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Piscina pubblicaLombardia · 2024

Piscina pubblica in Lombardia: cloramine fuori controllo e superclorazione programmata

Settore
Piscina pubblica
Regione
Lombardia
Anno
2024
Durata progetto
8 settimane (indagine → intervento → monitoraggio)

La sfida

Una piscina pubblica coperta in provincia di Bergamo ha registrato un aumento delle segnalazioni di irritazioni oculari e respiratorie da parte degli utenti, in particolare durante i corsi pomeridiani di nuoto per bambini. Il gestore ha contattato il laboratorio per inquadrare il problema con dati misurati e definire una strategia correttiva, in coordinamento con il responsabile sanitario.

L'approccio analitico

Piano di campionamento giornaliero per due settimane con prelievo a tre orari (apertura, picco frequenza, chiusura) e analisi di cloro libero, cloro combinato (cloramine), pH, urea, ossidabilità al permanganato e parametri microbiologici (carica batterica eterotrofa, Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus) secondo l'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 sui requisiti delle piscine.

I risultati delle analisi

Cloro combinato compreso tra 0,9 e 1,4 mg/L, sopra il limite di 0,4 mg/L raccomandato per la prevenzione dell'esposizione a cloramine. Cloro libero costantemente nei limiti (1,0-1,4 mg/L). Urea a 2,8 mg/L, indicatore di elevato carico organico introdotto dai bagnanti. Microbiologia conforme. Il quadro indicava un eccesso di precursori organici (sudore, sebo, residui cosmetici) non bilanciato da un sufficiente ricambio idrico.

Le azioni intraprese

Superclorazione programmata fuori orario di apertura (cloro libero portato a 10 mg/L per 12 ore) per la rottura delle cloramine, aumento del ricambio idrico giornaliero da 30 a 50 litri per bagnante, miglioramento della ventilazione meccanica della sala vasca, rafforzamento della procedura di doccia obbligatoria pre-balneazione e formazione del personale sui controlli orari.

L'esito post-intervento

Dopo 4 settimane il cloro combinato è sceso stabilmente sotto 0,4 mg/L su tutti i prelievi, con valori medi attorno a 0,25 mg/L. Le segnalazioni di irritazioni oculari sono cessate. Il gestore ha integrato il piano di autocontrollo con un controllo settimanale di urea e cloro combinato e mensile dei parametri microbiologici.

Contesto

L'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 fissa i requisiti igienico-sanitari delle piscine in Italia, definendo intervalli per pH (6,5-7,5), cloro libero (0,7-1,5 mg/L), cloro combinato (≤ 0,4 mg/L raccomandato), torbidità, ossidabilità al permanganato e parametri microbiologici. Le normative regionali possono integrare ulteriormente questi requisiti.

Le cloramine (cloro combinato) si formano per reazione del cloro libero con composti organici azotati introdotti dai bagnanti (sudore, urina, residui cosmetici). Sono i principali responsabili del classico odore di cloro percepito in piscina, delle irritazioni oculari e respiratorie e di episodi cronici di asma occupazionale tra bagnini e personale.

Problema iniziale

L'aumento delle segnalazioni di irritazioni oculari da parte di genitori e atleti dei corsi serali è stato il segnale di un disequilibrio chimico dell'acqua di vasca. Il gestore aveva inizialmente provato ad aumentare il cloro libero, peggiorando la situazione: l'aumento del cloro libero in presenza di alti livelli di precursori organici amplifica la formazione di cloramine.

Approccio analitico

Il piano di campionamento ha previsto prelievi giornalieri per due settimane in tre orari (apertura, ora di massima frequenza, chiusura), per documentare l'evoluzione del cloro combinato e dei suoi precursori durante la giornata. Sono stati misurati: cloro libero e combinato (DPD), pH (potenziometrico), urea (metodo enzimatico), ossidabilità al permanganato (UNI EN ISO 8467) e microbiologia di base.

L'urea è stata aggiunta come indicatore specifico del carico organico introdotto dai bagnanti, perché correla con il rispetto della doccia obbligatoria e con il ricambio idrico effettivo.

Risultati delle analisi

Il cloro libero è risultato costantemente nei limiti, con valori compresi tra 1,0 e 1,4 mg/L. Il cloro combinato ha invece mostrato valori compresi tra 0,9 e 1,4 mg/L: oltre il doppio del limite raccomandato di 0,4 mg/L. L'urea ha raggiunto 2,8 mg/L, valore significativamente alto e indicativo di un carico organico elevato non bilanciato dal ricambio idrico.

I parametri microbiologici sono risultati conformi su tutti i prelievi, escludendo problematiche di disinfezione insufficiente e confermando che il problema era di natura chimica.

Interventi attuati

L'intervento principale è stato una superclorazione programmata fuori orario di apertura: cloro libero portato a 10 mg/L per 12 ore consecutive, allo scopo di rompere il legame delle cloramine e ripristinare il cloro libero attivo. Parallelamente è stato aumentato il ricambio idrico giornaliero da 30 a 50 litri per bagnante, in linea con le raccomandazioni delle migliori pratiche europee.

Sono stati eseguiti interventi tecnici sulla ventilazione meccanica della sala vasca per migliorare l'estrazione delle cloramine volatili in fase aerea. È stata rafforzata la procedura di doccia obbligatoria pre-balneazione, principale fonte di riduzione del carico organico introdotto. Il personale tecnico è stato formato sul controllo orario di pH, cloro libero e cloro combinato durante l'apertura.

Verifica post-intervento

Dopo 4 settimane di applicazione del nuovo protocollo, il cloro combinato è sceso stabilmente sotto 0,4 mg/L in tutti i prelievi giornalieri, con valori medi attorno a 0,25 mg/L. Le segnalazioni degli utenti sulle irritazioni oculari sono cessate, riportando la frequentazione su livelli normali.

Il piano di autocontrollo è stato aggiornato includendo un controllo settimanale di urea e cloro combinato (oltre al monitoraggio orario di legge per cloro libero, pH e temperatura) e un controllo mensile dei parametri microbiologici e dell'ossidabilità.

Lezioni apprese

Il cloro libero entro i limiti non è garanzia di acqua confortevole: il vero indicatore di qualità chimica per gli utenti è il cloro combinato.

Aumentare il cloro libero senza ridurre i precursori organici peggiora il problema invece di risolverlo.

Misurare l'urea è uno strumento gestionale efficace per valutare l'aderenza alla procedura di doccia obbligatoria e l'adeguatezza del ricambio idrico.

«Avere dati misurati ogni giorno per due settimane ci ha permesso di capire che il problema non era il cloro libero, come pensavamo, ma il combinato. È cambiato completamente il modo di gestire l'impianto.»

Direzione tecnica di una piscina pubblica coperta in provincia di Bergamo

Privacy e anonimizzazione

Cliente anonimizzato per pieno rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). I dati numerici e le caratteristiche dell'impianto descritti sono rappresentativi di un intervento tipico realmente eseguito dal laboratorio: nessuna identificazione del cliente è possibile.

FAQ correlate

Aggiornato al 2026-05-03.