Chi fa cosa nel servizio idrico
In ogni territorio il Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) è affidato a un gestore scelto dall'Ente di governo dell'ambito. Dal 2011, con il D.L. 201/2011, la regolazione nazionale di tariffe e qualità del servizio spetta ad ARERA, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
La qualità sanitaria dell'acqua segue invece il D.Lgs. 18/2023, che ha recepito la direttiva (UE) 2020/2184 e sostituito il D.Lgs. 31/2001. Accanto ai controlli interni del gestore, l'ASL esegue i controlli esterni; in caso di rischio per la salute possono essere adottati provvedimenti, fino a un'ordinanza del Sindaco di non potabilità.
Fino al contatore e oltre: il confine delle responsabilità
Secondo il D.Lgs. 18/2023 il gestore risponde della qualità dell'acqua fino al "punto di consegna", che di norma coincide con il contatore. A valle, tubazioni, autoclavi, serbatoi, addolcitori e filtri fanno parte dell'impianto di distribuzione interno, che tra il punto di consegna e il rubinetto è a carico del proprietario, del condominio o di chi gestisce l'edificio.
Per questo un'acqua conforme al contatore può peggiorare al rubinetto: tubi vecchi possono rilasciare metalli come il piombo, mentre serbatoi poco curati e ristagni favoriscono la crescita batterica. Il decreto ha introdotto anche la figura del gestore idrico della distribuzione interna (GIDI), con obblighi di valutazione del rischio negli edifici prioritari, come ospedali, scuole, alberghi e ristoranti. Se amministri uno stabile, trovi indicazioni pratiche nella pagina per amministratori di condominio e in quella sull'analisi dell'acqua in condominio.
Dove trovare i dati di qualità del tuo comune
Il primo posto da guardare è il sito del gestore: la maggior parte pubblica i valori medi dei principali parametri, spesso filtrabili per comune o zona di distribuzione, e il D.Lgs. 18/2023 prevede che i cittadini ricevano informazioni sulla qualità dell'acqua almeno una volta l'anno, anche tramite bolletta. Le ASL e le Regioni diffondono in vari casi gli esiti dei controlli ufficiali. Il decreto ha inoltre istituito presso l'Istituto Superiore di Sanità il Centro nazionale per la sicurezza delle acque (CeNSiA) e previsto l'anagrafe AnTeA, piattaforma nazionale gestita dall'ISS per raccogliere e armonizzare i dati sulle acque potabili.
Ricorda che questi dati descrivono la rete pubblica, non il tuo impianto. Per sapere cosa esce davvero dal tuo rubinetto serve un campione prelevato lì: le pagine sull'analisi dell'acqua di acquedotto e sull'analisi al rubinetto spiegano differenze e parametri utili.
Come leggere la bolletta
Secondo la struttura tariffaria definita da ARERA (delibera 665/2017, TICSI), ogni servizio ha una quota fissa, indipendente dai consumi, e una quota variabile. Solo la quota variabile dell'acquedotto è a scaglioni crescenti, con una fascia agevolata per le utenze domestiche residenti; fognatura e depurazione si pagano in proporzione ai metri cubi. Si aggiungono le componenti perequative nazionali (UI) e l'IVA.
Per le fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2020 la Legge 205/2017 ha ridotto a due anni la prescrizione degli importi per i consumi di utenze domestiche, microimprese e professionisti, salvo responsabilità accertata dell'utente; la prescrizione non opera in automatico e va fatta valere con richiesta esplicita al gestore.
Reclami: a chi rivolgersi e in che ordine
Per bollette anomale, letture errate, ritardi o disservizi si parte da un reclamo scritto al gestore, con i canali indicati nella Carta dei servizi. La regolazione ARERA sulla qualità contrattuale (RQSII, delibera 655/2015) fissa in 30 giorni lavorativi il tempo massimo di risposta motivata e prevede indennizzi automatici quando alcuni standard specifici non sono rispettati. Se la risposta non è soddisfacente, o se sono trascorsi 50 giorni dall'invio del reclamo senza risposta, si può ricorrere al Servizio Conciliazione di ARERA, gratuito e online. Dal 30 giugno 2023 il tentativo di conciliazione è obbligatorio anche per il settore idrico prima di rivolgersi al giudice; restano escluse, tra le altre, le questioni sul bonus idrico e quelle sulla qualità della risorsa.
Per un problema di qualità (odore, colore, torbidità, sospetto di contaminazione) segnala subito al gestore e, se il problema persiste, all'ASL, che ha competenza sanitaria. Un'analisi indipendente aiuta a capire se la causa sta nella rete o nell'impianto interno: per un consiglio su quali parametri scegliere puoi scrivere al laboratorio.
Quando ha senso un'analisi privata
Ha senso quando il problema compare solo in casa tua o nel tuo stabile, dopo lavori sull'impianto, in edifici con tubazioni datate, in presenza di serbatoi di accumulo o di apparecchi di trattamento, oppure quando servono dati documentati per un reclamo. Il quadro dei limiti di legge è riassunto nella pagina sulle normative.