News · Salute pubblica
Arsenico nelle acque di aree vulcaniche: monitoraggio 2026
L'arsenico naturale resta una criticità per le acque di alcune aree vulcaniche italiane. Il monitoraggio 2026 conferma la centralità dei trattamenti e dei controlli a valle.
L'arsenico è un elemento naturalmente presente in molte falde italiane, in particolare nelle aree di origine vulcanica del Lazio, della Toscana meridionale e della Campania. Il monitoraggio 2026 conferma che, pur in un quadro generale di miglioramento grazie ai trattamenti installati negli ultimi anni, restano aree in cui i livelli si avvicinano o superano il valore di parametro di 10 µg/L previsto dalla normativa.
Da dove arriva l'arsenico
- Cessione naturale dalle rocce vulcaniche alle falde acquifere.
- Aree storicamente interessate: Tuscia, alcune zone del napoletano e del casertano, parti dell'Amiata.
- Variabilità stagionale legata alle dinamiche delle falde.
- Influenza di emungimenti e di siccità prolungate.
Come si gestisce
I gestori del servizio idrico nelle aree interessate hanno installato impianti di abbattimento (adsorbimento su ossidi di ferro, scambio ionico, coagulazione-filtrazione) che richiedono manutenzione e verifica costante. Il piano di sorveglianza prevede campionamenti periodici sia a monte sia a valle dei trattamenti, e nei punti rappresentativi dell'utenza.
Cosa può fare il cittadino
Per chi vive in aree storicamente interessate è opportuno verificare i dati pubblicati dal proprio gestore e, in presenza di pozzi privati, eseguire un'analisi specifica dell'arsenico, con limiti di quantificazione coerenti con il valore di parametro. Nei casi di approvvigionamento da pozzo è fondamentale valutare anche eventuali trattamenti domestici, coerenti con i risultati analitici di partenza.
Termini del glossario
Domande frequenti
L'arsenico nell'acqua è sempre di origine antropica?
Quale limite si applica?
I filtri domestici eliminano l'arsenico?
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