Da dove arriva e com'è l'acqua di Agrigento
Ad Agrigento i dubbi riguardano spesso meno la rete e più quello che succede dopo. L'acqua arriva a turni e può restare ferma in casa per giorni, e ci si chiede se sia ancora buona da bere, soprattutto quando in famiglia ci sono neonati. Per rispondere conviene partire da chi la distribuisce. AICA è la società pubblica costituita dai comuni della provincia e gestisce distribuzione, fognatura e depurazione. Quanta acqua potabile può mettere in rete dipende però in larga misura da quella che le vende all'ingrosso Siciliacque. Nel giugno 2026, in piena crisi idrica, Siciliacque ha concesso ad AICA una fornitura aggiuntiva per il mese.
Una delle fonti principali è il sistema del Fanaco, con l'invaso e il potabilizzatore gestiti da Siciliacque. Quando l'impianto si ferma, ai comuni agrigentini arriva meno acqua e i turni si allungano. Nel luglio 2026 è stato segnalato il suo ritorno in funzione, con una fornitura di nuovo regolare. Dal 2025 c'è anche il dissalatore di Porto Empedocle. Secondo la Regione Siciliana, l'impianto ha iniziato immettendo i primi 50 litri al secondo nel nodo di Villaseta, a servizio della città, e ha aumentato la produzione gradualmente nei giorni seguenti. Per chi beve è una fonte in più che riduce la dipendenza dagli invasi, ma da sola non ha eliminato i turni.
I turni per zona dipendono anche dalle forti perdite della rete cittadina, un problema richiamato più volte dalla Regione. Durante la crisi del 2026, in alcune zone si è arrivati ad aspettare fino a tredici giorni tra un turno e l'altro. Per questo molte abitazioni usano serbatoi e cisterne di accumulo, e la qualità al rubinetto dipende anche da come sono tenuti. L'acqua ferma a lungo in contenitori vecchi, esposti al sole o non puliti da tempo può perdere il cloro residuo e favorire la crescita di batteri. Serbatoi, autoclavi e tubazioni interne dell'edificio sono un tratto che il gestore non controlla, eppure incidono su quello che arriva nel bicchiere.
Per togliersi il dubbio si può analizzare un campione preso dal rubinetto, cioè a valle del serbatoio, controllando i parametri microbiologici e il cloro residuo. Il controllo è più utile se la cisterna è stata riempita con autobotti, se in casa ci sono neonati o se si usa un pozzo privato, per cui esiste l'analisi dell'acqua di pozzo. Il percorso è semplice: ordini il kit di autoprelievo, lo ricevi in 24-48 ore, prelevi a casa seguendo le istruzioni e lo rispedisci al laboratorio qualificato. Il rapporto di prova arriva in 5-7 giorni. Conviene annotare da quanto tempo l'acqua era ferma e quando il serbatoio è stato pulito l'ultima volta. Per l'acqua di rete si parte dall'analisi dell'acqua del rubinetto.