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Protozoo

Giardia

Giardia duodenalis (lamblia / intestinalis)

Protozoo flagellato intestinale, agente della giardiasi. Le cisti resistono parzialmente al cloro e richiedono filtrazione e UV per essere abbattute.

Dose infettante

Bassa: 10–25 cisti possono causare infezione.

Resistenza al cloro

Resistenza moderata: CT 30–80 mg·min/L per 2 log a pH 7 e 5 °C.

Metodo analitico di riferimento

US EPA Method 1623.1

Quadro sintetico

Reservoir
Intestino di umani, cani, gatti, castori, ruminanti; acque superficiali contaminate.
Trasmissione
Oro-fecale tramite acqua, alimenti, contatto interpersonale e con animali.
Sintomi
Diarrea cronica, steatorrea, malassorbimento, dolore addominale, perdita di peso, flatulenza.
Sensibilità a UV
Sensibile: 5–10 mJ/cm² per inattivazione di 3 log.
Sensibilità al calore
Inattivata a 70 °C per 10 minuti; bollitura efficace in 1 minuto.
Limite normativo
D.Lgs. 18/2023, Allegato II, Parte D: parametro ulteriore da considerare in valutazione del rischio. Linee guida WHO: target di riduzione ≥ 3 log.

Identità microbica

Giardia duodenalis (sin. G. lamblia, G. intestinalis) è un protozoo flagellato che parassita il duodeno e il digiuno prossimale. La forma vegetativa (trofozoita) è bilateralmente simmetrica con quattro paia di flagelli; la forma di resistenza è la cisti, ovoidale, 8–14 µm, contenente quattro nuclei.

Sono riconosciuti otto assemblaggi genetici (A–H), di cui A e B infettano l’uomo. Le cisti sopravvivono settimane o mesi in acqua fredda.

Habitat e veicolo idrico

Le cisti sono escrete con le feci di umani, cani, gatti, castori e ruminanti, contaminando acque superficiali e sotterranee non protette. La loro dimensione consente l’abbattimento meccanico tramite filtri da 1–10 µm.

Sono frequentemente associate a epidemie idriche da pozzi superficiali, sorgenti non protette, acquedotti che utilizzano acqua di lago o fiume senza filtrazione adeguata.

Trasmissione

La trasmissione idrica è la più rilevante in salute pubblica. Anche la trasmissione interumana (asili, comunità) e zoonotica (cani, ruminanti) è documentata. La via alimentare è secondaria.

Le piscine non adeguatamente filtrate possono essere veicolo di trasmissione, soprattutto in presenza di bambini con incidenti fecali.

Dose infettante e sintomi

La dose infettante è bassa: 10–25 cisti causano malattia clinica. L’incubazione è di 1–3 settimane. I sintomi tipici sono diarrea cronica intermittente, steatorrea, malassorbimento, dolore addominale, flatulenza e perdita di peso.

Nei bambini la giardiasi cronica può causare ritardo di crescita; negli immunodepressi può diventare grave. La diagnosi si basa su microscopia delle feci, ELISA per antigeni o PCR.

Resistenza ai disinfettanti

Le cisti sono moderatamente resistenti al cloro libero: per riduzione di 2 log occorrono CT di 30–80 mg·min/L (15–40 volte più di E. coli). Sono molto sensibili a UV (5–10 mJ/cm² per 3 log) e a ozono (CT 0,5–1 mg·min/L).

La filtrazione meccanica è il trattamento più efficace: la dimensione di 8–14 µm consente abbattimento completo con filtri a sabbia ben gestiti, ultrafiltrazione e microfiltrazione.

Metodi analitici accreditati

I metodi di riferimento sono identici a quelli di Cryptosporidium: US EPA Method 1623.1 e ISO 15553:2006 — concentrazione di grandi volumi su filtro o cartuccia, separazione immunomagnetica, identificazione mediante immunofluorescenza con anticorpi monoclonali specifici.

Per la tipizzazione molecolare si applicano PCR sui geni gdh, tpi e bg con sequenziamento per definire l’assemblaggio.

Normativa

Giardia è inclusa nei parametri ulteriori del D.Lgs. 18/2023 da valutare in funzione del rischio del sistema di approvvigionamento. È prioritaria nei sistemi che utilizzano acque superficiali o sorgenti vulnerabili.

La WHO raccomanda una riduzione complessiva del trattamento di ≥ 3 log per le acque superficiali.

Prevenzione e controllo

Le misure preventive comprendono: protezione delle fonti, filtrazione spinta, disinfezione UV, monitoraggio della torbidità, educazione sanitaria sulla manipolazione dell’acqua nei viaggi e in attività outdoor.

Per piscine e parchi acquatici: filtrazione efficace, esclusione di nuotatori sintomatici, doccia obbligatoria, gestione tempestiva degli incidenti fecali.

Metodi analitici

MetodoNormaLODLOQMatrice
Concentrazione/IMS – ImmunofluorescenzaUS EPA Method 1623.11 cisti/10 L1 cisti/10 LAcqua potabile, superficiale
Filtrazione e detection ISOISO 15553:20061 cisti/10 L1 cisti/10 LAcqua potabile, superficiale

Riferimenti normativi e metodologici

  • D.Lgs. 18/2023 — Allegato II, Parte D
  • US EPA Method 1623.1
  • ISO 15553:2006
  • WHO Guidelines for Drinking-Water Quality, 4th edition

Avvertenza

Contenuto divulgativo e tecnico-normativo: NON sostituisce un parere medico o microbiologico clinico. In caso di sospetta esposizione o sintomi rivolgersi al proprio medico curante o alla ASL di competenza.

Ultimo aggiornamento: 2026-05-03