Da dove arriva e com'è l'acqua di La Spezia
Alla Spezia una domanda frequente riguarda il calcare su bollitori e lavatrici; un'altra, meno ovvia, è se il mare possa influire sull'acqua di casa. Entrambe le risposte partono dal sottosuolo. La fonte principale è la falda alluvionale del fiume Magra, cioè l'acqua contenuta nelle ghiaie e nelle sabbie della piana, alimentata in buona parte dalle infiltrazioni del fiume. Si preleva soprattutto nel Campo Pozzi di Fornola, sulla riva destra, con una ventina di pozzi profondi tra 24 e 37 metri; da lì passa per gallerie-serbatoio scavate nelle colline e arriva in città con una condotta principale. Le sorgenti della Val di Vara e della Riviera servono altri comuni, non il capoluogo.
Le ghiaie fanno già buona parte del lavoro di filtrazione: secondo i dati di Acam Acque riportati dalla stampa locale, la potabilizzazione è semplice e non richiede trattamenti complessi. Gli stessi dati, diffusi nel 2012-2013, indicano un residuo fisso intorno a 300-350 mg/L, tipico di un'acqua mediamente mineralizzata, e nitrati con medie storiche sotto i 5 mg/L, a fronte di un limite di legge di 50 mg/L. Sono numeri di oltre dieci anni fa, quindi per i valori aggiornati il riferimento resta il gestore; all'epoca il suo laboratorio dichiarava circa 2.800 campionamenti l'anno su fonti e rete, oltre ai controlli dell'autorità sanitaria.
In pratica quel residuo fisso significa un po' di calcare su rubinetterie ed elettrodomestici, senza conseguenze per la salute. Il fenomeno da conoscere è un altro: il cuneo salino. In estate, quando la portata del Magra cala, l'acqua di mare risale l'estuario. Uno studio dell'Università di Modena e Reggio Emilia, svolto con il gestore nel 2022-2023, ne ha individuato il limite attuale alla traversa di Romito, a circa 8,5 chilometri dalla costa. È una questione di lungo periodo, legata a siccità e cambiamento climatico, che rende conducibilità e cloruri i parametri da seguire nei periodi più secchi.
I controlli del gestore si riferiscono all'acqua consegnata al contatore. Negli edifici d'epoca del centro possono esserci ancora tubazioni datate e in molti condomini l'acqua passa da serbatoi o autoclavi, che possono cambiarne sapore, odore o contenuto di metalli. Per bere, cucinare e preparare pappe e biberon usa sempre il rubinetto dell'acqua fredda, mai quella del boiler, e falla scorrere dopo ore di ristagno; per le esigenze dei lattanti l'indicazione spetta al pediatra.
Il dato di rete descrive la falda del Magra, non le tubature del tuo palazzo. Con un'analisi dell'acqua del rubinetto misuri durezza, conducibilità, cloruri e metalli nel punto in cui bevi: prelevi il campione a casa con il kit e il laboratorio qualificato ti invia il rapporto di prova in 5-7 giorni. Per tradurre la durezza in indicazioni pratiche su calcare ed elettrodomestici puoi usare il calcolatore della durezza dell'acqua.