D.Lgs. 31/2001 (storico)
Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 — Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano
Il D.Lgs. 31/2001 ha disciplinato per oltre vent'anni la qualità delle acque destinate al consumo umano in Italia, recependo la direttiva europea 98/83/CE. È stato abrogato dal D.Lgs. 18/2023, ma resta un riferimento storico per la comprensione di vecchi referti, contratti, capitolati di gara e regolamenti condominiali predisposti prima del 2023. La conoscenza della norma è utile per valutare l'evoluzione dei limiti e l'introduzione di nuovi parametri.
Anno
2001
Tipo
Decreto
Soggetti obbligati
2
Ambito di applicazione
Norma storica sulla qualità delle acque potabili in Italia. Abrogata e sostituita dal D.Lgs. 18/2023, ma ancora citata in atti, documenti tecnici e contratti precedenti al 2023.
Soggetti obbligati
- Soggetti obbligati storici (oggi sostituiti dal D.Lgs. 18/2023)
- Riferimento per atti e contratti precedenti il marzo 2023
Articoli chiave
| Articolo | Contenuto |
|---|---|
| Art. 4Requisiti generali | Stabiliva i principi di salubrità e pulizia, ripresi e ampliati dal D.Lgs. 18/2023. |
| Art. 5Valori di parametro | Rimandava all'Allegato I per i valori limite di parametri microbiologici, chimici e indicatori, oggi aggiornati nel D.Lgs. 18/2023. |
| Art. 19Punto di rispetto della conformità | Identificava il punto di consegna dell'acquedotto come punto di verifica. Il D.Lgs. 18/2023 lo ha spostato al rubinetto del consumatore. |
Cosa regolava
Il D.Lgs. 31/2001 disciplinava la qualità delle acque destinate al consumo umano dal 2001 al marzo 2023. Recepiva la direttiva 98/83/CE e fissava i valori di parametro (microbiologici, chimici e indicatori), i programmi di controllo, gli obblighi dei gestori del servizio idrico integrato e le procedure in caso di superamento dei limiti.
Pur essendo abrogato, il decreto è ancora ampiamente citato in capitolati di gara, contratti pluriennali, regolamenti condominiali e documenti tecnici redatti prima del 2023. È importante saperne riconoscere i riferimenti per valutare l'eventuale necessità di aggiornare la documentazione al D.Lgs. 18/2023.
Soggetti obbligati storici
I soggetti obbligati erano i gestori del servizio idrico integrato e i distributori di acqua potabile, con responsabilità limitata al punto di consegna. Le ASL avevano competenza di vigilanza. Per gli edifici prioritari (scuole, ospedali) non esisteva un obbligo specifico paragonabile all'art. 9 del D.Lgs. 18/2023.
Articoli chiave
Art. 4 fissava i requisiti generali. Art. 5 elencava i valori di parametro. Art. 6 disciplinava i programmi di controllo. Art. 19 identificava il punto di rispetto della conformità al punto di consegna. Allegato I conteneva i parametri (poi aggiornati nel D.Lgs. 18/2023). Allegato II definiva le frequenze minime di controllo.
Limiti e parametri (storici)
I principali parametri storici: nitrati 50 mg/L, arsenico 10 µg/L, piombo 10 µg/L, Escherichia coli 0/100 mL, Enterococchi 0/100 mL, Clostridium perfringens 0/100 mL, durezza valore consigliato 15-50 °F. Non erano normati i PFAS (introdotti dal D.Lgs. 18/2023), il bisfenolo A, la microcistina-LR.
Sanzioni (storiche)
Sanzioni amministrative previste dall'art. 19 del decreto, sostituite oggi dall'art. 23 del D.Lgs. 18/2023.
Aggiornamenti (abrogazione)
Il D.Lgs. 31/2001 è stato abrogato dal D.Lgs. 18/2023, in vigore dal 21 marzo 2023. Tutti gli atti e i contratti che ne fanno riferimento devono intendersi automaticamente coordinati con la nuova disciplina. Per i nuovi contratti, capitolati e regolamenti è opportuno citare direttamente il D.Lgs. 18/2023.
Come 123Acqua aiuta
123Acqua aggiorna periodicamente i propri pacchetti analisi al nuovo D.Lgs. 18/2023, mantenendo la possibilità di confronto con i parametri storici per chi deve verificare l'evoluzione della qualità dell'acqua nel tempo.