Da dove arriva e com'è l'acqua di Perugia
Chi vive a Perugia nota spesso che il calcare cambia da una casa all'altra, e si chiede se le notizie sui PFAS riguardino anche la città. Tutto parte da un fatto: l'acqua perugina non ha un'unica origine. Una parte scende dalle sorgenti appenniniche. Quella di Scirca, tra Costacciaro e Sigillo, arriva con un acquedotto degli anni Trenta lungo circa 45 chilometri, che termina al serbatoio di Sant'Angelo; a questa si aggiunge lo storico acquedotto di Bagnara, presso Nocera Umbra. Il resto è acqua di falda della pianura, soprattutto del campo pozzi di Petrignano, vicino ad Assisi.
Le due fonti non si assomigliano. Le sorgenti danno acque bicarbonato-calciche, che scorrono in rocce calcaree. La falda di Petrignano in passato ha risentito di nitrati e composti organici volatili, e passa da un trattamento prima della distribuzione. Per chi beve significa che durezza e mineralizzazione possono variare tra quartieri, o tra centro e frazioni, secondo la fonte che prevale. Il gestore, Umbra Acque, è una società mista pubblico-privata attiva in 38 comuni umbri per circa 500.000 abitanti.
Sui PFAS il quadro è rassicurante: a gennaio 2025 Umbra Acque ha definito l'acqua del rubinetto di Perugia sicura e di qualità, precisando che i controlli Arpa dal 2018 non avevano rilevato queste sostanze nell'acqua distribuita. Il tema resta attuale perché la normativa europea sulle acque potabili introduce limiti specifici. Per i valori della tua rete il riferimento è il portale L'acqua che bevo, creato da Regione Umbria, Arpa, aziende sanitarie e Autorità idrica, con i risultati divisi per acquedotto.
Quei numeri però si fermano al contatore. In case e condomini con tubazioni datate, autoclavi o serbatoi di accumulo possono comparire ristagni, sedimenti o metalli ceduti dai tubi, che le analisi della rete non vedono. Il dato del tuo acquedotto descrive la rete: solo un campione preso dal tuo rubinetto descrive l'acqua che bevi. Se in casa c'è un neonato, per il latte usa acqua fredda lasciata scorrere qualche istante.
Prima di installare un addolcitore o cambiare abitudini conviene misurare: durezza, nitrati e metalli al punto d'uso rispondono ai dubbi più comuni. Con l'analisi dell'acqua del rubinetto ricevi il kit in 24-48 ore, prelevi il campione a casa seguendo le istruzioni e lo rispedisci al laboratorio qualificato: il rapporto di prova arriva in 5-7 giorni. Per una prima idea sul calcare puoi partire dal calcolatore della durezza dell'acqua.