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123Acqua
Parametro piscinaHCO₃⁻ + CO₃²⁻ + OH⁻Range Accordo SR 2003: 80–120 mg/L CaCO₃

Alcalinità totale (TA)

Capacità dell’acqua di neutralizzare gli acidi senza variare il pH. Funziona da tampone e stabilizza la chimica della vasca.

Range Accordo Stato-Regioni 16/01/2003

80–120 mg/L CaCO₃

Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR)

Valore consigliato per stabilizzare il pH; range tecnico operativo.

Frequenza di misurazione

Settimanale, e dopo ogni rabbocco importante o trattamento shock.

Unità di misura: mg/L CaCO₃

Cos’è l’alcalinità totale

L’alcalinità totale (Total Alkalinity, TA) misura la concentrazione di bicarbonati, carbonati e idrossidi disciolti nell’acqua. Espressa in mg/L di CaCO₃ equivalente, rappresenta la capacità tampone dell’acqua: più è alta, più il pH resiste alle variazioni.

In piscina l’alcalinità è il principale stabilizzatore del pH. Senza un’alcalinità adeguata il pH oscilla in modo imprevedibile a ogni dosaggio di acido o di cloro.

Limite normativo

L’Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 non impone un limite specifico, ma la norma UNI 10637 e le buone pratiche raccomandano un’alcalinità totale tra 80 e 120 mg/L di CaCO₃ (alcuni testi accettano fino a 150 mg/L per piscine in cemento).

Per piscine con disinfezione a base di tricloro, prodotto acidificante, si tende a tenere l’alcalinità nella metà superiore del range (100-120 mg/L).

Come si misura

Il metodo standard è la titolazione acidimetrica con acido solforico o cloridrico in presenza di indicatore misto bromocresolo verde / metile rosso, fino al viraggio (pH 4,5).

I kit colorimetrici per piscina includono il reattivo titolato a gocce: ogni goccia equivale a 10 mg/L di CaCO₃. In laboratorio si segue APAT-IRSA 2010 con titolatore automatico.

Conseguenze fuori range

Alcalinità < 80 mg/L: pH instabile, oscillazioni rapide, corrosione di metalli e malte, occhi rossi nei bagnanti nonostante il pH apparente in range.

Alcalinità > 150 mg/L: tendenza incrostante, formazione di calcare sui rivestimenti e nei filtri, intorbidimento, difficoltà nel correggere il pH che resta cronicamente alto.

Correzione con prodotti chimici

Per aumentare l’alcalinità: bicarbonato di sodio (NaHCO₃) in dose di 1,7 kg per 100 m³ per alzare di 10 mg/L. Effetto trascurabile sul pH.

Per ridurla: acido cloridrico o sodio bisolfato dosati in punto fisso al fondo vasca, con ricircolo spento per qualche ora; oppure sostituzione parziale di acqua se l’alcalinità dell’acqua di rete è bassa.

  • Bicarbonato di sodio per alzare il TA senza alterare il pH.
  • Carbonato di sodio per alzare contemporaneamente pH e TA.
  • Acido cloridrico per ridurre TA con tecnica del punto fisso.

Manutenzione e registro

L’alcalinità totale va misurata almeno una volta a settimana, e annotata sul registro di gestione assieme alla durezza calcica e all’indice di Langelier. Variazioni superiori a 20 mg/L tra rilievi consecutivi indicano un problema di gestione.

Errori comuni

Cercare di stabilizzare il pH dosando solo correttori pH senza prima portare l’alcalinità nel range corretto: è lo spreco di prodotti chimici più frequente nelle piscine private.

  • Confondere alcalinità con durezza calcica.
  • Aggiungere bicarbonato in superficie senza ricircolo (sedimenta).
  • Misurare TA subito dopo dosaggio di acido (lettura non stabile).

Cosa fa il laboratorio

Il laboratorio determina alcalinità totale, durezza calcica, conducibilità e calcola l’indice di Langelier (LSI) per definire la tendenza dell’acqua, raccomandando azioni di rabbocco o di trattamento.

Domande correlate

Ultimo aggiornamento: 2026-05-03. Riferimenti: Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR), norma UNI 10637.