Procedura passo-passo nelle prime 72 ore: stop a usi sensibili, ripetizione analisi su matrice diversa, valutazione filtri (carbone attivo, osmosi inversa), comunicazione ASL.
Privati con pozzo, agricoltori, piccoli acquedotti privati
Questa guida è redatta dal Team Tecnico 123Acqua — Laboratorio Accreditato ISO/IEC 17025, con esperienza pluriennale nell'analisi delle acque destinate al consumo umano e nei controlli accreditati per ristorazione, strutture sanitarie, condomini e privati.
Contributi e revisione tecnica:
Ultima revisione: 2026-05-02
I PFAS si assorbono prevalentemente per via orale. L'uso per igiene personale è generalmente meno critico, ma per usi sensibili (bere, cucinare, alimenti per neonati) è prudente sospendere fino a chiarimento del dato.
No. I PFAS sono molto stabili termicamente e la bollitura, anzi, può concentrarli per evaporazione dell'acqua. Servono filtri specifici (carbone attivo certificato per PFAS o osmosi inversa).
Per i pozzi privati ad uso domestico solitamente non c'è obbligo formale, ma è buona prassi informare l'ASL territoriale, soprattutto se il valore è significativamente sopra i limiti. Per uso pubblico/commerciale la comunicazione è dovuta.
Dipende dal numero di composti analizzati (singoli vs. somma 20 vs. PFAS totali). Un'analisi accreditata su somma 20 ha un costo accessibile e ti permette di confrontarti correttamente con il D.Lgs. 18/2023.
In genere no. Solo filtri specifici certificati per la rimozione PFAS (alcuni a carbone attivo ad alta capacità o sistemi a osmosi inversa) hanno efficacia documentata. Diffida di prodotti generici.
Le guide gratuite ti aiutano a capire e organizzare. Quando ti serve un risultato ufficiale e accreditato, siamo qui:
Ripeti la misura PFAS con metodo accreditato →