃
Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR)
Valore consigliato per piscine in cemento; in piscine in liner si tollera 80-200 mg/L.
Frequenza di misurazione
Mensile e dopo trattamenti di addolcimento o decarbonatazione.
Unità di misura: mg/L CaCO₃
Cos’è la durezza calcica
La durezza calcica misura la quantità di ioni calcio (Ca²⁺) disciolti nell’acqua, espressa in mg/L di CaCO₃ equivalente. È una frazione della durezza totale, che comprende anche il magnesio.
In piscina la durezza calcica protegge le superfici in cemento e malta dall’aggressione dell’acqua: un’acqua troppo dolce "cerca" calcio e lo estrae dai rivestimenti.
Limite normativo
L’Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 non fissa un limite specifico, ma la prassi tecnica e la norma UNI 10637 raccomandano una durezza calcica tra 100 e 250 mg/L di CaCO₃ (40-100 mg/L di Ca²⁺). Le piscine in liner tollerano valori inferiori, fino a 80 mg/L.
Sopra 400 mg/L di CaCO₃ si parla di acqua incrostante; sotto 80 mg/L l’acqua è aggressiva.
Come si misura
In bordo vasca si usa il kit colorimetrico con calcon o muresside, indicatori che virano in presenza di calcio dopo titolazione con EDTA. Ogni goccia di reattivo equivale a 10 mg/L di Ca²⁺.
In laboratorio si determina con titolazione complessometrica EDTA (APAT-IRSA 2030) o con spettrometria ICP-OES per dosaggi multielemento simultanei.
Conseguenze fuori range
Durezza calcica > 400 mg/L: incrostazioni di calcare su scala mobile, scambiatori di calore, filtri a sabbia (che si cementano), torbidità lattiginosa dopo ogni shock di cloro.
Durezza calcica < 80 mg/L: aggressione del cemento di fugatura delle piastrelle, dissoluzione del calcio dai rivestimenti, indebolimento strutturale a lungo termine.
Correzione con prodotti chimici
Per aumentare la durezza calcica: cloruro di calcio (CaCl₂) in dose di 1,5 kg per 100 m³ per alzare di 10 mg/L. Da dosare in punti distribuiti per evitare sedimentazione.
Per ridurla: addolcimento parziale dell’acqua di rabbocco con resine a scambio ionico, o dosaggio di sequestranti (acido fosfonico) che mantengono il calcio in soluzione.
- Cloruro di calcio anidro per alzare la durezza.
- Sequestranti di calcio per piscine in zone calcaree.
- Addolcitore a resine sull’acqua di rabbocco.
Manutenzione e registro
La durezza calcica va annotata almeno mensilmente sul registro tecnico assieme all’indice di Langelier. Nelle piscine in cemento l’obiettivo è mantenere l’LSI tra -0,3 e +0,3.
Errori comuni
Dosare cloruro di calcio in superficie senza ricircolo: il sale sedimenta sul fondo e può macchiare il liner. Va sempre disciolto in un secchio prima del dosaggio.
- Confondere durezza calcica con durezza totale.
- Trascurare la durezza dell’acqua di rabbocco.
- Non integrare calcio dopo lavori di sostituzione massiva.
Cosa fa il laboratorio
Il laboratorio determina durezza calcica e magnesica, conducibilità e TDS, calcola l’indice di Langelier e fornisce indicazioni di rabbocco e di trattamento dell’acqua di rete.
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03. Riferimenti: Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR), norma UNI 10637.