10 risposte verificate dai chimici 123Acqua. Laboratorio accreditato ACCREDIA secondo ISO/IEC 17025.
Le aree storicamente più interessate sono in Veneto (province di Vicenza, Verona, Padova, in particolare il bacino dell'Almisano), in Lombardia (zone della provincia di Milano e bacini del Lambro-Olona) e in Piemonte (alcuni comuni del Vercellese, dell'Alessandrino e del Novarese). L'Atlante PFAS Italia 123Acqua fornisce una mappa aggiornata della distribuzione conosciuta e dei dati pubblici disponibili.
L'arsenico di origine geogena è documentato in particolare nel Lazio (Castelli Romani, zone vulcaniche del Viterbese), in Toscana (area del Monte Amiata), in Campania (Vesuviano, Campi Flegrei), in alcune zone della Sardegna e in aree dell'Alto Adige. Per i pozzi privati in queste aree, l'analisi mirata con ICP-MS è raccomandata anche in assenza di alterazioni organolettiche.
Le aree più critiche sono concentrate nella Pianura Padana (province di Brescia, Cremona, Mantova, Verona, Padova), in zone del Veneto centrale, nelle Marche e in alcune aree pugliesi a intensa coltivazione orticola. La contaminazione è di origine prevalentemente agricola (concimazione azotata) e zootecnica. Per i pozzi privati in queste aree è raccomandato un monitoraggio annuale dei nitrati e dei parametri associati.
Le criticità storiche sono localizzate nella provincia di Brescia (legate alla vicenda Caffaro), nella provincia di Milano (zone con storica concentrazione di galvaniche), nella Bergamasca, nell'Alessandrino, nell'area Pisa-Livorno e in alcune zone industriali del Veneto e dell'Emilia. Il D.Lgs. 102/2025 ha rafforzato il monitoraggio del cromo totale con valore di parametro a 25 µg/L.
Le acque più dure si registrano nella Pianura Padana (Lombardia, Emilia, basso Veneto), nel Lazio e nella Toscana costiera. Le acque più dolci si trovano in Alto Adige, Trentino, alcune aree del Piemonte alpino, della Valle d'Aosta e della Sardegna. La durezza può variare significativamente anche tra comuni limitrofi, in funzione della fonte di approvvigionamento del gestore idrico locale.
L'acqua di Roma proviene principalmente dalle sorgenti del Peschiera-Capore e del Bracciano e presenta in generale ottima qualità all'origine. Le criticità possibili sono localizzate: in alcuni palazzi storici del centro storico (rischio piombo da impianti pre-1990) e nei comuni dei Castelli Romani serviti da pozzi locali (possibile arsenico geogeno). Per chi vive in edifici storici, un'analisi al rubinetto è una verifica raccomandata.
L'acqua di Milano proviene principalmente da pozzi della falda profonda lombarda ed è generalmente di buona qualità. Storicamente alcuni quartieri e comuni dell'hinterland sono stati interessati da problemi di cromo esavalente, oggetto di interventi di rimedio e di monitoraggio rafforzato. Per palazzi storici del centro è raccomandata la verifica del piombo. Per attività HACCP la verifica analitica periodica è in ogni caso obbligatoria.
Le aree vulcaniche (Etna, Iblei, Madonie) possono presentare fluoruri e radon di origine geogena. Le zone di approvvigionamento da pozzi privati, particolarmente diffuse, sono esposte a rischio di nitrati e contaminazione microbiologica. Per i pozzi privati siciliani l'analisi annuale comprensiva di fluoruri, nitrati e parametri microbiologici è altamente raccomandata.
In genere l'acqua sarda è di buona qualità, sostenuta da invasi artificiali e falde poco mineralizzate. Le criticità localizzate riguardano alcune aree con storica attività mineraria (Sulcis-Iglesiente, Arburese) dove possono permanere tracce di metalli pesanti, e zone con falde granitiche con livelli elevati di uranio naturale. Per pozzi privati nelle aree segnalate è raccomandata l'analisi mirata.
L'acqua di Napoli e dell'area metropolitana è di qualità mediamente buona, con criticità specifiche nelle zone vulcaniche dei Campi Flegrei e del Vesuviano (possibile arsenico, fluoruri, radon di origine geogena). I pozzi privati in queste aree richiedono analisi mirata. Per palazzi del centro storico è raccomandata la verifica del piombo. La normativa del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. si applica integralmente.
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