E. coli
Escherichia coli
Batterio Gram-negativo enterico, indicatore principe di contaminazione fecale recente nelle acque destinate al consumo umano. Limite di legge: 0 UFC/100 mL.
Dose infettante
Variabile: i ceppi enteroemorragici (es. O157:H7) possono causare malattia con meno di 100 cellule, mentre i ceppi non patogeni richiedono cariche molto maggiori.
Resistenza al cloro
Molto sensibile: inattivato da 0,2 mg/L di cloro libero residuo in pochi minuti.
Metodo analitico di riferimento
ISO 9308-1:2014/Amd 1:2016
Quadro sintetico
- Reservoir
- Intestino di esseri umani e animali a sangue caldo, liquami, suoli contaminati.
- Trasmissione
- Via oro-fecale tramite acqua o alimenti contaminati da feci.
- Sintomi
- Diarrea acquosa o emorragica, crampi addominali, nausea, talvolta sindrome emolitico-uremica (SEU) nei bambini per i ceppi STEC.
- Sensibilità a UV
- Inattivato a dosi UV di 5–10 mJ/cm² (riduzione di 4 log).
- Sensibilità al calore
- Distrutto a 70 °C in meno di un minuto; pastorizzazione a 60 °C per 30 minuti.
- Limite normativo
- D.Lgs. 18/2023, Allegato I, Parte A: 0 UFC/100 mL nelle acque destinate al consumo umano. Parametro microbiologico inderogabile.
Identità microbica
Escherichia coli è un bacillo Gram-negativo, asporigeno, anaerobio facoltativo, appartenente alla famiglia Enterobacteriaceae. Fa parte della normale flora intestinale dei mammiferi, dove svolge funzioni utili alla digestione e alla sintesi della vitamina K.
La specie comprende ceppi commensali innocui e ceppi patogeni, suddivisi in patotipi: enterotossigeni (ETEC), enteropatogeni (EPEC), enteroinvasivi (EIEC), enteroaggregativi (EAEC) ed enteroemorragici (EHEC/STEC), tra cui il sierotipo O157:H7 responsabile di gravi epidemie alimentari e idriche.
In ambito normativo italiano la sua presenza in acqua potabile è il principale indicatore di contaminazione fecale recente: la sua sopravvivenza nelle matrici idriche è limitata a giorni o settimane, quindi il riscontro implica un evento contaminativo recente o continuo.
Habitat e veicolo idrico
In natura E. coli si trova nelle feci, nei liquami, nei suoli contaminati e nelle acque superficiali interessate da scarichi civili o zootecnici. Non si moltiplica significativamente in acque pulite a basse temperature, ma sopravvive a lungo in ambienti freschi e umidi.
Le vie di contaminazione tipiche delle reti acquedottistiche e dei pozzi privati sono: infiltrazioni di liquami, rotture di rete con depressione, pozzi superficiali non protetti, fosse settiche vicine al captatore, dilavamento agricolo dopo eventi piovosi intensi, mancanza o malfunzionamento della disinfezione finale.
Trasmissione
La trasmissione idrica avviene per ingestione di acqua contaminata o per uso alimentare di acqua non potabile (lavaggio frutta, preparazione di ghiaccio, ricostituzione di alimenti per lattanti). La via primaria resta comunque oro-fecale.
Casi epidemici sono stati associati a piscine non clorate adeguatamente, parchi acquatici, fontanelle pubbliche e acquedotti rurali. La trasmissione interumana per contatto è documentata soprattutto per i ceppi STEC.
Dose infettante e sintomi
I ceppi STEC possono provocare malattia con poche decine di cellule; i ceppi ETEC richiedono dosi nell'ordine di 10^6–10^8. I sintomi compaiono dopo 1–10 giorni di incubazione: diarrea acquosa o sanguinolenta, crampi, vomito, febbre lieve.
La complicanza più temibile è la sindrome emolitico-uremica (SEU) da tossina Shiga, che può evolvere in insufficienza renale acuta nei bambini sotto i 5 anni e negli anziani. La diagnosi clinica richiede la conferma colturale e tipizzazione molecolare.
Resistenza ai disinfettanti
E. coli è uno dei batteri più sensibili ai disinfettanti utilizzati per la potabilizzazione: cloro libero (CT 0,3–0,4 mg·min/L per riduzione di 2 log a pH 7 e 5 °C), biossido di cloro, ozono e radiazione UV-C sono altamente efficaci.
La sensibilità ai trattamenti termici è elevata: la pastorizzazione e la cottura standard inattivano completamente la specie. La sopravvivenza in biofilm e la presenza di torbidità riducono però drasticamente l’efficacia disinfettante, motivo per cui in acqua potabile è obbligatorio mantenere sempre torbidità < 1 NTU.
Metodi analitici accreditati
Il riferimento internazionale è la norma ISO 9308-1:2014/Amd 1:2016 — filtrazione su membrana e crescita su terreno cromogeno (CCA), con conferma per indolo. Il metodo è accreditato ISO 17025 dal nostro laboratorio per acque destinate al consumo umano.
In alternativa la ISO 9308-2 (Most Probable Number) viene utilizzata per acque torbide o a bassa carica, mentre per ricerca di ceppi patogeni STEC si applica la real-time PCR per i geni stx1, stx2, eae secondo procedure interne validate.
Normativa
Il D.Lgs. 18/2023 (recepimento della Direttiva UE 2020/2184) fissa il valore di parametro a 0 UFC/100 mL in tutti i punti di consegna delle acque destinate al consumo umano. Il superamento comporta divieto immediato di utilizzo per uso potabile e obbligo di indagine e bonifica da parte del gestore.
Per le acque di piscina il D.M. 18/3/1996 e l’Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 prescrivono assenza di E. coli in 100 mL nell’acqua di immissione in vasca.
Prevenzione e controllo
Le misure preventive includono: protezione del captatore (pozzo, sorgente) da infiltrazioni superficiali, disinfezione continua con cloro residuo libero ≥ 0,2 mg/L, integrità della rete distributiva, manutenzione periodica delle cisterne e degli impianti, verifica analitica almeno annuale per il pozzo privato e secondo Piano di Sicurezza dell’Acqua per i grandi gestori.
In caso di non conformità si raccomanda la clorazione shock dell’impianto, il flushing della rete e una nuova analisi di verifica a distanza di almeno 48 ore. Per le abitazioni private è opportuno installare un sistema di disinfezione (UV o cloro) a valle del serbatoio.
Metodi analitici
| Metodo | Norma | LOD | LOQ | Matrice |
|---|---|---|---|---|
| Filtrazione su membrana – terreno cromogeno | ISO 9308-1:2014/Amd 1:2016 | 1 UFC/100 mL | 1 UFC/100 mL | Acqua potabile, di pozzo, di rete |
| MPN (Most Probable Number) | ISO 9308-2:2012 | < 1 MPN/100 mL | 1 MPN/100 mL | Acque torbide, acque superficiali |
| Real-time PCR (geni stx1/stx2/eae) | Procedura interna validata | 10 copie/reazione | 50 copie/reazione | Acqua, alimenti, campioni clinici |
Riferimenti normativi e metodologici
- D.Lgs. 18/2023 — Allegato I, Parte A
- ISO 9308-1:2014/Amd 1:2016
- ISO 9308-2:2012
- Standard Methods for the Examination of Water and Wastewater, 23rd ed., method 9223
Avvertenza
Contenuto divulgativo e tecnico-normativo: NON sostituisce un parere medico o microbiologico clinico. In caso di sospetta esposizione o sintomi rivolgersi al proprio medico curante o alla ASL di competenza.
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03