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Virus

Rotavirus

Rotavirus A

Virus a RNA segmentato della famiglia Reoviridae, principale causa di gastroenterite acuta nei bambini sotto i 5 anni. Trasmissione oro-fecale, anche idrica.

Dose infettante

Estremamente bassa: 10–100 particelle virali.

Resistenza al cloro

Resistente alla clorazione standard: CT 5–10 mg·min/L per 2 log.

Metodo analitico di riferimento

ISO 15216-1:2017 (adattata)

Quadro sintetico

Reservoir
Esclusivamente umano per Rotavirus A; reservoir animali per altri gruppi.
Trasmissione
Oro-fecale, idrica, alimentare, da contatto.
Sintomi
Vomito improvviso, diarrea acquosa, febbre, disidratazione rapida soprattutto nei bambini sotto i 2 anni.
Sensibilità a UV
Sensibile: 25–35 mJ/cm² per 4 log.
Sensibilità al calore
Inattivato a 50 °C per 30 minuti; bollitura efficace.
Limite normativo
Non incluso nei parametri di routine del D.Lgs. 18/2023; ricerca attivata in valutazione del rischio per acque superficiali e in indagini epidemiologiche.

Identità microbica

I rotavirus sono virus a RNA a doppio filamento segmentato, privi di envelope, di forma icosaedrica con triplo capside (60–80 nm). Sono classificati in 9 gruppi (A–I), di cui A è di gran lunga il più rilevante in patologia umana, soprattutto pediatrica.

La replicazione avviene negli enterociti del piccolo intestino. L’escrezione virale è massiva: fino a 10¹² particelle per grammo di feci.

Habitat e veicolo idrico

I rotavirus contaminano acque reflue, acque superficiali, acque marine costiere e ortaggi irrigati con acqua non sicura. Sopravvivono settimane in acqua a basse temperature.

La trasmissione idrica è documentata in numerose epidemie, in particolare da pozzi superficiali e acquedotti rurali con disinfezione inadeguata.

Trasmissione

La via principale è oro-fecale, per ingestione di acqua o alimenti contaminati e contatto interpersonale. Le mani contaminate giocano un ruolo importante nella diffusione in comunità (asili, RSA, ospedali pediatrici).

L’aerosolizzazione di particelle virali è documentata e può contribuire a episodi epidemici.

Dose infettante e sintomi

La dose infettante è estremamente bassa: 10–100 particelle virali. L’incubazione è di 1–3 giorni. I sintomi tipici sono vomito improvviso, diarrea acquosa profusa, febbre, dolore addominale, disidratazione rapida.

Nei bambini sotto i 2 anni e negli anziani la disidratazione può essere severa e richiedere ospedalizzazione. La mortalità globale è elevata in paesi a basso reddito; in Italia è bassa grazie alla disponibilità di reidratazione e vaccino.

Resistenza ai disinfettanti

I rotavirus sono moderatamente resistenti al cloro libero: CT 5–10 mg·min/L per 2 log a pH 7. Il biossido di cloro è più efficace. La radiazione UV-C richiede dosi elevate (25–35 mJ/cm² per 4 log) per la limitata produzione di dimeri nell’RNA virale.

L’ozonizzazione è altamente efficace (CT 0,5 mg·min/L). I trattamenti termici sono efficaci a 50 °C per 30 minuti; la bollitura è completamente sterilizzante.

Metodi analitici accreditati

L’analisi prevede concentrazione di grandi volumi (10–1000 L) tramite filtri elettropositivi o ultrafiltrazione, eluizione, secondo concentratore (PEG, organic flocculation), estrazione di acidi nucleici e detection per real-time RT-PCR (riferimento ISO 15216-1:2017 per virus enterici).

Sono inoltre disponibili tecniche di immunoelettromicroscopia, ELISA per antigeni virali, e tipizzazione genetica G/P per indagini epidemiologiche.

Normativa

Il D.Lgs. 18/2023 introduce nei parametri ulteriori la valutazione del rischio per virus enterici nelle acque destinate al consumo umano. La WHO classifica i rotavirus tra le priorità di sorveglianza per le acque potabili.

In Italia il vaccino rotavirus è incluso nel Calendario Vaccinale Nazionale dal 2017 e ha drasticamente ridotto i ricoveri pediatrici.

Prevenzione e controllo

Le misure preventive includono: vaccinazione pediatrica, igiene delle mani, disinfezione adeguata dell’acqua, depurazione efficace dei reflui, controllo della catena alimentare, isolamento precauzionale dei pazienti in ospedale.

Nelle aree con acque superficiali a rischio è raccomandato l'utilizzo di trattamenti multipli (filtrazione spinta + UV + cloro) per garantire abbattimento adeguato dei virus.

Metodi analitici

MetodoNormaLODLOQMatrice
Concentrazione e RT-PCR virus entericiISO 15216-1:2017 (adattata)10 copie/L50 copie/LAcqua potabile, superficiale, reflua
ELISA antigene rotavirusProcedura interna validataqualitativoqualitativoFeci, acqua concentrata

Riferimenti normativi e metodologici

  • D.Lgs. 18/2023 — Allegato II, Parte D
  • ISO 15216-1:2017
  • WHO Guidelines for Drinking-Water Quality, 4th edition
  • Calendario Vaccinale Nazionale 2023-2025

Avvertenza

Contenuto divulgativo e tecnico-normativo: NON sostituisce un parere medico o microbiologico clinico. In caso di sospetta esposizione o sintomi rivolgersi al proprio medico curante o alla ASL di competenza.

Ultimo aggiornamento: 2026-05-03