Da dove arriva e com'è l'acqua di Aosta
Molti immaginano che ad Aosta si beva solo acqua scesa dai ghiacciai. In realtà buona parte di quella che esce dal rubinetto è acqua di falda. L'acquedotto preleva da sette pozzi nella piana, tra cui Montfleury, Solarolo, Giardini e Prato Fiera, e usa anche la sorgente di Entrebin. Il rapporto comunale sulla qualità dell'acqua ricorda che gran parte della risorsa va sollevata con elettropompe: per questo le perdite di rete pesano molto sui costi del servizio.
Dal 1° gennaio 2025 il servizio è affidato a SEV, società in house del Consorzio BIM della Dora Baltea, l'ente di governo del servizio idrico in Valle d'Aosta. A SEV spettano i controlli interni sull'acqua distribuita; le ordinanze di bollitura o di non potabilità restano invece al sindaco. Il rapporto pubblicato dal Comune si presenta anche come anticipazione del Piano di Sicurezza dell'Acqua, lo strumento che valuta i rischi lungo tutta la filiera, dalla captazione al rubinetto.
L'episodio che molti ricordano è dell'estate 2026. Il 27 agosto l'ordinanza n. 389 ha imposto la bollitura precauzionale in diverse zone: le analisi avevano trovato Escherichia coli, enterococchi intestinali e batteri coliformi oltre i limiti nel pozzo di Montfleury, in alcuni serbatoi (tra cui Pont d'Avisod, Excenex e Arpuilles) e in alcuni punti di prelievo. L'obbligo è caduto il 1° settembre per l'area servita dalla stazione di rilancio di Beauregard e del tutto il 4 settembre, quando i controlli su impianti e reti hanno confermato la conformità al D.Lgs. 18/2023.
Un'altra domanda ricorrente riguarda il cromo esavalente presente in una parte della falda, legato all'ex area industriale Cogne. Secondo la sintesi del monitoraggio 2019 di ARPA Valle d'Aosta la contaminazione si estende verso valle, mentre le zone a monte, compresa l'area urbana e i pozzi comunali a uso potabile, non risultano interessate; sulla falda è attivo un impianto di bonifica. I pozzi privati della piana restano fuori dai controlli pubblici: chi ne usa uno può valutare un'analisi dell'acqua di pozzo che includa i metalli.
Per durezza e sali disciolti il gestore, nelle fonti consultate, non pubblica valori medi per zona: vanno richiesti a SEV. E dopo un'ordinanza il punto delicato diventa l'impianto di casa, tra serbatoi condominiali, autoclavi e tubazioni datate. La revoca dell'ordinanza riguarda la rete pubblica: l'acqua rimasta ferma nel tuo impianto conviene verificarla a parte. Un controllo microbiologico dell'acqua al rubinetto parte da un campione prelevato nel punto d'uso e affidato a un laboratorio qualificato.