8 risposte verificate dai chimici 123Acqua. Laboratorio accreditato ACCREDIA secondo ISO/IEC 17025.
Recepisce la Direttiva UE 2020/2184. Dal 12 gennaio 2026 fissa limiti per somma di 20 PFAS (0,1 µg/L) e PFAS totali (0,5 µg/L) in tutte le acque destinate al consumo umano.
Nelle aree note (Veneto, Lombardia, Piemonte) è prudente analizzare l'acqua di pozzo e di rete almeno una volta. Abbiamo una mappa PFAS Italia consultabile gratuitamente e un atlante regionale con dettaglio per zona.
Cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS) con LOQ di 1-2 ng/L per ciascun composto, ben sotto i limiti normativi.
Da 145€ per il pacchetto 20 PFAS (somma D.Lgs. 18/2023 s.m.i.). Pacchetti estesi a 30+ congeneri su richiesta.
Bollitura: NO, anzi concentra. Filtri carbone attivo: parzialmente. Solo osmosi inversa o resine specifiche raggiungono i livelli normativi. Verifica sempre con un'analisi post-trattamento.
Non sempre. La Direttiva è entrata in vigore ma il monitoraggio capillare è in fase di rollout. In aree storicamente contaminate c'è ancora variabilità rete-rete.
No. Sono inodori, incolori, insapori. L'unica via per saperlo è un'analisi LC-MS/MS in laboratorio accreditato.
Generalmente bassi o assenti, ma alcuni studi hanno rilevato contaminazioni minori. Non è un sostituto sistematico. Meglio risolvere alla fonte (acquedotto/pozzo).
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