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123Acqua
Parametro piscinaCa²⁺Range Accordo SR 2003: 100–250 mg/L CaCO₃

Durezza calcica

Concentrazione di ioni calcio in soluzione. Determina la tendenza incrostante o aggressiva dell’acqua e protegge i rivestimenti se in range.

Range Accordo Stato-Regioni 16/01/2003

100–250 mg/L CaCO₃

Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR)

Valore consigliato per piscine in cemento; in piscine in liner si tollera 80-200 mg/L.

Frequenza di misurazione

Mensile e dopo trattamenti di addolcimento o decarbonatazione.

Unità di misura: mg/L CaCO₃

Cos’è la durezza calcica

La durezza calcica misura la quantità di ioni calcio (Ca²⁺) disciolti nell’acqua, espressa in mg/L di CaCO₃ equivalente. È una frazione della durezza totale, che comprende anche il magnesio.

In piscina la durezza calcica protegge le superfici in cemento e malta dall’aggressione dell’acqua: un’acqua troppo dolce "cerca" calcio e lo estrae dai rivestimenti.

Limite normativo

L’Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 non fissa un limite specifico, ma la prassi tecnica e la norma UNI 10637 raccomandano una durezza calcica tra 100 e 250 mg/L di CaCO₃ (40-100 mg/L di Ca²⁺). Le piscine in liner tollerano valori inferiori, fino a 80 mg/L.

Sopra 400 mg/L di CaCO₃ si parla di acqua incrostante; sotto 80 mg/L l’acqua è aggressiva.

Come si misura

In bordo vasca si usa il kit colorimetrico con calcon o muresside, indicatori che virano in presenza di calcio dopo titolazione con EDTA. Ogni goccia di reattivo equivale a 10 mg/L di Ca²⁺.

In laboratorio si determina con titolazione complessometrica EDTA (APAT-IRSA 2030) o con spettrometria ICP-OES per dosaggi multielemento simultanei.

Conseguenze fuori range

Durezza calcica > 400 mg/L: incrostazioni di calcare su scala mobile, scambiatori di calore, filtri a sabbia (che si cementano), torbidità lattiginosa dopo ogni shock di cloro.

Durezza calcica < 80 mg/L: aggressione del cemento di fugatura delle piastrelle, dissoluzione del calcio dai rivestimenti, indebolimento strutturale a lungo termine.

Correzione con prodotti chimici

Per aumentare la durezza calcica: cloruro di calcio (CaCl₂) in dose di 1,5 kg per 100 m³ per alzare di 10 mg/L. Da dosare in punti distribuiti per evitare sedimentazione.

Per ridurla: addolcimento parziale dell’acqua di rabbocco con resine a scambio ionico, o dosaggio di sequestranti (acido fosfonico) che mantengono il calcio in soluzione.

  • Cloruro di calcio anidro per alzare la durezza.
  • Sequestranti di calcio per piscine in zone calcaree.
  • Addolcitore a resine sull’acqua di rabbocco.

Manutenzione e registro

La durezza calcica va annotata almeno mensilmente sul registro tecnico assieme all’indice di Langelier. Nelle piscine in cemento l’obiettivo è mantenere l’LSI tra -0,3 e +0,3.

Errori comuni

Dosare cloruro di calcio in superficie senza ricircolo: il sale sedimenta sul fondo e può macchiare il liner. Va sempre disciolto in un secchio prima del dosaggio.

  • Confondere durezza calcica con durezza totale.
  • Trascurare la durezza dell’acqua di rabbocco.
  • Non integrare calcio dopo lavori di sostituzione massiva.

Cosa fa il laboratorio

Il laboratorio determina durezza calcica e magnesica, conducibilità e TDS, calcola l’indice di Langelier e fornisce indicazioni di rabbocco e di trattamento dell’acqua di rete.

Domande correlate

Ultimo aggiornamento: 2026-05-03. Riferimenti: Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR), norma UNI 10637.