8 risposte verificate dai chimici 123Acqua. Laboratorio con metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN).
Recepisce la Direttiva UE 2020/2184. Dopo il correttivo D.Lgs. 102/2025, fissa per le acque destinate al consumo umano la somma dei PFAS (calcolata su 30 sostanze, 24 fino al 13 luglio 2026, ADV escluse) a 0,10 µg/L dal 12 gennaio 2026; dal 13 luglio 2026 si applica anche la somma dei 4 PFAS prioritari (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS) a 0,02 µg/L, per effetto della proroga di sei mesi disposta dalla L. 199/2025; superato il precedente parametro generico dei PFAS totali (0,50 µg/L). Il correttivo introduce inoltre l'acido trifluoroacetico (TFA) come parametro autonomo (10 µg/L, monitoraggio obbligatorio dal 13 gennaio 2027).
Nelle aree note (Veneto, Lombardia, Piemonte) è prudente analizzare l'acqua di pozzo e di rete almeno una volta. Abbiamo una mappa PFAS Italia consultabile gratuitamente e un atlante regionale con dettaglio per zona.
Cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS) con LOQ di 1-2 ng/L per ciascun composto, ben sotto i limiti normativi.
Pacchetto 20 PFAS (somma D.Lgs. 18/2023 s.m.i.) disponibile a listino. Pacchetti estesi a 30+ congeneri su richiesta.
Bollitura: NO, anzi concentra. Filtri carbone attivo: parzialmente. Solo osmosi inversa o resine specifiche raggiungono i livelli normativi. Verifica sempre con un'analisi post-trattamento.
Non sempre. La Direttiva è entrata in vigore ma il monitoraggio capillare è in fase di rollout. In aree storicamente contaminate c'è ancora variabilità rete-rete.
No. Sono inodori, incolori, insapori. L'unica via per saperlo è un'analisi LC-MS/MS in laboratorio.
Generalmente bassi o assenti, ma alcuni studi hanno rilevato contaminazioni minori. Non è un sostituto sistematico. Meglio risolvere alla fonte (acquedotto/pozzo).
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