S.Pellegrino
S.Pellegrino, imbottigliata a San Pellegrino Terme (BG): residuo fisso 853 mg/L, solfati 401 mg/L, calcio 166 mg/L, sodio 30 mg/L, con anidride carbonica aggiunta.
Residuo fisso a 180 °C
853 mg/L
Classificazione: Mediominerale (D.Lgs. 176/2011)
- pH alla sorgente
- non indicato
- Durezza totale
- ≈ 62 °f*
- Sodio
- 30 mg/L
- Calcio
- 166 mg/L
- Magnesio
- 49,5 mg/L
- Bicarbonati
- 244 mg/L
- Solfati
- 401 mg/L
- Gas
- Frizzante (CO₂ aggiunta)
* Durezza calcolata da calcio e magnesio dichiarati (°f = Ca × 0,25 + Mg × 0,41), non riportata direttamente in etichetta.
Valori dichiarati e soglie del D.Lgs. 176/2011
- Sodio 30 mg/L, sopra i 20 mg/L: la dicitura "indicata per le diete povere di sodio" non è consentita.
- Calcio 166 mg/L, oltre i 150 mg/L della menzione "calcica".
- Solfati 401 mg/L, oltre i 200 mg/L della menzione "solfata".
Raggiungere una soglia non obbliga il produttore a usare la menzione: fa fede quanto riportato sull'etichetta. Come si legge l'etichetta di un'acqua minerale
Cosa dicono i numeri dell'etichetta
Con 853 mg/L di residuo fisso a 180 °C, S.Pellegrino cade nell'intervallo tra 500 e 1.500 mg/L. Per questa fascia il D.Lgs. 176/2011 non prevede una denominazione legale specifica: "mediominerale" è il termine d'uso comune, non una dicitura di legge.
Il tratto distintivo è l'equilibrio tra gli anioni: i solfati (401 mg/L) superano nettamente i bicarbonati (244 mg/L), mentre nelle altre acque di mineralizzazione simile di questa raccolta (Uliveto, Lete, Sangemini) prevalgono nettamente i bicarbonati. Un profilo solfato-calcico di questo tipo è in genere legato al contatto dell'acqua con rocce che contengono solfato di calcio.
Calcio (166 mg/L) e magnesio (49,5 mg/L) danno una durezza calcolata di circa 62 °f: un'acqua molto dura, che in una caldaia o in un bollitore lascerebbe calcare con facilità. Il magnesio si ferma appena sotto la soglia dei 50 mg/L oltre la quale un'acqua può dirsi "magnesiaca".
Sodio e gas: due dettagli da non confondere
Il sodio dichiarato è 30 mg/L. Supera i 20 mg/L previsti per la dicitura "indicata per le diete povere di sodio", che quindi non può comparire in etichetta. Per chi segue un regime iposodico su indicazione medica resta un apporto modesto rispetto a quello degli alimenti, ma va considerato nel conto giornaliero.
S.Pellegrino non è un'effervescente naturale: l'etichetta dichiara l'aggiunta di anidride carbonica in fase di imbottigliamento. È una differenza normativa precisa rispetto ad acque come Lete o Uliveto, dove il gas è già presente alla sorgente.
Confronto con le altre schede
Per residuo fisso è vicina a Lete (880 mg/L) e Sangemini (910 mg/L), ma la composizione è diversa: in quelle due acque prevalgono nettamente bicarbonati e calcio, mentre qui pesano i solfati. Sangemini, in particolare, ha quasi il doppio del calcio (310 mg/L) con un sodio più basso (19,9 mg/L).
E l'acqua del tuo rubinetto?
Per l'acqua di rete non c'è un'etichetta: residuo fisso, durezza, sodio e nitrati si conoscono solo dai dati del gestore o da un'analisi su un campione prelevato a casa. Se vuoi confrontarla con i valori di S.Pellegrino, trovi i parametri inclusi nell'analisi dell'acqua del rubinetto.
Fonti
Valori riscontrati su pagine ufficiali del produttore.
Domande correlate
Valori verificati il 2026-10-16 sulle fonti indicate. La composizione di un'acqua minerale varia nel tempo entro limiti ristretti: fa fede l'analisi stampata sul lotto, con la sua data. Le schede non sostituiscono il parere del medico. Riferimento normativo: D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176.