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Il prelievo per Legionella ha regole specifiche: punti distali, contenitori dedicati, tempi rapidi. Ecco la procedura corretta in 9 passaggi.
Il prelievo per la ricerca di Legionella è uno dei più delicati: la procedura non è quella standard delle analisi microbiologiche delle acque potabili, e seguirla in modo corretto è la condizione per ottenere risultati realmente rappresentativi del rischio reale per l'utente. Il riferimento tecnico è la norma UNI EN ISO 11731 per il rilevamento e il conteggio di Legionella, integrata dalle Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Accordo Stato-Regioni 2015).
La logica è opposta a quella del prelievo per la potabilità. Nell'acqua potabile si flussa per 2-3 minuti perché interessa l'acqua della rete, non quella stagnante nel terminale. Nella ricerca di Legionella interessa proprio l'acqua a contatto con il biofilm del terminale, perché è lì che si concentra il rischio di esposizione dell'utente attraverso l'aerosol di docce e rubinetti.
I punti di campionamento non si scelgono a caso: derivano dalla valutazione del rischio della struttura e dalla mappatura della rete idrica. Vanno privilegiati i terminali distali (docce e rubinetti delle camere più lontane dalla centrale termica), i serbatoi di accumulo, i punti subito a valle dei trattamenti termici e ogni dispositivo che genera aerosol.
Particolare attenzione meritano i tratti morti (rami della rete poco o mai utilizzati), gli accumuli prolungati e i punti dove la temperatura dell'acqua calda scende sotto i 50 °C o quella fredda supera i 20 °C: sono le condizioni che favoriscono la proliferazione. La scelta dei punti deve essere coerente con il Water Safety Plan della struttura.
Dopo il prelievo, i campioni vanno mantenuti refrigerati a 2-8 °C ed evitando il congelamento, che danneggerebbe le cellule batteriche. La consegna al laboratorio deve avvenire entro 24 ore: oltre questo termine il dato perde rappresentatività perché la carica può variare durante il trasporto.
Ogni campione va etichettato con punto di prelievo, temperatura misurata a flusso libero, data e ora, presenza o assenza di soffione o frangiflusso ed eventuali trattamenti in atto. Il modulo di campionamento, che documenta punti, operatori e condizioni, è parte integrante della tracciabilità del piano di sorveglianza. Per inquadrare gli obblighi complessivi delle strutture ricettive è utile la guida agli obblighi Legionella per hotel; per richiedere il servizio vedi la pagina analisi Legionella.
Ognuno di questi errori può portare a un risultato non rappresentativo: un falso negativo lascia il rischio non presidiato, un falso positivo genera interventi e costi non necessari. La cura del prelievo è quindi parte integrante della valutazione del rischio, non un dettaglio operativo. Per impostare correttamente il piano nel suo complesso, vedi la guida su come depositare la valutazione del rischio Legionella.
Vale la pena ricordare che il campionamento per Legionella va sempre eseguito da personale formato e nel rispetto del piano di sorveglianza: l'improvvisazione produce dati inaffidabili. Il laboratorio fornisce flaconi adeguati, istruzioni e modulistica, ma la rappresentatività del prelievo dipende anche dalla disciplina con cui vengono rispettati punti, tempi e condizioni stabiliti nella valutazione del rischio.
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