Cos'è
Amianto (o asbesto) è il nome commerciale di un gruppo di minerali fibrosi: il crisotilo (serpentino) e gli anfiboli (crocidolite, amosite, tremolite, antofillite, actinolite). La IARC li classifica tutti cancerogeni di Gruppo 1.
Nelle condotte idriche l'amianto, in prevalenza crisotilo, è inglobato in una matrice di cemento. Finché la matrice è integra le fibre restano legate; se l'acqua scioglie lentamente il cemento, le fibre vengono liberate e trasportate fino al rubinetto.
Da dove viene
Quasi tutte le fibre trovate nell'acqua di rete hanno un'origine precisa:
- Condotte in cemento-amianto della rete pubblica, posate fino al 1992 per acquedotti e reti irrigue.
- Serbatoi e cisterne in cemento-amianto ancora presenti in alcuni edifici o case isolate.
- Lavori sulla rete: tagli, riparazioni e colpi d'ariete possono staccare frammenti e far salire temporaneamente il numero di fibre.
Il fattore che decide il rilascio è l'aggressività dell'acqua: acque dolci, con pH basso e poco bicarbonato attaccano il cemento; acque dure e ben tamponate lo intaccano poco. Un contributo naturale minore è possibile in falde che attraversano rocce serpentinitiche.
Limiti normativi
Il D.Lgs 18/2023 non fissa un valore di parametro per l'amianto. Le condotte in cemento-amianto rientrano però tra gli elementi che il gestore considera nella valutazione e gestione del rischio del sistema di fornitura, insieme all'idoneità dei materiali a contatto con l'acqua.
L'OMS, nelle linee guida per l'acqua potabile, non propone un valore guida perché non ritiene dimostrato un danno da amianto ingerito. Negli Stati Uniti l'EPA applica un limite massimo di 7 milioni di fibre per litro (fibre più lunghe di 10 µm). Nell'Unione europea non esiste un limite armonizzato per l'acqua potabile.
Valori di riferimento in sintesi
| Parametro | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Valore di parametro italiano | Nessuno (elemento della valutazione del rischio) | D.Lgs 18/2023 |
| Valore guida per ingestione | Nessuno | OMS |
| Limite massimo (fibre > 10 µm) | 7 milioni di fibre/L | EPA (Stati Uniti) |
Sintesi dei valori citati nella sezione «Limiti normativi». Per la conformità fa fede il testo di legge vigente e il rapporto di prova di un laboratorio qualificato.
Effetti sulla salute
Per inalazione l'amianto causa mesotelioma, tumore del polmone e asbestosi. Per ingestione le prove sono molto più deboli: gli studi su popolazioni che hanno bevuto per anni acqua ricca di fibre non hanno mostrato in modo coerente un aumento dei tumori dell'apparato digerente.
Resta un principio di prudenza: le fibre non dovrebbero esserci, e la via per eliminarle è sostituire le condotte, non convivere con il problema.
Zone a rischio in Italia
Più che di regioni conviene parlare di situazioni, perché la presenza di cemento-amianto dipende dalla storia di ogni rete:
- Reti comunali posate tra gli anni Cinquanta e Ottanta e mai rinnovate.
- Zone servite da acque dolci o leggermente acide, spesso di origine montana.
- Case isolate o borghi con vecchi serbatoi in cemento-amianto.
- Quartieri dove la rete è stata appena riparata o sostituita a tratti.
Il gestore del servizio idrico sa quali materiali compongono la rete: è la prima informazione da chiedere, prima di qualsiasi analisi.
Come si analizza
Le fibre di amianto non si vedono e non si misurano con un'analisi chimica:
- Microscopia elettronica a trasmissione (TEM) con microanalisi (EDS) e diffrazione elettronica: è la tecnica di riferimento per l'acqua (ad esempio metodo EPA 100.2). Il campione viene filtrato e ogni fibra è contata, misurata e identificata.
- Microscopia elettronica a scansione (SEM-EDS): alternativa usata in alcuni laboratori, meno adatta alle fibre più sottili.
- La microscopia ottica non è adatta: non distingue l'amianto da altre particelle.
Un buon primo passo, più semplice, è misurare l'aggressività dell'acqua: pH, durezza, calcio e conducibilità indicano se l'acqua è in grado di attaccare il cemento.
Come si rimuove
- Sostituzione delle condotte: è l'unica soluzione definitiva e spetta al gestore della rete o, per i tratti privati, al proprietario.
- Correzione dell'aggressività: alzare pH e alcalinità dell'acqua distribuita riduce il rilascio; è un intervento del gestore.
- Filtrazione al punto d'uso: ultrafiltrazione e osmosi inversa trattengono le fibre nell'acqua da bere, in attesa dei lavori sulla rete.
Per un privato la sequenza sensata è: chiedere al gestore il materiale delle condotte, verificare l'aggressività dell'acqua e, solo se entrambi gli indizi sono presenti, valutare il conteggio delle fibre.
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Domande frequenti
Come faccio a sapere se la mia via ha tubi in cemento-amianto?
Chiedi al gestore del servizio idrico, che conosce materiali e anno di posa della rete. Per l’impianto interno e per eventuali serbatoi chiedi all’amministratore o a un idraulico: il cemento-amianto va riconosciuto da un tecnico, non a vista.
Un’acqua dura protegge dal rilascio di fibre?
In buona parte sì. Le acque dure e con pH vicino alla neutralità tendono a depositare carbonato di calcio e intaccano poco il cemento. Il rilascio è più probabile con acque dolci, povere di bicarbonato e con pH basso.
Vale la pena installare un filtro “anti-amianto”?
Solo se un’analisi ha trovato fibre o se la rete è certamente in cemento-amianto con acqua aggressiva. In quel caso ultrafiltrazione o osmosi al punto d’uso trattengono le fibre, ma il problema va comunque segnalato al gestore.
Cosa fare se il referto trova fibre di amianto?
Inviare il risultato al gestore e all’ASL, chiedere quali tratti di rete sono in cemento-amianto e se è prevista la sostituzione, e nel frattempo usare un sistema di filtrazione al punto d’uso per l’acqua da bere.
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Contenuto a cura del Team Tecnico 123Acqua — chimici e biologi iscritti agli Albi professionali. Le informazioni hanno scopo divulgativo: per valutazioni di conformità fa fede il rapporto di prova di un laboratorio qualificato. Non tutte le analisi qui descritte sono necessarie per ogni utenza: contattaci per capire se sono pertinenti al tuo caso specifico.