Il calcare fa venire i calcoli? No
È il mito più diffuso, e l'Istituto Superiore di Sanità lo classifica espressamente come falso: bere acqua del rubinetto, anche ricca di calcio e magnesio, non provoca né favorisce la calcolosi renale. I calcoli sono formati per lo più da ossalato di calcio, non dal carbonato di calcio che compone il calcare, e la loro comparsa dipende spesso da una predisposizione individuale o familiare.
Secondo l'ISS il consiglio di sostituire l'acqua di rete con acque leggere o oligominerali per prevenire i calcoli non è giustificato da evidenze scientifiche: conta soprattutto la quantità totale di liquidi assunta nella giornata. Chi soffre di calcolosi deve seguire le indicazioni del proprio medico. Il calcare resta un tema tecnico (incrostazioni su caldaie, bollitori, lavastoviglie): puoi stimarne l'impatto con il calcolatore della durezza e approfondire nella guida su acqua dura e calcare.
Rubinetto o bottiglia: chi è più sicura?
Acqua di rete e acque minerali seguono due quadri normativi diversi: l'acqua del rubinetto è disciplinata dal D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184, mentre le acque minerali naturali dal D.Lgs. 176/2011. Entrambe, se conformi, sono sicure: l'ISS indica come false sia l'idea che l'acqua del rubinetto non sia sicura, sia quella che vada evitata al ristorante. Anche per pappe e latte in formula, in fase di svezzamento, l'ISS considera utilizzabile l'acqua del rubinetto; per i lattanti più piccoli conviene seguire le indicazioni del pediatra.
La differenza vera è nel tratto finale. Il gestore del servizio idrico risponde della qualità fino al punto di consegna; il tratto tra il punto di consegna e il rubinetto (tubazioni interne, serbatoi, autoclavi) è affidato a chi gestisce l'impianto dell'edificio, come proprietario o amministratore. Per questo in case datate, con tubi in piombo o impianti poco usati, il dato del gestore può non bastare. Per approfondire: l'acqua del rubinetto è sicura?.
Bollire l'acqua: cosa elimina e cosa no
La bollitura è efficace contro batteri e parassiti (secondo l'ISS basta un minuto di ebollizione), ma non elimina i contaminanti chimici come nitrati, metalli o PFAS: se se ne sospetta la presenza, l'ISS indica di usare acqua di diversa provenienza. È quindi la misura giusta quando il gestore o il Comune emettono un avviso di bollitura per un problema microbiologico, non un rimedio generale.
Per la preparazione di alimenti per neonati e per le acque di pozzo valgono cautele specifiche, da concordare con il pediatra o con l'ASL.
Cloro e filtri domestici
Il cloro residuo serve a mantenere l'acqua disinfettata lungo la rete. Ai livelli impiegati dai gestori è soprattutto una questione di odore e sapore: lasciare riposare l'acqua in una brocca e poi conservarla in frigorifero ne attenua il gusto. Se l'odore è insolitamente forte o compare all'improvviso, conviene segnalarlo al gestore; qui trovi cosa fare se l'acqua sa di cloro.
L'ISS considera falso che per rendere sicura l'acqua del rubinetto serva installare in casa un apparecchio di trattamento: l'acqua distribuita in Italia è già adatta al consumo e gli apparecchi conformi alle norme servono a modificarne le caratteristiche organolettiche (gusto, odore, gasatura). Caraffe filtranti, addolcitori e osmosi inversa garantiscono le prestazioni dichiarate solo se usati e mantenuti secondo il manuale del produttore, come previsto dal DM 25/2012. L'osmosi, inoltre, rimuove anche buona parte dei sali minerali, tra cui calcio e magnesio. Per capire se una caraffa serve davvero leggi la guida sulle caraffe filtranti.
Come verificare l'acqua di casa, in pratica
Il primo passo è gratuito: i gestori pubblicano i dati medi di qualità per Comune (durezza, residuo fisso, nitrati, cloro residuo) sul sito o in bolletta, e puoi consultare una sintesi nella pagina acqua del tuo Comune. Per avvisi di non potabilità o ordinanze, i riferimenti sono il gestore, il Comune e l'ASL competente.
Un'analisi al rubinetto ha senso quando il dato di rete non descrive la tua situazione: edificio vecchio o con tubazioni mai sostituite, impianti di trattamento domestici, acqua da pozzo privato, cambiamenti di colore, odore o sapore, presenza in casa di neonati o persone fragili. In questi casi un'analisi dell'acqua del rubinetto misura ciò che esce davvero dal tuo rubinetto; per i pozzi c'è l'analisi dell'acqua di pozzo.