Pseudomonas
Pseudomonas aeruginosa
Bacillo Gram-negativo ubiquitario in ambienti umidi, indicatore di scarsa qualità microbiologica delle acque imbottigliate e d'uso sanitario. Patogeno opportunista in ambito ospedaliero.
Dose infettante
Elevata nel soggetto sano; molto bassa (10²–10³ cellule) in immunodepressi, ustionati, pazienti con fibrosi cistica o portatori di cateteri.
Resistenza al cloro
Sensibile in fase planctonica (CT 0,4 mg·min/L) ma molto resistente in biofilm.
Metodo analitico di riferimento
ISO 16266:2006
Quadro sintetico
- Reservoir
- Acque, suoli umidi, vegetazione, biofilm di tubazioni e rubinetterie, ambienti ospedalieri.
- Trasmissione
- Contatto, ingestione, inalazione di aerosol; via cutanea attraverso ferite e dispositivi medici.
- Sintomi
- Otiti del nuotatore, follicoliti da idromassaggio, infezioni polmonari nei pazienti cronici, sepsi nei neutropenici, infezioni di ferite e impianti.
- Sensibilità a UV
- Inattivato a 5–10 mJ/cm² in sospensione; resistenza marcata in biofilm.
- Sensibilità al calore
- Inattivato a 60 °C per 5 minuti, resiste male alla pastorizzazione.
- Limite normativo
- D.Lgs. 18/2023, Allegato I, Parte D (acque trattate utilizzate in industria alimentare e acque preparate o vendute in bottiglie/contenitori): 0 UFC/250 mL.
Identità microbica
Pseudomonas aeruginosa è un bacillo Gram-negativo, aerobio obbligato, mobile per flagello polare, ossidasi-positivo, capace di crescere in condizioni nutrizionali estremamente povere. Produce pigmenti caratteristici (piocianina blu-verde, pioverdina giallo-fluorescente).
È noto per la straordinaria capacità di formare biofilm su superfici plastiche, metalliche e vegetali e per l'intrinseca resistenza a numerosi antibiotici e disinfettanti.
Habitat e veicolo idrico
È ubiquitario negli ambienti umidi: acque superficiali e sotterranee, suoli, vegetazione, sistemi idrici industriali e ospedalieri, rubinetterie domestiche, vasche idromassaggio, fontanelle, umidificatori, soluzioni acquose contaminate.
Nelle reti idriche colonizza tubazioni, valvole, riduttori di flusso e guarnizioni formando biofilm persistenti. È temuto particolarmente in reparti di terapia intensiva, neonatologia e oncologia, dove può causare epidemie ospedaliere.
Trasmissione
La trasmissione avviene per contatto diretto con acqua contaminata, inalazione di aerosol da docce e idromassaggi, contatto con superfici colonizzate. Le infezioni nosocomiali sono spesso veicolate dall’acqua dei lavandini e dalle apparecchiature mediche.
L’ingestione di acqua contaminata è generalmente innocua per il soggetto sano ma rappresenta un rischio per i pazienti immunodepressi.
Dose infettante e sintomi
Nei soggetti sani la dose infettante è elevata; nei pazienti vulnerabili anche poche centinaia di cellule possono determinare infezione. I sintomi variano dall'otite esterna del nuotatore alla follicolite da idromassaggio, dalle polmoniti gravi nei pazienti con fibrosi cistica alle batteriemie nei neutropenici.
La diagnosi si basa su coltura, identificazione biochimica/MALDI-TOF e antibiogramma; per indagini ambientali si utilizzano coltura su agar selettivo e PCR di tipizzazione.
Resistenza ai disinfettanti
In sospensione planctonica P. aeruginosa è sensibile al cloro libero (CT 0,4 mg·min/L), ma all’interno di biofilm può sopravvivere a concentrazioni di 50 mg/L per decine di minuti. La sensibilità a UV-C è elevata in sospensione, ridotta nei biofilm.
I trattamenti termici a 60 °C per 5 minuti inattivano la specie in fase planctonica; la prevenzione efficace richiede però manutenzione meccanica e chimica periodica delle reti e dei terminali.
Metodi analitici accreditati
Il riferimento è la norma ISO 16266:2006 — filtrazione su membrana, terreno CN-agar (cetrimide-acido nalidixico), conferma con osservazione di pigmenti, fluorescenza UV e produzione di ossidasi. Il laboratorio è accreditato ISO 17025 per questo metodo su acque destinate al consumo umano e acque sanitarie.
Per ricerca rapida si applica anche la ISO 16266-2:2018 (metodo MPN con substrato definito) e tecniche molecolari di tipizzazione (MLST, PFGE) per indagini epidemiologiche.
Normativa
Il D.Lgs. 18/2023 (Allegato I, Parte D) richiede assenza in 250 mL per acque trattate destinate alla preparazione o all’imbottigliamento. Per le acque calde sanitarie e per gli impianti di idromassaggio si fa riferimento alle Linee Guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Accordo Stato-Regioni 7/5/2015) e alle indicazioni delle ASL.
Le acque di piscina sono regolamentate dall’Accordo Stato-Regioni 16/01/2003: P. aeruginosa < 1 UFC/100 mL nelle acque di immissione in vasca.
Prevenzione e controllo
La prevenzione si basa su: progettazione idraulica corretta (no rami morti), mantenimento di temperature corrette nelle reti di acqua calda sanitaria (≥ 55 °C in distribuzione), manutenzione periodica di rubinetterie e riduttori di flusso, controllo del biofilm con disinfezioni programmate, uso di terminali con valvole anti-reflusso.
In caso di non conformità si interviene con disinfezione shock (cloro 50 mg/L o termica a 70 °C), sostituzione di terminali e guarnizioni, e nuova verifica analitica.
Metodi analitici
| Metodo | Norma | LOD | LOQ | Matrice |
|---|---|---|---|---|
| Filtrazione su membrana – CN-agar | ISO 16266:2006 | 1 UFC/100 mL | 1 UFC/100 mL | Acqua potabile, sanitaria, piscina |
| MPN substrato definito | ISO 16266-2:2018 | < 1 MPN/100 mL | 1 MPN/100 mL | Acqua sanitaria, acqua di piscina |
Riferimenti normativi e metodologici
- D.Lgs. 18/2023 — Allegato I, Parte D
- ISO 16266:2006
- ISO 16266-2:2018
- Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (acque di piscina)
Avvertenza
Contenuto divulgativo e tecnico-normativo: NON sostituisce un parere medico o microbiologico clinico. In caso di sospetta esposizione o sintomi rivolgersi al proprio medico curante o alla ASL di competenza.
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03