Blog · Legionella e strutture ricettive
La legionellosi è una malattia prevenibile con una corretta gestione degli impianti idrici. Vediamo dove prolifera il batterio, chi è tenuto ai controlli e come si esegue una ricerca Legionella valida.
La legionellosi è una polmonite causata da batteri del genere Legionella, trasmessa per inalazione di minuscole gocce d'acqua contaminata. Secondo i rapporti di sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità, in Italia vengono notificati ogni anno alcune migliaia di casi, con una letalità intorno al 10%. È una malattia in larga parte prevenibile: la chiave è la gestione corretta degli impianti idrici e il controllo analitico periodico.
Questa guida spiega dove il batterio prolifera, cosa chiedono le norme a chi gestisce una struttura, come si esegue un campionamento valido e come si leggono i risultati. Per una prima autovalutazione del tuo impianto puoi usare il calcolatore di rischio Legionella.
Legionella pneumophila vive naturalmente in fiumi, laghi e falde, in concentrazioni innocue. Diventa un problema quando colonizza gli impianti artificiali, dove trova condizioni ideali: temperature tra 25 e 45 °C, acqua stagnante, biofilm e incrostazioni di calcare che la proteggono dai disinfettanti.
Il contagio avviene solo per via inalatoria, respirando aerosol contaminato. Non si trasmette da persona a persona e non si contrae bevendo l'acqua. I punti critici tipici di un impianto sono:
Il riferimento principale sono le Linee Guida nazionali per la prevenzione ed il controllo della legionellosi, approvate il 7 maggio 2015 in Conferenza Stato-Regioni. Richiedono una valutazione del rischio scritta, aggiornata almeno ogni due anni o dopo ogni modifica impiantistica, un piano di autocontrollo con misure preventive e un registro degli interventi.
Per i datori di lavoro la valutazione confluisce nel documento di valutazione dei rischi previsto dal D.Lgs. 81/2008, perché la legionella è un agente biologico a tutti gli effetti. La norma tecnica UNI/TS 11825 dettaglia i criteri di diagnosi e trattamento del rischio negli impianti idrici e aeraulici.
Il D.Lgs. 18/2023 ha aggiunto un tassello importante: la legionella è entrata tra i parametri della valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione interni, con un valore di parametro di 1.000 UFC/L. Gli edifici prioritari — ospedali, RSA, scuole, strutture ricettive — sono i primi destinatari di questo obbligo.
Le Linee Guida 2015 e le delibere regionali individuano le strutture tenute al monitoraggio. Le frequenze indicate sono quelle minime di prassi; la valutazione del rischio può imporre controlli più ravvicinati:
| Tipologia di struttura | Frequenza minima di prassi |
|---|---|
| Strutture turistico-ricettive (hotel, B&B, agriturismi, residence) | Annuale; semestrale per impianti complessi o dopo una positività |
| Strutture sanitarie e RSA | Semestrale, con frequenze maggiori nei reparti a rischio |
| Stabilimenti termali e centri benessere | Trimestrale |
| Piscine pubbliche e palestre con docce | Semestrale |
| Caserme, carceri, scuole con convitto | Annuale |
| Studi odontoiatrici (circuiti dei riuniti) | Annuale |
Prima ancora delle analisi, la prevenzione passa dal controllo delle temperature. Le Linee Guida 2015 indicano di produrre acqua calda sanitaria ad almeno 60 °C, distribuirla in modo che ai punti più lontani arrivi sopra i 50 °C e mantenere la rete fredda sotto i 20 °C.
A queste regole si aggiungono le buone pratiche di gestione: flussaggio settimanale dei punti poco usati, pulizia e disincrostazione periodica di soffioni e rompigetto, spurgo dei serbatoi, eliminazione dei tratti morti. Per programmare una disinfezione termica è utile il timer per lo shock termico.
Un prelievo eseguito male vanifica il risultato. Il campionamento per la ricerca colturale segue la norma UNI EN ISO 11731 e prevede in sintesi:
Il rapporto di prova esprime il risultato in UFC/L (unità formanti colonia per litro). Le Linee Guida 2015 collegano i livelli di contaminazione alle azioni da intraprendere:
| Carica rilevata (UFC/L) | Azione richiesta |
|---|---|
| Sotto 100 | Contaminazione trascurabile: si prosegue con il normale autocontrollo |
| 100 – 1.000 | Verifica delle misure preventive e aumento della frequenza di monitoraggio; bonifica se i casi positivi sono diffusi |
| Oltre 1.000 | Bonifica dell'impianto (termica o chimica) e ricampionamento di verifica |
Nelle strutture sanitarie con pazienti a rischio si applicano soglie più severe, definite caso per caso dalla valutazione del rischio.
Una positività non significa chiusura automatica della struttura: significa attivare le azioni correttive previste dal piano. Le bonifiche più usate sono lo shock termico (acqua a 70-80 °C fatta scorrere a ogni punto per almeno 30 minuti) e l'iperclorazione; nei casi complessi si valutano sistemi continui come biossido di cloro o perossido d'argento.
Dopo la bonifica va sempre eseguito un ricampionamento di verifica, in genere a distanza di 48 ore e poi a 30-60 giorni. Tutti i passaggi vanno registrati nel piano di autocontrollo: in caso di ispezione ASL la documentazione è la prima cosa richiesta. La Ricerca Legionella include la tipizzazione di Legionella pneumophila e delle altre specie; per edifici con molti punti di erogazione esiste il profilo multipunto. Per capire la differenza con gli altri esami microbiologici è utile la guida su cosa misura l'analisi batteriologica dell'acqua.
Per le RSA e le strutture sanitarie il quadro è stato aggiornato dalle nuove linee guida ISS sulla Legionella. Chi gestisce hotel, B&B o camping può rivedere la registrazione del webinar sul piano di autocontrollo Legionella nelle strutture ricettive o scaricare il manuale Legionella per strutture ricettive in ebook.
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