News · Salute pubblica
L'arsenico naturale resta una criticità per le acque di alcune aree vulcaniche italiane. Il monitoraggio 2026 conferma la centralità dei trattamenti e dei controlli a valle.
L'arsenico è un elemento naturalmente presente in molte falde italiane, in particolare nelle aree di origine vulcanica del Lazio, della Toscana meridionale e della Campania. Il monitoraggio 2026 conferma che, pur in un quadro generale di miglioramento grazie ai trattamenti installati negli ultimi anni, restano aree in cui i livelli si avvicinano o superano il valore di parametro di 10 µg/L previsto dalla normativa. Il quadro dei limiti di legge è consultabile nella scheda normativa del D.Lgs. 18/2023.
I gestori del servizio idrico nelle aree interessate hanno installato impianti di abbattimento (adsorbimento su ossidi di ferro, scambio ionico, coagulazione-filtrazione) che richiedono manutenzione e verifica costante. Il piano di sorveglianza prevede campionamenti periodici sia a monte sia a valle dei trattamenti, e nei punti rappresentativi dell'utenza.
Per chi vive in aree storicamente interessate è opportuno verificare i dati pubblicati dal proprio gestore e, in presenza di pozzi privati, eseguire un'analisi specifica dell'arsenico, con limiti di quantificazione coerenti con il valore di parametro. Nei casi di approvvigionamento da pozzo è fondamentale valutare anche eventuali trattamenti domestici, coerenti con i risultati analitici di partenza.
L'approfondimento sulle zone a rischio dell'alto Lazio, con i dati delle deroghe storiche e i profili analitici consigliati, è nell'articolo su arsenico nell'acqua del Lazio.
News · Salute pubblica
Continuano nel 2026 le attività di sorveglianza PFAS nelle aree del Veneto storicamente interessate dalla contaminazione delle falde, con un focus sui parametri introdotti dal D.Lgs. 18/2023.
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Il D.Lgs. 18/2023 introduce limiti obbligatori per le PFAS nell'acqua potabile. Gestori idrici, ARPA e privati devono adeguarsi alle nuove regole di monitoraggio europee.
News · Normativa
Con il D.Lgs. 18/2023 i parametri microbiologici obbligatori per le acque potabili si ampliano: l'ISS CeNSiA aggiorna le linee guida includendo Cryptosporidium, Giardia e Legionella per gli edifici prioritari, in linea con la Direttiva UE 2020/2184.