Norovirus
Norovirus (Norwalk-like virus)
Virus a RNA della famiglia Caliciviridae, principale causa al mondo di gastroenterite epidemica. Estremamente contagioso, frequentemente trasmesso da acqua e alimenti.
Dose infettante
Estremamente bassa: 10–100 particelle virali sono sufficienti.
Resistenza al cloro
Resistente: CT 4–8 mg·min/L per 2 log a pH 7.
Metodo analitico di riferimento
ISO 15216-1:2017
Quadro sintetico
- Reservoir
- Esclusivamente umano.
- Trasmissione
- Oro-fecale, idrica, alimentare (frutti di mare, vegetali, ghiaccio), aerosol da vomito.
- Sintomi
- Esordio improvviso con vomito, diarrea, crampi, nausea, febbre lieve; durata 24–72 ore.
- Sensibilità a UV
- Sensibile: 20–30 mJ/cm² per 4 log.
- Sensibilità al calore
- Inattivato a 60 °C per 30 minuti; bollitura efficace.
- Limite normativo
- Non incluso nei parametri di routine del D.Lgs. 18/2023; ricerca attivata in valutazione del rischio e in indagini epidemiologiche.
Identità microbica
I norovirus sono virus a RNA a singolo filamento positivo, privi di envelope, icosaedrici, di 27–35 nm. Appartengono alla famiglia Caliciviridae, genere Norovirus, suddivisi in 10 genogruppi (GI–GX) di cui GI, GII e GIV infettano l’uomo. Il genotipo GII.4 è dominante nelle epidemie globali.
La replicazione in vitro è stata ottenuta solo recentemente in organoidi intestinali; lo studio era storicamente basato su volontari umani e tecniche molecolari.
Habitat e veicolo idrico
I norovirus contaminano acque reflue, acque superficiali e marine costiere. Sono concentrati nei mitili (cozze, ostriche, vongole) per filtrazione, e rappresentano la principale causa di tossinfezioni alimentari da molluschi.
Le epidemie idriche sono documentate da pozzi superficiali, acquedotti contaminati da eventi di piena, ghiaccio e acque ricreative.
Trasmissione
La trasmissione è oro-fecale e per aerosol da vomito. La capacità di sopravvivere su superfici per giorni e l'estrema infettività (10–100 particelle) favoriscono epidemie esplosive in ambienti chiusi: navi da crociera, asili, RSA, ospedali, ristoranti.
Gli alimenti più frequentemente coinvolti sono molluschi crudi, frutta e ortaggi, acqua e ghiaccio non controllati.
Dose infettante e sintomi
La dose infettante è di 10–100 virioni. L’incubazione è breve (12–48 ore). Sintomi tipici: vomito improvviso e profuso, diarrea acquosa, crampi addominali, nausea, talora febbre lieve. Durata 24–72 ore.
L’escrezione virale può continuare per 2–3 settimane dopo la guarigione, sostenendo la trasmissione. Negli immunodepressi può essere prolungata fino a mesi.
Resistenza ai disinfettanti
I norovirus sono fra i virus più resistenti ai disinfettanti chimici. Cloro libero richiede CT di 4–8 mg·min/L per 2 log, biossido di cloro è più efficace. UV-C richiede 20–30 mJ/cm² per 4 log; ozonizzazione è altamente efficace.
In ambienti sanitari ed alimentari si raccomandano ipoclorito al 1000 ppm per superfici, disinfettanti a base di acido perossiacetico o composti fenolici. Gli alcoli sono poco efficaci.
Metodi analitici accreditati
Il riferimento per la ricerca in alimenti (in particolare molluschi) è la norma ISO 15216-1:2017 (real-time RT-PCR quantitativa per genogruppi GI e GII). La stessa metodica viene applicata in modo adattato a campioni di acqua dopo concentrazione di grandi volumi.
L’analisi richiede laboratori specializzati e procedure rigorose di controllo qualità (controlli interni, externals quality assessment) per evitare contaminazioni e false positività.
Normativa
Il D.Lgs. 18/2023 prevede valutazione del rischio per virus enterici. Il Reg. CE 2073/2005 (modificato dal Reg. UE 2017/1981) prescrive controlli su molluschi bivalvi vivi destinati al consumo crudo.
In Italia è obbligatoria la notifica delle gastroenteriti epidemiche e i casi di tossinfezione alimentare.
Prevenzione e controllo
Le misure preventive includono: igiene delle mani con acqua e sapone, esclusione dei lavoratori sintomatici da attività di preparazione alimentare e cura, disinfezione delle superfici con ipoclorito, cottura accurata dei molluschi, controllo microbiologico di acque e alimenti.
In contesti di epidemia: isolamento dei casi, pulizia con cloro 1000 ppm, ventilazione, comunicazione del rischio a operatori sanitari e popolazione.
Metodi analitici
| Metodo | Norma | LOD | LOQ | Matrice |
|---|---|---|---|---|
| Real-time RT-PCR norovirus GI/GII | ISO 15216-1:2017 | 10 copie/g (alimenti) | 50 copie/g | Molluschi, vegetali, acqua |
| Concentrazione virus su acqua + RT-PCR | Procedura interna validata | 10 copie/L | 50 copie/L | Acqua potabile, superficiale, reflua |
Riferimenti normativi e metodologici
- D.Lgs. 18/2023 — Allegato II, Parte D
- ISO 15216-1:2017
- Reg. CE 2073/2005 e Reg. UE 2017/1981
- WHO Guidelines for Drinking-Water Quality, 4th edition
Avvertenza
Contenuto divulgativo e tecnico-normativo: NON sostituisce un parere medico o microbiologico clinico. In caso di sospetta esposizione o sintomi rivolgersi al proprio medico curante o alla ASL di competenza.
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03