Guida al D.Lgs. 18/2023 in 30 giorni
Un percorso in 4 settimane per organizzare la gestione dell’acqua dal punto di consegna al rubinetto secondo il D.Lgs. 18/2023: chi è responsabile, valutazione del rischio dell’impianto interno, piano analisi, documentazione.
A chi è utile
Gestori di edifici e strutture (hotel, scuole, RSA, palestre, condomini), RSPP, responsabili qualità
Cosa cambia con il D.Lgs. 18/2023
Il D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18 recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184 e sostituisce il D.Lgs. 31/2001. La novità principale è l’approccio basato sul rischio: non basta controllare l’acqua a campione, bisogna conoscere i pericoli lungo tutta la filiera, dalla fonte al rubinetto, e gestirli.
- Il gestore del servizio idrico risponde dell’acqua fino al punto di consegna.
- Dal punto di consegna al rubinetto la responsabilità è del proprietario o gestore dell’edificio.
- Per gli edifici prioritari (Allegato VIII: per esempio ospedali, RSA, scuole, strutture ricettive, ristorazione, impianti sportivi) il decreto prevede la valutazione e gestione del rischio del sistema di distribuzione interno, con attenzione particolare a Legionella e piombo.
- Sono stati introdotti o aggiornati parametri come PFAS, bisfenolo A, acidi aloacetici, clorato e clorito, uranio e microcistina-LR.
Il decreto fissa scadenze progressive di prima applicazione; per la valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione interni la scadenza di riferimento è il 12 gennaio 2029. Organizzarsi prima permette di distribuire i costi e di non trovarsi impreparati in caso di controllo.
Settimana 1 — Ruoli e documenti
- Verifica se il tuo edificio rientra tra gli edifici prioritari dell’Allegato VIII.
- Individua il responsabile interno della gestione dell’acqua e chi lo supporta (manutentore, RSPP, consulente).
- Raccogli i documenti esistenti: planimetrie e schemi dell’impianto, contratti e rapporti di manutenzione, rapporti di prova precedenti, eventuale documentazione HACCP o piano Legionella.
- Scarica i dati di qualità pubblicati dal gestore del servizio idrico per la tua zona.
- Individua il punto di consegna (di solito il contatore): da lì inizia la tua responsabilità.
Settimana 2 — Descrivere l’impianto e individuare i pericoli
Con un sopralluogo insieme al manutentore, descrivi l’impianto e annota i pericoli:
| Elemento | Pericolo tipico | Cosa annotare |
|---|---|---|
| Tubazioni | Rilascio di metalli (piombo, nichel, rame) | Età e materiali, tratti sostituiti |
| Serbatoi e autoclavi | Contaminazione microbiologica, sedimenti | Volume, materiale, ultima pulizia |
| Acqua calda e ricircolo | Legionella | Temperature di accumulo e di ritorno |
| Rami morti, locali chiusi | Ristagno | Dove si trovano, da quanto non sono usati |
| Trattamenti (addolcitori, filtri) | Crescita batterica se non mantenuti | Manutenzione documentata |
| Collegamenti con acque non potabili | Riflussi | Presenza di disconnettori |
Le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità sulla valutazione e gestione del rischio nei sistemi di distribuzione interni (Rapporti ISTISAN 22/32) sono il riferimento tecnico per questa fase. Il concetto generale è quello del Water Safety Plan.
Settimana 3 — Piano analisi e prima campagna
Le analisi servono a verificare i pericoli individuati, non a riempire un archivio. Scegli punti e parametri in base alla settimana 2:
- Legionella sull’acqua calda: uscita produzione, ritorno ricircolo, terminali più lontani. Il valore di parametro del D.Lgs. 18/2023 per i sistemi interni è 1.000 UFC/L.
- Piombo e altri metalli sui rubinetti più rappresentativi, specie negli edifici con tubazioni datate. Valore di parametro 10 µg/L, che scenderà a 5 µg/L dal 12 gennaio 2036.
- Parametri microbiologici e indicatori (E. coli, enterococchi, coliformi, carica batterica, torbidità, conducibilità) sui punti d’uso principali.
- Parametri specifici se il rischio lo suggerisce: PFAS in zone note, parametri legati a trattamenti interni.
| Parametro | Valore di parametro |
|---|---|
| Somma di PFAS | 0,10 µg/L (dal 12/01/2026) |
| Somma di 4 PFAS (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS) | 0,02 µg/L (dal 13/07/2026, D.Lgs. 102/2025) |
| Bisfenolo A | 2,5 µg/L |
| Acidi aloacetici (somma di 5) | 60 µg/L |
| Clorato | 0,25 mg/L |
| Clorito | 0,25 mg/L |
| Uranio | 30 µg/L |
| Microcistina-LR | 1,0 µg/L |
Molti di questi parametri riguardano soprattutto il gestore del servizio idrico e chi usa trattamenti di disinfezione. Per un edificio servito da acquedotto, la priorità sono di norma Legionella, metalli e microbiologia.
Settimana 4 — Misure di controllo, documentazione, comunicazione
- Definisci le misure di controllo per ogni pericolo: temperature, flussaggi, manutenzioni, sostituzioni.
- Scrivi un calendario annuale di manutenzioni e campionamenti.
- Prepara un registro per temperature, flussaggi, manutenzioni e non conformità.
- Stabilisci cosa fare se un risultato è fuori limite: chi decide, chi interviene, quando si ricampiona.
- Prepara un’informativa semplice per utenti, ospiti o famiglie: cosa controllate e come comunicate eventuali problemi.
- Fissa la data di revisione del documento e i casi che ne impongono l’aggiornamento (lavori, nuovi impianti, risultati sfavorevoli).
Checklist finale
- Responsabile interno nominato e gruppo di lavoro definito.
- Impianto descritto con schema e punto di consegna individuato.
- Pericoli individuati e valutati.
- Misure di controllo definite e calendarizzate.
- Piano analisi con punti, parametri e frequenze motivate.
- Registro attivo e archivio dei rapporti di prova.
- Procedura per le non conformità.
- Modalità di comunicazione agli utenti.
- Data di revisione fissata.
Approfondimenti: modello di piano Legionella, analisi obbligatorie per attività, scheda sul D.Lgs. 18/2023.
Domande frequenti
Il D.Lgs. 18/2023 riguarda anche il mio edificio?
Riguarda tutta l’acqua destinata al consumo umano. Gli obblighi di valutazione del rischio del sistema di distribuzione interno si applicano agli edifici prioritari dell’Allegato VIII; per gli altri edifici resta la responsabilità di non peggiorare la qualità dell’acqua dopo il contatore.
Bastano 30 giorni per mettersi in regola?
In 30 giorni si può impostare il lavoro: ruoli, descrizione dell’impianto, pericoli, primo piano analisi e documentazione. Gli interventi sull’impianto (per esempio sostituzione di tubazioni) possono richiedere più tempo e vanno pianificati.
Devo cercare i PFAS?
Dal 2026 i PFAS sono parametri di legge che il gestore del servizio idrico deve controllare. Per un edificio servito da acquedotto è utile verificarli soprattutto in zone con contaminazioni note o con fonti autonome.
Cosa succede se un risultato supera il valore di parametro?
Si individua la causa (rete pubblica o impianto interno), si applicano le azioni correttive, si ricampiona e si informano gli utenti quando necessario. Se il problema riguarda la rete pubblica va coinvolto il gestore; l’ASL può dare indicazioni sugli usi dell’acqua.
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18 — Attuazione della Direttiva (UE) 2020/2184 (Allegato I, Allegato VIII).
- D.Lgs. 102/2025 — Disposizioni correttive del D.Lgs. 18/2023 (parametri PFAS).
- Direttiva (UE) 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.
- Istituto Superiore di Sanità — Rapporti ISTISAN 22/32, linee guida per la valutazione e gestione del rischio nei sistemi di distribuzione interni.
- Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi — Conferenza Stato-Regioni, 7 maggio 2015.
Come usare questa guida
Testo a cura della redazione tecnica di 123Acqua, basato sui riferimenti normativi elencati sopra. Ha scopo informativo: non sostituisce la valutazione del rischio della tua struttura, le indicazioni dell'ASL competente né la consulenza di un professionista. Le norme regionali possono prevedere obblighi aggiuntivi.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-17
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