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News · Salute pubblica

Legionella: nuove linee guida ISS per RSA e strutture sanitarie

Aggiornate nel 2026 le indicazioni operative dell'Istituto Superiore di Sanità per la gestione del rischio Legionella nelle RSA e nelle strutture sanitarie.

Dott. Microbiologia delle acque1 min lettura

Le RSA e le strutture sanitarie sono ambienti a maggiore vulnerabilità rispetto al rischio Legionella, sia per la fragilità degli ospiti sia per la complessità degli impianti idrici e di aerosolizzazione. Il 2026 porta un aggiornamento delle linee guida nazionali, con un'integrazione tra le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità e gli obblighi del D.Lgs. 18/2023 sulla sorveglianza degli edifici prioritari.

I punti chiave delle nuove indicazioni

  • Estensione della valutazione del rischio Legionella a tutta la struttura, comprese le aree comuni.
  • Definizione di una mappatura completa dei punti di erogazione e dei dispositivi di aerosolizzazione.
  • Frequenze di campionamento differenziate per zone a rischio (camere di degenza, reparti immunocompromessi).
  • Procedure documentate per le azioni correttive (shock termico, iperclorazione, sostituzione di componenti).

Il ruolo del DVR

La valutazione del rischio Legionella si integra con il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Le nuove linee guida ribadiscono la necessità di una visione integrata, con responsabilità chiare tra direzione sanitaria, responsabile della sicurezza e gestore degli impianti tecnici.

Cosa cambia per i laboratori

I laboratori a supporto delle RSA devono garantire metodi di prova coerenti con quanto previsto dalle norme tecniche più recenti, tempi di risposta rapidi in caso di non conformità e capacità di interagire con le strutture per supportare la gestione delle azioni correttive.

Termini del glossario

Domande frequenti

Con quale frequenza fare le analisi Legionella in una RSA?

La frequenza dipende dalla tipologia dei reparti e dal livello di rischio individuato nella valutazione. In linea di massima, almeno semestralmente nei punti rappresentativi, con frequenze più strette nelle aree a maggior rischio.

In quali punti vanno fatti i prelievi?

Punti di erogazione come docce e rubinetti delle camere di degenza, terminali distali della rete, serbatoi di accumulo, dispositivi di aerosolizzazione (umidificatori, vasche idromassaggio).

Cosa fare in caso di positività?

Si attivano azioni correttive proporzionate al livello di carica, con bonifica termica o chimica, ricampionamento e revisione della valutazione del rischio. Le linee guida forniscono soglie di intervento aggiornate.

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