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Trattamento chimico

Denitrificazione biologica

Riduzione dei nitrati ad azoto gassoso (N₂) operata da batteri denitrificanti eterotrofi o autotrofi in reattori a biofilm in condizioni anossiche con donatore di elettroni esterno (etanolo, metanolo, idrogeno).

Cosa rimuove

  • Nitrati (riduzione a N₂)
  • Nitriti

Cosa NON rimuove

  • PFAS
  • Metalli pesanti
  • Sali (in parte)
  • Microbiologico (anzi richiede disinfezione obbligatoria a valle)

Costo (CAPEX)

Impianto centralizzato 1–10 m³/h: 25.000–120.000 €. Non disponibile per uso domestico.

Costo gestione (OPEX)

Donatore di elettroni (etanolo/idrogeno) 0,10–0,30 €/m³ trattato, energia, monitoraggio biologico, disinfezione UV/clorazione obbligatoria a valle.

Spazio richiesto

Reattore biologico + filtro a sabbia + UV/clorazione: 4–15 m² per impianti civili.

Come funziona (principio fisico-chimico)

La denitrificazione biologica sfrutta il metabolismo dei batteri denitrificanti (Pseudomonas, Paracoccus, Thiobacillus denitrificans) che, in condizioni anossiche (assenza di ossigeno), utilizzano i nitrati come accettore finale di elettroni nella catena respiratoria, riducendoli a azoto molecolare gassoso secondo: NO₃⁻ → NO₂⁻ → NO → N₂O → N₂.

Il processo richiede un donatore di elettroni: nei sistemi eterotrofi è una fonte organica (etanolo, metanolo, acido acetico), nei sistemi autotrofi è idrogeno gassoso o zolfo elementare. Il reattore è tipicamente a biofilm (letto fisso o letto mobile MBBR) per garantire alta concentrazione di biomassa attiva e tempi di ritenzione idraulica brevi.

Cosa rimuove e cosa NO

È la tecnologia di rimozione nitrati con il minor impatto ambientale (l'azoto torna in atmosfera invece di concentrarsi in eluati salini), ma richiede gestione professionale.

  • Rimuove molto bene: nitrati (95–99%) e nitriti.
  • NON rimuove: PFAS, metalli, sali, durezza, pesticidi.
  • Richiede: disinfezione obbligatoria a valle (UV, clorazione) per eliminare biomassa rilasciata dal reattore.
  • Genera: leggero residuo di donatore di elettroni (etanolo, metanolo) da rimuovere con filtrazione GAC a valle.

Specifiche di progetto (HRT, rapporto C/N, biomassa)

Tempo di ritenzione idraulica (HRT) tipico 0,5–2 ore. Rapporto carbonio/azoto C/N: 1,2 mg C per mg N-NO₃ (se etanolo, calcolando la stechiometria); circa 0,9 con metanolo. Temperatura ottimale 15–25 °C, pH 7–8,5.

I sistemi autotrofi a idrogeno (Hydrogen Autotrophic Denitrification) hanno il vantaggio di non lasciare residui organici, ma richiedono gestione di gas idrogeno (rischio esplosione, autorizzazioni). I sistemi a zolfo elementare (Sulfur Autotrophic) producono solfati come sottoprodotto.

Pre-trattamento richiesto

Equalizzazione delle portate. Eventuale rimozione di ossigeno disciolto (i batteri denitrificanti sono inibiti da O₂ >0,5 mg/L) tramite degasatore o consumo biologico in fase iniziale del reattore. Filtro sedimenti per protezione del biofilm.

Manutenzione e vita utile componenti

Il reattore richiede gestione professionale continua: monitoraggio della biomassa, dosaggio del donatore, controllo di pH e temperatura. Il filtro a sabbia post-reattore va lavato in controcorrente settimanalmente. La disinfezione UV richiede sostituzione lampade annuale. La vita utile complessiva dell'impianto è 15–25 anni con manutenzione adeguata.

Costi reali (acquisto + 5 anni)

Impianto civile da 5 m³/h: investimento 50.000–80.000 €. Costi operativi: donatore 1.000–2.500 €/anno, energia 1.500–3.000 €/anno, monitoraggio analitico 2.000–4.000 €/anno, manutenzione professionale 3.000–6.000 €/anno. Totale 5 anni: 90.000–150.000 €.

Quando ha senso e quando no

Ha senso in impianti acquedottistici comunali o consortili con nitrati 70–150 mg/L su grandi portate (>1 m³/h continuativo) dove osmosi inversa o resine NSR sarebbero antieconomiche per i volumi di scarto. Si applica anche al trattamento delle acque reflue per rimozione di azoto totale.

Non ha senso per uso domestico o piccoli condomini: la complessità gestionale e la necessità di personale qualificato lo rendono inadeguato. Per piccole utenze preferire resine NSR o RO.

Cosa misurare con analisi accreditata

Pre: nitrati, nitriti, ammoniaca, ossigeno disciolto, pH, conducibilità, carbonio organico totale (TOC). Post: nitrati (target <25 mg/L), nitriti (limite 0,5 mg/L), ammoniaca, residui di donatore (etanolo, metanolo), microbiologico completo (la fase biologica richiede vigilanza), TOC.

Conformità normativa (D.Lgs. 18/2023, D.M. 25/2012)

D.Lgs. 18/2023: nitrato 50 mg/L, nitriti 0,5 mg/L. Apparecchiature conformi al D.M. 25/2012. La gestione di impianti biologici per acqua potabile richiede autorizzazioni regionali e gestione documentata dei donatori (registrazione come prodotto chimico per uso alimentare, certificazione fornitore).

Specifiche tecniche

ParametroRange tipicoUnità
HRT tipico0,5–2h
Rapporto C/N (etanolo)1,2mg C / mg N-NO₃
Temperatura ottimale15–25°C
pH operativo7,0–8,5
Ossigeno disciolto massimo<0,5mg/L
Efficienza rimozione nitrati95–99%

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Ultimo aggiornamento: 2026-05-03. Redazione tecnica 123Acqua — Laboratorio Accreditato ISO/IEC 17025.