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123Acqua
Batterio Gram-negativo

Pseudomonas

Pseudomonas aeruginosa

Bacillo Gram-negativo ubiquitario in ambienti umidi, indicatore di scarsa qualità microbiologica delle acque imbottigliate e d'uso sanitario. Patogeno opportunista in ambito ospedaliero.

Dose infettante

Elevata nel soggetto sano; molto bassa (10²–10³ cellule) in immunodepressi, ustionati, pazienti con fibrosi cistica o portatori di cateteri.

Resistenza al cloro

Sensibile in fase planctonica (CT 0,4 mg·min/L) ma molto resistente in biofilm.

Metodo analitico di riferimento

ISO 16266:2006

Quadro sintetico

Reservoir
Acque, suoli umidi, vegetazione, biofilm di tubazioni e rubinetterie, ambienti ospedalieri.
Trasmissione
Contatto, ingestione, inalazione di aerosol; via cutanea attraverso ferite e dispositivi medici.
Sintomi
Otiti del nuotatore, follicoliti da idromassaggio, infezioni polmonari nei pazienti cronici, sepsi nei neutropenici, infezioni di ferite e impianti.
Sensibilità a UV
Inattivato a 5–10 mJ/cm² in sospensione; resistenza marcata in biofilm.
Sensibilità al calore
Inattivato a 60 °C per 5 minuti, resiste male alla pastorizzazione.
Limite normativo
D.Lgs. 18/2023, Allegato I, Parte D (acque trattate utilizzate in industria alimentare e acque preparate o vendute in bottiglie/contenitori): 0 UFC/250 mL.

Identità microbica

Pseudomonas aeruginosa è un bacillo Gram-negativo, aerobio obbligato, mobile per flagello polare, ossidasi-positivo, capace di crescere in condizioni nutrizionali estremamente povere. Produce pigmenti caratteristici (piocianina blu-verde, pioverdina giallo-fluorescente).

È noto per la straordinaria capacità di formare biofilm su superfici plastiche, metalliche e vegetali e per l'intrinseca resistenza a numerosi antibiotici e disinfettanti.

Habitat e veicolo idrico

È ubiquitario negli ambienti umidi: acque superficiali e sotterranee, suoli, vegetazione, sistemi idrici industriali e ospedalieri, rubinetterie domestiche, vasche idromassaggio, fontanelle, umidificatori, soluzioni acquose contaminate.

Nelle reti idriche colonizza tubazioni, valvole, riduttori di flusso e guarnizioni formando biofilm persistenti. È temuto particolarmente in reparti di terapia intensiva, neonatologia e oncologia, dove può causare epidemie ospedaliere.

Trasmissione

La trasmissione avviene per contatto diretto con acqua contaminata, inalazione di aerosol da docce e idromassaggi, contatto con superfici colonizzate. Le infezioni nosocomiali sono spesso veicolate dall’acqua dei lavandini e dalle apparecchiature mediche.

L’ingestione di acqua contaminata è generalmente innocua per il soggetto sano ma rappresenta un rischio per i pazienti immunodepressi.

Dose infettante e sintomi

Nei soggetti sani la dose infettante è elevata; nei pazienti vulnerabili anche poche centinaia di cellule possono determinare infezione. I sintomi variano dall'otite esterna del nuotatore alla follicolite da idromassaggio, dalle polmoniti gravi nei pazienti con fibrosi cistica alle batteriemie nei neutropenici.

La diagnosi si basa su coltura, identificazione biochimica/MALDI-TOF e antibiogramma; per indagini ambientali si utilizzano coltura su agar selettivo e PCR di tipizzazione.

Resistenza ai disinfettanti

In sospensione planctonica P. aeruginosa è sensibile al cloro libero (CT 0,4 mg·min/L), ma all’interno di biofilm può sopravvivere a concentrazioni di 50 mg/L per decine di minuti. La sensibilità a UV-C è elevata in sospensione, ridotta nei biofilm.

I trattamenti termici a 60 °C per 5 minuti inattivano la specie in fase planctonica; la prevenzione efficace richiede però manutenzione meccanica e chimica periodica delle reti e dei terminali.

Metodi analitici accreditati

Il riferimento è la norma ISO 16266:2006 — filtrazione su membrana, terreno CN-agar (cetrimide-acido nalidixico), conferma con osservazione di pigmenti, fluorescenza UV e produzione di ossidasi. Il laboratorio è accreditato ISO 17025 per questo metodo su acque destinate al consumo umano e acque sanitarie.

Per ricerca rapida si applica anche la ISO 16266-2:2018 (metodo MPN con substrato definito) e tecniche molecolari di tipizzazione (MLST, PFGE) per indagini epidemiologiche.

Normativa

Il D.Lgs. 18/2023 (Allegato I, Parte D) richiede assenza in 250 mL per acque trattate destinate alla preparazione o all’imbottigliamento. Per le acque calde sanitarie e per gli impianti di idromassaggio si fa riferimento alle Linee Guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Accordo Stato-Regioni 7/5/2015) e alle indicazioni delle ASL.

Le acque di piscina sono regolamentate dall’Accordo Stato-Regioni 16/01/2003: P. aeruginosa < 1 UFC/100 mL nelle acque di immissione in vasca.

Prevenzione e controllo

La prevenzione si basa su: progettazione idraulica corretta (no rami morti), mantenimento di temperature corrette nelle reti di acqua calda sanitaria (≥ 55 °C in distribuzione), manutenzione periodica di rubinetterie e riduttori di flusso, controllo del biofilm con disinfezioni programmate, uso di terminali con valvole anti-reflusso.

In caso di non conformità si interviene con disinfezione shock (cloro 50 mg/L o termica a 70 °C), sostituzione di terminali e guarnizioni, e nuova verifica analitica.

Metodi analitici

MetodoNormaLODLOQMatrice
Filtrazione su membrana – CN-agarISO 16266:20061 UFC/100 mL1 UFC/100 mLAcqua potabile, sanitaria, piscina
MPN substrato definitoISO 16266-2:2018< 1 MPN/100 mL1 MPN/100 mLAcqua sanitaria, acqua di piscina

Riferimenti normativi e metodologici

  • D.Lgs. 18/2023 — Allegato I, Parte D
  • ISO 16266:2006
  • ISO 16266-2:2018
  • Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (acque di piscina)

Avvertenza

Contenuto divulgativo e tecnico-normativo: NON sostituisce un parere medico o microbiologico clinico. In caso di sospetta esposizione o sintomi rivolgersi al proprio medico curante o alla ASL di competenza.

Ultimo aggiornamento: 2026-05-03